Nel panorama degli anime e dei manga, esistono poche certezze granitiche come la supremazia di Dragon Ball. La creazione di Akira Toriyama non è solo una serie, è un monolito culturale che ha ridefinito l’intero settore, un’opera che ha ispirato generazioni di autori e conquistato il cuore di milioni di fan in tutto il mondo. Eppure, anche i giganti possono vacillare. E quando accade, il boato si sente ovunque.

Dragon Ball è universalmente riconosciuto come il padre degli shonen, quel pilastro narrativo su cui poggiano molte delle serie più amate di oggi. Senza Goku e le Sfere del Drago, capolavori come One Piece, Naruto o My Hero Academia probabilmente non esisterebbero, o quantomeno sarebbero profondamente diversi. Con oltre 260 milioni di copie vendute a livello globale e una posizione consolidata tra i cinque manga più venduti di sempre, Dragon Ball sembrava intoccabile. Ma il mercato domestico giapponese ha recentemente scritto un nuovo capitolo di questa storia.

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Poster di Demon Slayer, fonte: Crunchyroll

Demon Slayer, l’opera di Koyoharu Gotouge che ha conquistato il mondo con la sua miscela di azione viscerale, dramma familiare e animazione mozzafiato, ha ufficialmente superato Dragon Ball nelle vendite domestiche giapponesi. I numeri parlano chiaro: con circa 164 milioni di copie vendute in Giappone, Demon Slayer ha scalzato Dragon Ball dal secondo posto nella classifica delle serie più vendute di Weekly Shonen Jump, lasciandolo con i suoi 160 milioni di copie al terzo gradino del podio. Solo One Piece rimane davanti, inarrivabile con i suoi numeri stratosferici. Ma c’è un dettaglio che rende questo sorpasso ancora più clamoroso: Demon Slayer ha raggiunto questo traguardo con appena 23 volumi pubblicati. Invece, Dragon Ball ne conta 42, quasi il doppio. Come è possibile che una serie con metà del materiale disponibile abbia generato più vendite nel mercato domestico? La risposta è complessa e affonda le radici in un mix di fattori culturali, temporali e mediatici.

Il fenomeno Demon Slayer, così come quello di Chainsaw Man che ha scalzato un altro gigante, è esploso in Giappone con una forza raramente vista. L’adattamento anime prodotto da ufotable ha elevato il manga originale a status di culto, tant’è che questa notizia ha fatto storcere il naso a tanti lettori poiché l’opera cartacea di Demon Slayer è riconosciuta come inferiore all’anime. Quest’ultimo, grazie a una qualità visiva che ha ridefinito gli standard del settore ha elevato il cartaceo. Il film Mugen Train è diventato il lungometraggio giapponese con il maggior incasso di sempre, superando persino l’intoccabile La città incantata di Hayao Miyazaki. Questo successo mediatico ha innescato un effetto domino sulle vendite del manga, con volumi che volavano letteralmente via dagli scaffali delle librerie giapponesi.

Scena di Demon Slayer Il Castello dell'infinito
Scena di Demon Slayer Il Castello dell’infinito, fonte: Crunchyroll

Questo sorpasso nel mercato domestico, tuttavia, non racconta tutta la storia. A livello internazionale, Dragon Ball mantiene ancora un vantaggio considerevole. Con oltre 260 milioni di copie vendute globalmente contro i circa 220 milioni di Demon Slayer, la serie di Toriyama conserva un margine di 40 milioni di copie. Un gap significativo, che testimonia quanto Dragon Ball sia radicato nell’immaginario collettivo mondiale, trascendendo i confini del Giappone per diventare un fenomeno davvero planetario.

La domanda che molti si pongono è: Demon Slayer riuscirà a colmare questo divario internazionale? La risposta non è scontata. La serie si è conclusa con il volume 23, limitando il potenziale di nuove vendite dirette del manga. Tuttavia, la trilogia di film che sta adattando gli archi finali della storia continua a generare interesse e potrebbe alimentare vendite di recupero significative. Ma superare un gap di 40 milioni richiede più di un buon passaparola: serve un fenomeno culturale duraturo.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it