Affronti mostri titanici, cerchi punti deboli e lotti fino alla fine. Ma muori. E non ti arrendi, non puoi mollare, è una lotta che devi vincere. Non importa quante volti verrai sconfitto, ci riproverai fino a quanto il tuo nemico non cadrà sotto i tuoi colpi, o il tuo sistema nervoso cede e scagli il pad contro lo schermo. È questa la dinamica degli snervanti soul-like, videogiochi che sono esplosi con titoli come Dark Soul.
Ma limitarsi al loro effetto di snervante difficoltà sarebbe ingiusto, considerato come dietro questi titoli si nasconde una profonda lore. Un tratto che ha portato alla nascita del manga di Dark Soul, affidato a un narratore eccellente: Julien Blondel. Blondel ha dimostrato di sapersi calare al meglio in universi narrativi consolidati, come testimoniano le sue esperienze con Elric di Melniboné e Conan, ma durante BeComics! BeGames! Torino ci ha raccontato come sia stato calarsi nel mondo di Dark Souls.
Dark Souls, dal videogioco al manga

Edito in Italia da Jpop Manga, il manga di Dark Souls onora la lore del gioco. Un obiettivo non semplice come ci ha raccontato Blondel:
Costruire un manga da Dark Souls è più difficile che finire Dark Souls. È stato difficile perché ovviamente non è un gioco, è un manga, quindi non hai movimenti, non hai il gioco dove morire e riprovare, non hai il silenzio. Devi ideare il tuo personaggio, farlo parlare un po’ e devi utilizzare la lore del gioco. Perché nessuno può rendere la scoperta della lore meglio di come la si vive nel gioco.
E se si parla di Dark Souls, non c’è dubbio che la paura, l’ansia di ciò che arriverà in seguito siano elementi propulsivi dell’esperienza videoludica. Due elementi che vengono ricercati anche nel manga, come sottolinea Blondel
Abbiamo utilizzato le sensazioni del gioco, come la paura di ciò che potrebbe arrivare in seguito. O di trovarsi davanti a un gigantesco mostro per parecchio tempo, non sapendo bene cosa fare o il perché si sia qui. Per questo abbiamo pensato a questo protagonista, per avere sia una figura che sappia come muoversi in questo mondo, sia per accogliere chi non conosce questo universo.
Dietro l’attento lavoro di Blondel alla realizzazione del manga di Dark Souls, non c’è solamente la sua identità di scrittore, ma anche un vissuto personale, sia con il videogioco che con il contesto fantasy, specie quello più feroce:
Poter scrivere questo manga per me è stato un onore, perché sono un giocatore di Dark Souls. Da ragazzino leggevo i fantasy eroici, ho scoperto successivamente personaggi come Conan, ma questi giochi per me sono preziosi, sono i miei preferiti. Aver avuto la possibilità di scriverlo non come una ripartenza, ma aggiungendo un qualcosa di mio è stato un dono.
Esperienza condivisa con i lettori

Blondel ha vissuto questa chance come un atto di amore verso il gioco, non dimenticando come la sua storia sarebbe stata letta da persone che, come lui, hanno adorato il titolo di FromSoftware
Ho fatto del mio meglio per rispettare non solo questo universo narrativo e la sua lore, ma anche le sensazioni dei giocatori e dei lettori, perché non un mio mondo, ma nostro. E desideravo condividere questa cosa con loro
Un terreno comune per Blondel, che non intende deludere i fan di Dark Souls, ma anzi vuole avvicinare a questo affascinante mondo utilizzando una cifra emotiva che sia quanto più possibile sincera e accogliente anche per nuovi avventurieri
Cerco di rimanere vero con i miei sentimenti, sia nel leggere che nel giocare, e penso che sia questa la giusta chiave. Non cambio la storia, non scrivo nuovamente le cose, ma cerco di farle scoprire a persone che non hanno mai giocato a Dark Souls e dire “Ehi, questa è forse non la Dark Souls che aspettavate, ma provatela e forse un giorno inizierete a giocare”. È difficile, perché devi essere un po’ spaventato, è enorme, quindi devi essere rispettoso, devi lavorare con attenzione. Esattamente come quando giochi a Dark Souls.
