Il panorama cinematografico DC sta per accogliere una delle sue declinazioni più cupe e disturbanti. Tra le uscite più attese sul grande schermo spicca il film standalone dedicato a Clayface, diretto da James Watkins e sceneggiato dall’acclamato autore dal maestro dell’horror Mike Flanagan.
Con la partecipazione di Tom Rhys Harries nel ruolo del protagonista, accompagnato da un cast che include Naomi Ackie, David Dencik, Max Minghella ed Eddie Marsan, la pellicola si preannuncia come un vero e proprio body horror d’autore. Ispirandosi a capolavori del genere come La Mosca di David Cronenberg, il film quindi abbandonerà i classici stilemi dei cinecomic per raccontare la tragica discesa nell’abisso di un attore consumato dall’ambizione, dalla perdita di identità e da una spaventosa mutazione.
La fulminea ascesa di Matt Hagen, da ragazzo di strada di Gotham a celebre star di Hollywood, viene tragicamente interrotta quando le azioni di un boss della criminalità locale lo lasciano orribilmente sfigurato. Abbandonato dal suo entourage e senza più nulla da perdere, Matt si sottopone a un trattamento all’avanguardia che, miracolosamente, gli restituisce il suo aspetto… ma finisce anche per compromettere la sua percezione della realtà, trascinandolo in una spirale di vendetta sempre più distruttiva.
Clayface arriverà nelle sale italiane il 22 ottobre 2026.
Ma chi è davvero questo celebre villain della galleria di Batman? Attraverso oltre ottant’anni di storia editoriale, la figura di Clayface si è evoluta costantemente, cambiando pelle e incarnazione.
Basil Karlo e l’ossessione per il cinema nella Golden Age
Clayface compare per la prima volta in Detective Comics #40 (data di copertina giugno 1940) firmato da Bill Finger e Bob Kane.
Si tratta dell’alter-ego di Basil Karlo (il nome del personaggio rende omaggio ai giganti dell’horror cinematografico Basil Rathbone e Boris Karloff) che non possiede alcun potere sovrannaturale. È semplicemente un attore di serie B caduto nell’oblio. Sopraffatto dalla rabbia e dalla gelosia quando scopre che un suo vecchio successo horror (Dread Castle) sta per essere rigirato con un nuovo cast, Karlo indossa la maschera del mostro che aveva interpretato sul set e inizia a eliminare gli attori seguendo proprio la trama del film. È un villain squisitamente pulp e noir, un uomo consumato dal suo stesso ego e dalla fame di apparire.
La svolta fantascientifica della Silver Age: Matt Hagen
Come accaduto per altri eroi e villain, l’arrivo della Silver Age a cavallo degli anni 50 e 60, anche Clayface viene reinventato introducendo alcuni elementi sci-fi. In Detective Comics #298 (data di copertina dicembre 1961) di Bill Finger e Sheldon Moldoff fa il suo esordio Matt Hagen.
A differenza del suo predecessore, Hagen è un cacciatore di tesori che imbatte in una pozza di sostanza protoplasmatica radioattiva. L’esposizione al fluido ne altera la struttura cellulare, consentendogli di trasformarsi in qualsiasi forma o sostanza per un periodo di 48 ore. Nasce così la versione iconica del “mostro di fango” capace di plasmare i propri arti in armi micidiali. Questa incarnazione rimarrà centrale nelle storie di Batman fino agli eventi di Crisi sulle Terre Infinite in cui Hagen morirà.
L’esordio di Matt Hagen come Clayface è attualmente inedito in Italia.
La tragicità di Preston Payne e Lady Clayface
La Bronze Age regala la versione più tragica e inquietante di Clayface con l’introduzione di Preston Payne in Detective Comics #477 (data di copertina giugno 1978) firmato da Len Wein, Marv Wolfmann e Neal Adams.
Payne è uno scienziato affetto da una dolorosa deformità cronica. Per questo motivo decide di utilizzare il sangue di Matt Hagen per sintetizzare una cura. Il risultato è tragico: la sua carne inizia a disciogliersi e il suo tocco diventa letale, in grado di liquefare chiunque entri in contatto con lui. Costretto a vivere in una speciale tuta di contenimento per non dissolversi, Payne scivola progressivamente nella pazzia, dando vita a un ritratto psicologico di profonda solitudine e sofferenza che si traduce nell’ossessione per Helena, un manichino con fattezze femminili.
Negli anni 80 fa il suo esordio Lady Clayface ovvero Sondra Fuller su Outsiders #21 (data di copertina luglio 1987) di Mike W. Barr e Jim Aparo. L’organizzazione terroristica Kobra conduce alcuni scellerati esperimenti sulla Fuller trasformandola nella mutaforma perfetta: non solo è in grado di replicare l’aspetto di chiunque ma anche di duplicare le abilità meta-umane. Payne e la Fuller si incontreranno nella saga Il Branco di Fango innamorandosi. Dalla loro relazione nascerà Cassius Payne, si tratta del primo Clayface “biologico” essendo nato con abilità mutaforma.
Clayface nella serie animata degli anni 90
Nell’immaginario collettivo, la versione “definitiva” di Clayface non arriva dai fumetti bensì dalla seminale serie animata Batman: The Animated Series di Bruce Timm e Paul Dini.
Nel celebre doppio episodio L’Uomo d’Argilla (Feat of Clay), gli autori fondono gli elementi chiave di Karlo e Hagen. Il Matt Hagen della serie animata è un attore che rimane sfigurato dopo un incidente stradale. Il losco uomo d’affari Ronald Daggett gli offre così di provare una miracolosa ma costosissima crema (il RenuYou) capace di restituirgli i suoi tratti somatici. Quando Hagen non riesce più pagare i suoi debiti, gli sgherri di Daggett lo costringono a ingurgitare litri della sostanza: il risultato è una trasformazione in un mostro deforme capace di mutare forma.
Hagen non è solo un cattivo, è un uomo che ha perso la propria identità e la propria umanità per colpa della vanità.. Il suo “urlo di fango” finale rimane una delle immagini più potenti dell’intera serie.
La redenzione di Basil Karlo
L’attuale Clayface nell’universo a fumetti regolare è Basil Karlo – una versione rivisitata del personaggio della Golden Age ispirata al personaggio di Batman: The Animated Series.
Il miglior lavoro sul personaggio viene compiuto da James Tynion IV durante la sua run su Detective Comics nell’epoca editoriale Rinascita. Estratto dal suo ruolo di semplice antagonista, il personaggio viene integrato da Batman nel team dei Gotham Knights al fianco di Batwoman e Red Robin, esplorando la lotta interiore di un uomo la cui natura fisica instabile minaccia costantemente la sua salute mentale e la sua etica.

Panini DC Italia ha ristampato tutto il ciclo summenzionato in formato omnibus con il titolo Batman – Detective Comics: L’Ascesa e la Caduta dei Batman.
I fumetti per approfondire Clayface
Per chi desidera arrivare preparato al debutto cinematografico di Clayface, ecco cinque letture essenziali.
Argilla Mortale
Pubblicata originariamente in Batman Annual #11 (data di copertina novembre1987), questa storia rappresenta una delle vette liriche e disturbanti della produzione di Alan Moore sul Cavaliere Oscuro.
Il maestro britannico sposta la lente d’ingrandimento su Preston Payne, il terzo Clayface, trasfigurando un racconto di supereroi in una tragedia intima e malinconica sulla solitudine estrema e sulla perversione dei sentimenti.
Payne, prigioniero della sua esoscheletro di contenimento e impossibilitato a toccare un altro essere umano senza liquefarlo, sviluppa una morbosa ossessione amorosa per un manichino di cera chiamato Helena. Moore descrive con spietata delicatezza il crollo mentale di un uomo che cerca l’amore laddove c’è solo materia inerte, offrendo uno studio sul personaggio che ha ridefinito il potenziale drammatico dei villain di Gotham.
È possibile leggere questa storia nel volume Universo DC di Alan Moore edito da Panini DC Italia.
Il Branco di Fango
Apparsa sulle pagine di Detective Comics #604-607 (data di copertina settembre/ottobre 1989) questa saga in quattro parti ideata dallo scrittore Alan Grant insieme all’iconico disegnatore Norm Breyfogle è un vero e proprio tour de force narrativo.
Per la prima volta nella storia editoriale del personaggio, le diverse incarnazioni di Clayface – Basil Karlo, Matt Hagen, Preston Payne e Sondra Fuller – mettono da parte le reciproche rivalità per allearsi contro Batman. formando il Branco di Fango.
Oltre a regalare tavole di straordinario dinamismo e atmosfera gotica grazie alle matite di Breyfogle, il racconto ha il grande pregio di mettere a confronto le differenti nature del mostro: dall’ego teatrale del killer originale al dramma biologico e psicologico dei suoi successori, mostrando come la pazzia possa assumere forme diverse ma ugualmente letali.

È possibile leggere questo storia in quattro parti nel volume Batman: Il Cavaliere Oscuro Detective Volume 4 edito da Panini DC Italia.
L’Ascesa e la Caduta dei Batman
Nel corso del rilancio editoriale DC Rinascita (2016), lo sceneggiatore James Tynion IV compie un’operazione di straordinaria maturità narrativa sulla figura di Basil Karlo all’interno della testata Detective Comics.
Karlo non viene più ritratto come un semplice criminale ossessionato dalla fama, ma come una figura tragica reclutata da Batman in un team di vigilanti insieme a Batwoman, Red Robin e Spoiler. Tynion IV introduce una chiave di lettura biologica ed emotiva straziante: la mente di Karlo fatica a mantenere la stabilità morale proprio a causa della decomposizione fisica della sua struttura cerebrale fatta di fango. La sua disperata e commovente ricerca di redenzione, intrecciata al desiderio di tornare a essere un uomo prima che un mostro, costituisce uno degli archi narrativi più intensi della storia recente di Gotham City.
Panini DC Italia ha ristampato tutto il ciclo summenzionato in formato omnibus con il titolo Batman – Detective Comics: L’Ascesa e la Caduta dei Batman.
Batman: Una Brutta Giornata – Clayface
Questo speciale one-shot è una lettura perfetta soprattutto per i casual readers. Gli autori Collin Kelly e Jackson Lanzing, supportati dai disegni iperrealistici e ritmati di Xermánico, abbandonano la ricerca della pietà per concentrarsi sul lato più oscuro e narcisista di Basil Karlo.
La storia analizza la viscerale ossessione dell’attore per il successo e la recitazione, elevando il suo impulso omicida a una vera e propria “forma d’arte”. Karlo non prova alcun rimorso per i suoi crimini, convinto che il pubblico e le sue vittime siano semplici comparse nella sua personale opera d’arte, mentre Batman viene decostruito non come un salvatore, ma come un intruso moralista che tenta di rubargli la scena nel momento del trionfo.
Clay da Legends of the Dark Knight #89-90 (data di copertina dicembre 1996 e gennaio 1997)
Pubblicata su Legends of the Dark Knight #89-90 (data di copertina dicembre 1996 e gennaio 1997) questa gemma narrativa firmata nuovamente da Alan Grant illustra le origini di Matt Hagen attraverso una lente spaventosamente gotica ed espressionista. A rendere memorabile il racconto è il tratto surreale e sognante dell’artista argentino Enrique Alcatena, capace di trasformare le strade di Gotham in uno scenografico incubo barocco.
La vicenda si configura come un viaggio lisergico all’interno di una mente consumata dalla sostanza chimica che la sta trasformando, ponendo l’accento sulla claustrofobia e sulla perdita irreversibile della propria forma fisica. È una storia densa di simbolismi visuali, perfetta per chi ricerca atmosfere vicine al body horror cinematografico di matrice cronenbergiana.
