Nella lunga vita del Re dei Kaiju non si è mai affrontato il più grande interrogativo legato alla sua esistenza: e se superasse il limite? Nelle storie con protagonista Godzilla, la presenza del lucertolone viene quasi sempre legata al suo impatto immediato sulla vita della piccola umanità, che guarda verso l’alto temendo l’ira del Kaiju. Dalla prima apparizione nel 1954, Godzilla è diventata uno specchio del presente, interpretando il ruolo di censore della contemporaneità, ma non è mai stato visto come turning point dell’evoluzione umana.
Almeno, fino a quando Cullen Bunn non ha deciso di mostrare le conseguenze della decennale marcia di Godzilla. Con Godzilla: Cataclisma, Bunn non vuole limitarsi alla dimensione puramente distruttiva di Goiira, ma indaga sottilmente la sua funzione di elemento di rottura di un ecosistema in cui l’umanità è evidentemente l’ultimo anello.
Salvatore dell’umanità

Non potrebbe esserci miglior scenario di una Terra posta-apocalittica, in cui l’umanità vive tra le macerie di un mondo devastato. Una realtà figlia delle continue lotte tra i kaiju, a cui l’umanità ha partecipato come reazione a una minaccia evidentemente troppo potente, ereditando tuttavia il dominio del pianeta.
“Quando la guerra finì i mostri sparirono di nuovo. Nel mare, nei cieli o sottoterra.MA il mondo dell’uomo…il mondo che fu…era ormai ridotto a cenere e macerie.”
Il ricordo del passato sembra quasi una maledizione per i sopravvissuti, come l’anziano Hiroshi, che nei suoi sogni ricorda con rimpianto gli anni delle battaglie con i kaji, dei per alcuni e demoni per altri. In questo nuovo mondo, tuttavia, la sua vita è in una baraccopoli in cui vive con il nipote Arata, occupato a cercare preziose risorse per tenere viva la loro comunità.
Durante una di queste missioni, Arata e l’amica Hiroshi entrano in contatto con alcune creature. Durante il combattimento e la fuga, i due assistono al ritorno degli dei, testimoni della lotta tra un kajiu e il Re dei Mostri. Godzilla, sparito da vent’anni, ha fatto nuovamente sentire il suo ruggito, e a guidarlo pare essere un’ossessione.
A mettere in pericolo la sicurezza del loro rifugio è una scelta impulsiva di Hiroshi, che ricorda al vecchio Hiroshi gli errori del passato.
Ma l’umanità di oggi, memori degli errori compiuti, saprà come sopravvivere al ritorno dei kaiju?
Rinascita dell’umanità

Godzilla: Cataclisma alterna momenti di muscolare tensione, tipica della narrativa di Godzilla, a graffianti riflessioni sul passato di questo mondo. In questi ultimi, Bunn si affida a una ricostruzione credibile del rapporto tra Gojira e l’umanità, trova una felice intuizione nel mostrare la spietata decisione umana di provare a controllare l’incontrollabile come causa reale della fine del mondo.
“Davvero credevamo di poter controllare la loro furia primigenia? Senza prevedere le conseguenze? Quali orrori abbiamo scatenato sul mondo?”
Anziché comprendere e cercare una difficile convivenza, l’umanità sceglie di partecipare a questo scontro tra titani imponendo un controllo nato dalla tecnologia. Scienza contro istinto, nessuna ricerca di una comprensione potenzialmente salvifica, ma solo la cieca determinazione a ricondurre tutto sotto il controllo umano.
Hiroshi interpreta la colpa dell’uomo, l’aver imposto un controllo alla natura, venendone infine sopraffatto. La possibilità di un nuovo inizio, di una rinascita per il mondo rappresentato dalla rinascita di Biollante diventa l’occasione di un tardivo riscatto, un’occasione per correggere un devastante errore. Ma anche una resa dei conti con Godzilla.
Godzilla, distruttore o salvatore?

In secondo piano, ma onnipresente. Pur lasciando ai tre umani il ruolo di protagonisti, Bunn rende Godzilla una presenza che aleggia in ogni istante, nei ricordi di Hiroshi oppure con una provvidenziale entrare in scena. Sarebbe facile ricondurlo al ruolo di semplice deus ex machina, ma la sua funzione ‘divina’ in Cataclisma è di essere un catalizzatore dei ricordi e rimorsi di Hiroshi.
Se l’anziano sopravvissuto cerca di proteggere Biollante come seme di rinascita, per Godzilla il kaiju vegetale è solo un altro avversario da eliminare. La furia cieca del Re dei Mostri è una minaccia al pari delle altre creature, ma la contemporanea apparizione di Mothra sembra essere una catarsi nella sua inarrestabile marcia di distruzione.
Bunn utilizza con attenzione i kaiju, ne sfrutta poteri e ruoli all’interno della mitologia di Godzilla, rendendoli incarnazione di paure e speranze degli umani. Una relazione simbiotica che diventa riflessione sul passato sue colpe e rimorsi, insegnamenti preziosi, per quanto tardivi, capaci comunque di guidare verso un futuro migliore.
Ritratto di un mondo

La concretezza di questa storia si fonda sulla ritrattistica di un mondo devastato realizzato da Dave Watcher. Le rovine spettrali in cui si muovono i personaggi sono un eco della loro privazione, fatiscenti come questa umanità cupa e condannata, la cui disperazione traspare in espressioni sofferte, cariche di un pathos che esplode nel confronto con le titaniche creature.
Watcher ritrae la devastante potenza dei kaiju cogliendone la spaventosa forza, una magnificenza ampliata dal contrasto con la rovina del mondo degli uomini. Ogni creatura domina la pagina con la propria selvaggia potenza, accompagnata da un uso assordante delle onomatopee, la ‘voce’ dei Kaiju. Prima ancora che invadano le vignette, i mostri sono anticipati dai loro versi, terrorizzano il lettore spaventando i poveri umani, che Watcher posiziona con maestria nelle tavole, cogliendo tutto il loro terrore.
Perfetta sintesi tra kaiju e umanità, potenza e impotenza. Il ritorno degli dèi coincide con una vivacità grafica intensa, dominata dall’arrivo di Godzilla, mattatore degli scontri, presenza temuta e attesa, che l’artista americano interpreta al meglio, perché come specifica lui stesso
“Quando disegni Godzilla, è fondamentale mostrarlo come un’autentica forza della natura”
Devastazione tascabile

Precedentemente pubblicato in Italia da saldaPress all’interno della serie di spillati dedicati a Godzilla, Cataclisma viene riproposto all’interno della collana RamenBurger. Collana che fa della sintesi narrativa tra occidente e oriente la sua natura, ospitando autori come James Stokoe e Daniel Warren Johnson, e pubblicando sperimentazioni nostrane come Ghost Gun, Bikini Armor e Code: Cluster.
Una simile identità editoriale è perfetta per un’opera come Godzilla: Cataclisma, che rimpolpa la presenza del Re dei Kaiju dopo le riedizioni in questo formato di La Guerra dei Trent’anni e Il più grande mostro della storia. Il passaggio a un formato più contenuto e a una cromia in scala di grigi non penalizza il lavoro di Watcher, ma lo rende ancora più graffiante e travolgente.



