X

A Real American Hero. Campeggiava questa scritta sui giocattoli che negli anni ’80 Hasbro portava in Italia, sulla scia della fortunata serie animata che ci portava nel conflitto tra i G.I. Joe e i Cobra. Specchio di un’America interventista, in epoca reaganiana, in cui le avventure degli specialisti guidati da Duke erano un diverso modo di raccontare lo scontro con i nemici della più grande democrazia del mondo, ma quello stesso sottotitolo campeggiava anche sui comics Marvel che pubblicavano le imprese dei Joes.

Non semplici trasposizioni, quanto un vero e proprio war comics, con le dovute concessioni alle sfumature da techno-triller che spesso si accompagnano alle missioni di Joes. Non a caso, a firmare G.I. Joe non era un autore qualunque, ma un veterano non solo della Casa delle Idee, ma anche militare. Memore della sua esperienza in Vietnam, Larry Hama aveva già dimostrato di saper come trasmettere le vibrazioni di una war story anche in Wolverine – ricordando proprio il suo passato militare – e non poteva esser che lui il narratore migliore per questa operazione in casa marveliana.

G.I. Joe – A Real American Hero, non solo marketing

GI JOE - A Real American Hero
GI JOE – A Real American Hero -© Skybound

Come spesso accadeva, negli anni ’80 il marketing dei giocattoli era una forza trainante incredibile. Se da un lato i Transformers avevano dettato legge, dall’altro il rapporto con il mondo dei comics era sempre più stretto. In Marvel questa sperimentazione ibrida aveva portato alla nascita di un maxi-evento come Secret Wars – concepito per vendere ‘pupazzetti ‘ dei supereroi – al punto che spesso queste joint ventures riducevano i fumetti a semplici corollari dei cataloghi di giocattoli. O alla meglio, erano un volumetto omaggio nelle confezioni, spesso dimenticate.

Destino che viene riservato a G.I. Joe – A Real American Hero. L’approccio con cui Hama imbastisce le sue storie non vuole essere solo un extra della serie animata, ma si propone come un vero e proprio fumetto di guerra. Trame in cui gli eventi seguono un iter credibile, drammi che legano i personaggi e situazioni esplosive che tengono i lettori col fiato sospeso sono all’ordine del giorno, il tutto guidato con estrema attenzione dallo stesso Hama. Prima con il lungo ciclo marveliano – dodici anni di storie – poi con il passaggio a IDW e infine l’acquisizione da parte di Skybound.

Quella stessa Skybound che sta raccontando i G.I.Joe a una nuova generazione con il suo Energon Universe, in cui i valorosi soldati condividono la scena con i Transformers, e presto anche con M.A.S.K. Per evitare confusioni, si è scelto di agire in modo rispettoso del lavoro di Hama, non avviando la solita operazione di reboot o cambio numerazione, ma offrendo ai lettori la possibilità di proseguire la narrazione impostata da Hama.

La nuova missione dei Joe

GI JOE - A Real American Hero
GI JOE – A Real American Hero -© Skybound

Sforzo ammirevole, che in Italia viene portato da saldaPress. Motivo per cui, il primo volume di G.I. Joe – A Real American Hero inizia con un corposo riassunto dei trecento numeri della serie originale, un condensato di eventi e informazioni che possono spaventare chi si avvicina a questa serie da neofita, ma che si rivela in realtà un perfetto primo passo.

Un ripasso – diviso intelligentemente per archi narrativi –  che fornisce non solo le coordinata necessarie a tenere traccia di rapporti ed eventi, ma consente di apprezzare anche la dinamicità con cui Hama evolve la serie, non rimanendo ingabbiato in una narrazione datata, ma percependo i cambiamenti e integrandoli nella serie.

Per un serie nata durante il decennio finale della guerra fredda, è una vittoria. Dal mondo diviso in blocchi, in cui buoni e cattivi è una divisione facile, si passa a una caratterizzazione in scala di grigi, in cui subentrano ambiti nebulosi, dando nuovi spunti alla visione dell’autore. Sorprendente, considerato che Hama per 300 numeri ha tenuto vivo un complesso mosaico narrativo, fatto non solo di missioni ad alto rischio ma anche di rapporti personali, creando un’evoluzione emotiva dei protagonisti particolarmente marcata.

Rimanere fedeli a questo approccio, ancora una volta, richiede di adeguare i canoni della serie. Non solo per tematiche ma anche nel linguaggio, per dare ai lettori un prodotto che sia al passo coi tempi, come viene fatto con il primo arco narrativo sotto il marchio Skybound.

I Joe per il mondo di oggi

GI JOE - A Real American Hero
GI JOE – A Real American Hero -© Skybound

Hama riesce a restare fedele al suo stile introducendo un elemento narrativo moderno – la presenza degli zombie, pseudo-scientificamente motivata – unendo una narrazione action a momenti di maggior introspezione dei personaggi, dando continuità alla serie lasciando che siano i personaggi a creare questo legame.

Basterebbe pensare ai dubbi che Duke lascia emergere, voce del soldato stanco e forse schiacciato dalla responsabilità del comando, o all’espediente della bomba genetica, che sposta l’attenzione sulle nuove tecniche belliche, dando vita a un’allegorica rappresentazione della disumanizzazione dei conflitti.

Il primo volume di G.I. Jose – A Real American Hero rimane comunque una scommessa. Per un lettore che si approcci per la prima volta ai personaggi, anche il ricco riassunto rischia di non esser sufficiente, considerata l’inevitabile mole di riferimenti al passato, ma sono sufficienti i numerosi picchi d’adrenalina delle scene action per tenere alto l’interesse.

Back in the ’90s

GI JOE - A Real American Hero
GI JOE – A Real American Hero -© Skybound

Merito di scene come quelle di apertura, in cui la narrativa di Hama viene resa al meglio dal tratto di Chris Mooneyham. L’adrenalinica sequenza d’apertura con una fuga disperata a bordo di un Hercules è una lectio magistralis di racconto visivo, in cui la padronanza di spazi e tempi stimola il lettore, alternando ottimamente la tensione di protagonisti – resa tramite espressioni rivelatrici e pose muscolari – alla spettacolarità del volo, degno di un action movie anni ’80.

Mooneyham si rende interprete di una caratterizzazione che sintetizza le dinamicità degli action movies anni ’80 al fumetto anni ’90, in cui domina la fisicità dei personaggi, in cui la voluta ostentazione dell’adrenalina del combattimento viene trattata con attenzione al trasmettere fatica e sforzo, dove sangue e polvere sono elementi onnipresenti. Un dettaglio che assume toni più orrorifici nel ritrarre le vittime mutate dalla bomba genetica, che sembrano uscite da un film di Romero, per quanto il loro sguardo vivo e le espressioni dei visi tradiscono un’intelligenza che viene ritratta con incredibile precisione.

Una caratterizzazione che i colori di Francesco Segala esaltano, dando risalto proprio a quegli aspetti più ruvidi del lavoro di Mooneyham. Abile nell’identificare la giusta cromia per ogni ambiente, Segala offre una prestazione impeccabile, in cui la palette cromatica riesce a cogliere le giuste sfumature in un gioco di luci e ombre impeccabile

G.I. Jose wants you

GI JOE - A Real American Hero
GI JOE – A Real American Hero -© Skybound

Il ritorno di G.I.Joe – A Real American Hero consente a saldaPress di portare in libreria un war comics che – per quanto si avvicini al gusto moderno – conserva il suo spirito originario. Hama si rivela nuovamente un narratore di razza, capace di portare la sua competenza militare in un fumetto in cui non ci si limita a compiere missioni ad alto tasso di adrenalina, ma dove i soldati affrontano le conseguenze di questa vita.

Un fumetto che per sua natura richiede, quindi, una lettura consapevole e attenta, diverso per concezione dall’omonimo dell’Energon Universe.

Condividi.

Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva