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Eiichiro Oda ha costruito in One Piece una narrazione talmente stratificata e ricca di dettagli che rischia di diventare vittima del suo stesso successo. Quando crei un universo popolato da centinaia di personaggi memorabili, ognuno con la propria storia e motivazioni, è inevitabile che i fan più attenti inizino a scrutare ogni singolo fotogramma, ogni dialogo, ogni ombra sospetta. E nell’ultimo anno, nessun personaggio è stato analizzato con più ossessione di Shanks il Rosso. Shanks è il mentore primordiale di Rufy, l’uomo che ha sacrificato il proprio braccio per salvare un ragazzino testardo e gli ha consegnato il leggendario cappello di paglia. È uno dei Quattro Imperatori, una figura di potere assoluto nel mondo piratesco. Eppure, da quando è stato rivelato che possiede un fratello gemello di nome Shamrock, una teoria che sembrava definitivamente sepolta è tornata a galla con prepotenza: e se Shanks fosse in realtà una spia del Governo Mondiale?

La questione si è riaccesa in modo esplosivo con l’annuncio del doppiatore ufficiale di Shamrock, Kenjiro Tsuda. Questo dettaglio apparentemente secondario ha spinto migliaia di fan a rianalizzare una delle scene più enigmatiche dell’intera saga: l’incontro segreto tra una figura incappucciata e i Cinque Astri di Saggezza durante l’arco del Reverie. Nel capitolo 907 del manga e nell’episodio 887 dell’anime, vediamo questo misterioso personaggio discutere di “un certo pirata” con i massimi rappresentanti del potere mondiale. La scena è volutamente ambigua, costruita per seminare dubbi e alimentare speculazioni. All’epoca, molti credettero che si trattasse proprio di Shanks. La silhouette, il mantello, la camicia con colletto: tutto sembrava corrispondere al suo stile inconfondibile. Ma come poteva il mentore di Rufy, simbolo di libertà e indipendenza piratesca, trovarsi a complottare con i Cinque Astri? Nacque così la teoria dello “Shanks traditore”, ribattezzata con spregio dalla community come “Shanks the rat”, il topo. Un’ipotesi che dipingeva il personaggio come un doppio agente infiltrato tra i pirati per conto del Governo.

Artwork di una scena di One Piece con Shanks e Buggy
Artwork di una scena di One Piece con Shanks e Buggy, fonte: WIT Studio

Quando Oda rivelò l’esistenza di Shamrock, gemello di Shanks e figura legata all’establishment governativo, molti tirarono un sospiro di sollievo. Ecco la spiegazione perfetta: non era Shanks a tradire, ma suo fratello a muoversi nell’ombra. Caso chiuso. O forse no. La nomina di Kenjiro Tsuda come voce ufficiale di Shamrock ha infatti riaperto completamente il dibattito. I fan più meticolosi sono tornati a vivisezionare l’episodio 887, notando un dettaglio cruciale: nei crediti della puntata compare il nome del doppiatore di Shanks, non quello di Tsuda. Se Shamrock non esisteva ancora come personaggio definito all’epoca della produzione di quell’episodio, è possibile che fosse davvero Shanks a parlare con i Cinque Astri?

L’abbigliamento della figura incappucciata rafforza questa ipotesi. Il mantello scuro e la camicia formale sono tipici dello stile sobrio di Shanks, mentre Shamrock viene rappresentato con abiti molto più elaborati e decorati, quasi regali. Ogni fotogramma di quella scena è stato analizzato fotogramma per fotogramma, ogni piega del tessuto esaminata come fosse una prova forense. E più si guarda, più il dubbio si insinua. C’è però un’altra possibilità, forse più prosaica ma altrettanto plausibile, il retcon. Oda non è nuovo a questo tipo di aggiustamenti narrativi. Nel corso di oltre vent’anni di serializzazione, l’autore ha ammesso di aver cambiato idea su diversi elementi cruciali della storia. Vivi non doveva essere una principessa. Shanks non era pianificato per apparire nella Guerra di Marineford. Persino Ace non doveva essere un personaggio così centrale nella saga. Quando gestisci una narrazione di questa complessità e durata, è inevitabile scrivere occasionalmente te stesso in un angolo.

One-Piece
Poster di One Piece. Fonte: Toei Animation

È quindi possibile che Oda abbia semplicemente deciso a posteriori di introdurre Shamrock per risolvere una situazione narrativa che rischiava di compromettere l’immagine di Shanks. La rivelazione di Tsuda come doppiatore potrebbe essere parte di questa riconfigurazione, un modo per dire ai fan: “Tranquilli, quello era l’altro fratello, non il vostro eroe“. Ma l’ambiguità persiste, deliberatamente mantenuta viva dall’autore. I Cinque Astri, del resto, hanno accolto la figura incappucciata con lo stesso disprezzo arrogante riservato ai Draghi Celesti, come dimostrato nell’episodio del capitolo 1125 quando Garling si è unito ai loro ranghi. Questo atteggiamento suggerisce che il visitatore godesse di uno status speciale, forse legato alla nobiltà mondiale piuttosto che alla pirateria. Un indizio che punta verso Shamrock, certamente, ma non una prova definitiva.

La verità è che Oda sta giocando una partita a scacchi con i suoi lettori, seminando indizi contraddittori e lasciando aperte interpretazioni multiple. La questione “Shanks o Shamrock” non è solo un enigma narrativo: è un test di fiducia. Crediamo ancora nell’integrità del personaggio che ha ispirato Rufy a diventare un pirata? O siamo pronti ad accettare che anche gli eroi possano nascondere zone d’ombra? Quello che complica ulteriormente lo scenario è il ruolo di osservatore che Shanks ha sempre mantenuto rispetto al percorso di Rufy. Non interviene direttamente, ma sembra sempre sapere esattamente dove si trova il ragazzo e cosa sta facendo. Se davvero avesse collegamenti con il Governo Mondiale, questo atteggiamento assumerebbe connotazioni completamente diverse. Non più un mentore discreto, ma una possibile pedina in un gioco molto più grande e pericoloso.

Artwork di una scena di One Piece con Luffy, Zoro, Usopp e Nami
Artwork di una scena di One Piece con Luffy, Zoro, Usopp e Nami, fonte: WIT Studio

Per ora, non esistono conferme esplicite in un senso o nell’altro. La scena del Reverie rimane avvolta nel mistero, esattamente come Oda voleva. La rivelazione di Shamrock ha fornito una via d’uscita narrativa elegante, ma non ha chiuso definitivamente il caso. E forse è proprio questo il punto: mantenere viva la tensione, far dubitare i lettori, costringerli a interrogarsi sulle vere motivazioni di uno dei personaggi più amati della serie. La community di One Piece è divisa. C’è chi considera la teoria del tradimento di Shanks una bestemmia narrativa, un’ipotesi che tradisce lo spirito stesso della serie. Altri invece apprezzano la possibilità di una complessità morale maggiore, di un personaggio che potrebbe avere giocato su più fronti per ragioni ancora da scoprire. Entrambe le fazioni hanno argomenti validi, ed è proprio questo stallo interpretativo a rendere il dibattito così appassionante.

Resta il fatto che Eiichiro Oda ha dimostrato ancora una volta la sua maestria nel costruire misteri stratificati. Che si tratti di una geniale pianificazione lunga decenni o di un intelligente recupero in corsa di un dettaglio problematico, il risultato è lo stesso: milioni di fan in tutto il mondo che discutono, teorizzano, rianalizzano ogni frame alla ricerca della verità. E in fondo, non è forse questo il segno distintivo di una grande narrazione? Quella capacità di generare domande che continuano a risuonare nella mente anche quando hai chiuso il libro o spento lo schermo. Come questa rivelazione influenzerà il futuro di One Piece è ancora impossibile da dire. Ma una cosa è certa: il nome di Shanks, e ora anche quello di Shamrock, continueranno a far discutere ancora per molto tempo. E forse, quando finalmente arriverà la risposta definitiva, sarà ancora più sconvolgente di qualsiasi teoria i fan abbiano potuto immaginare.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.