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Night City non è mai stata così viva. Dall’uscita di Cyberpunk 2077, l’immenso agglomerato urbano in cui street samurai e tirapiedi delle zaibatsu vivono fianco a fianco si è imposto come una delle ambientazioni più amate non solo dai giocatori, ma anche da tutti coloro che vedono in questa Mecca cyberpunk un luogo amato. E Night City non è rimasta solamente un insieme di pixel, ma si è prestata a fare da scenario prima a una serie di fumetti e poi ha conquistato spettatori con la serie animata Cyberpunk: Edgerunners. E siccome le storie custodire nelle tentacolari viscere metalliche di Night City non finiscono mai, ora possiamo esplorarla ulteriormente con Cyberpunk Edgerunners: Madness.

Un’esperienza declinata in chiave manga, che prende vita come prequel della fortunata serie animata di Netflix. Un cult istantaneo che ha spinto a realizzare un seguito particolarmente atteso, che ha già saputo come far appassionare gli spettatori ai protagonisti del primo arco narrativo. E nell’attesa di questo seguito, quale miglior modo di ingannare l’attesa dello scoprire il passato di alcuni volti particolarmente amati?

Cyberpunk Edgerunner: Madness, violenza e delirio a Night City

Rebecca in Cyberpunk: Edgerunners
Rebecca in Cyberpunk: Edgerunners – © Netflix

Questa è la scintilla vitale di Cyberpunk Edgerunners: Madness, manga in cui viene richiamato nel ruolo di narratore Bartosz Sztybor. Per gli appassionati di Cyberpunk 2077, Sztybor è una voce importante, un Virgilio da braindance che ci ha condotto a esplorare Night City attraverso i comics di Dark Horse e come sceneggiatore della serie animata di Netflix. Non poteva esserci migliore choom per andare a scavare nel passato di due personaggi sfrenati come Pilar e Rebecca, i due fratelli che abbiamo conosciuto in Cyberpunk: Edgerunners.

Facile ricordare i due protagonisti della serie animata, Romeo e Giulietta cyber, ma come dimenticare l’adrenalinica comicità di Pilar e Rebecca? Fracassoni ed esuberanti, i due fratelli sono una parte essenziale della banda di runners, vere mine vaganti che meriterebbero una storia tutta loro. Cyberpunk: Egderunners Madness vuole mettere in risalto questi due personaggi, raccontando come siano stati arruolati nella squadra di Maine, tramite un prequel che li caratterizza in modo perfetto.

Contrariamente a quello che possiamo immaginare, essere un edgerunner non è il sogno di chiunque a Night City. Pilar e Rebecca sono dei predestinati, condannati a essere dei runner per seguire le orme del padre, che li ha cresciuti con lucida e spietata decisione affinché fossero i suoi degni eredi.

Pilar da buon fratello maggiore vuole onorare la volontà del padre, nonostante i suoi tentativi di soddisfare quel desiderio siano tutt’altro che fruttuosi. Soprattutto, per via di una Rebecca poco collaborativa, poco interessata a seguire la strada decisa dal padre, che abbandonerebbe volentieri per dedicarsi alla sua vera passione: i cuccioli. Una differenza di intenti che alimenta una spassosa dinamica fraterna, fatta di esaltazione per le grandi sperane alimentate da Pilar e dal più distaccato pragmatismo di Rebecca.

Ovviamente, tutto condito con abbondanti dosi di piombo e situazioni adrenaliniche tipiche delle strade di Night City, in cui i due fratelli saranno attirati spinti dalla loro voglia di emergere – o rassegnazione, nel caso di Rebecca- incappando in una possibilità che li porta a contatto con alcuni degli ambienti criminali più pericolosi di Night City.

Prequel ma libero

Cyberpunk: Edgerunners Madness
Cyberpunk: Edgerunners Madness – © Asano © CD Projekt Red

Pur avendo un legame diretto con Cyberpunk:Edgerunners, Madness ne mantiene l’ambientazione, il contesto sociale, ma vira verso una narrazione meno greve e caratterizzata da una vena comica sfrenata. Sfruttando le possibilità offerte dall’ambientazione cyberpunk, Sztybor mette al centro della scena il rapporto tra i due fratelli, cercando un’alchimia fondata su un genuino, continuo deridersi, mettendo a nudo criticità familiari che – per quanto mutate dalla dimensione action della storia – rimangono ben presenti, dando spessore alla storia.

Un telaio narrativo tutt’altro che scontato, che viene bilanciato dal tono scanzonato, sboccato e tagliente dei dialoghi. La sensazione è di avere a che fare con due figli della strada, che hanno assorbito il peggio di Night City trovando un loro modo di non rimanerne schiacciati, appellandosi a un senso di rivalsa che li tenga in vita. Battute senza filtri, linguaggio volgare e deliranti imprese ad alto tasso di piombo sono il loro pane quotidiano, in una sequenza adrenalinica di fallimenti e tentativi che catturano il lettore senza pause.

Night City da un’altra prospettiva

Cyberpunk: Edgerunners Madness
Cyberpunk: Edgerunners Madness – © Asano © CD Projekt Red

Merito del racconto visivo di Asano, che rielabora il character design dei protagonisti mantenendolo quanto più possibile fedele alla serie di Netflix. Le necessarie concessioni al linguaggio manga e alla sua espressività sono rispettose di Pilar e Rebecca, che vengono ritratti con linee più decise, risultando meno induriti e provati delle loro controparti animate.

Un tratto che colpisce anche Night City, che nella visione di Asano perde quel suo fascino notturno in favore di una luminosità che toglie un tratto fondamentale dell’ambientazione. Pur apprezzando l’attenta ricostruzione urbana della megalopoli cyberpunk, si sente la mancanza di una valorizzazione delle ombre che sarebbe più in linea con la narrativa di genere. Una mancanza che emerge anche in funzione del ritmo serrata delle scene più action, rese con grande dinamicità e inserire in una gabbia che espande il senso di velocità e violenza, ma risulta troppo luminoso per essere in Night City.

Big in Night City

Cyberpunk: Edgerunners Madness
Cyberpunk: Edgerunners Madness – © Asano © CD Projekt Red

Ammirevole la volontà di inserire Cyberpunk Edgerunners : Madness nel mondo di Cyberpunk 2077 anche mostrando, al termine del volume, i luoghi presenti nella mappa di gioco visitati dai due protagonisti. Per un appassionato del titolo di CD Projetk Red, questo dettaglio è un legame emotivo forte che può dare ulteriore valore a questo manga.

Un manga che è godibile anche come lettura cyberpunk stand alone, non essendo obbligatorie conoscenze indispensabili dell’ambientazione per apprezzare la storia. Al contrario, Cyberpunk Edgerunners: Madness può essere un entry point ideale per chi volesse avvicinarsi a questo mondo di street samurai e folli cowboy della Rete.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva