I fan di Sailor Moon possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo una rimozione improvvisa avvenuta lo scorso luglio, Sailor Moon Crystal sta per tornare su Netflix. Tutte e tre le stagioni della serie sono ora nuovamente disponibili sulla piattaforma di streaming, offrendo agli appassionati dell’anime un modo accessibile per immergersi nella reinterpretazione più fedele della storia originale delle guerriere lunari.

Questa notizia arriva come un regalo inaspettato per una fanbase che ha visto scomparire dal catalogo uno degli anime più significativi degli ultimi anni, senza preavviso e senza spiegazioni. Per quattro mesi, i nuovi spettatori e chi voleva rivisitare la serie si sono trovati spiazzati, costretti a cercare alternative meno comode. Ora, il ritorno su Netflix rappresenta non solo un ripristino del servizio, ma anche il riconoscimento dell’importanza culturale di questa produzione.

Sailor Moon
Sailor Moon, fonte: Mediaset

Ma cos’è esattamente Sailor Moon Crystal, e perché la sua assenza ha lasciato un vuoto così evidente? Per comprendere il suo valore bisogna fare un passo indietro e guardare alla storia del franchise. Sailor Moon Crystal è la seconda serie anime principale basata sul manga originale di Naoko Takeuchi, uscito negli anni ’90. A differenza della prima trasposizione animata, diventata un fenomeno globale ma caratterizzata da molte libertà creative rispetto al materiale di partenza, Crystal si presenta come un reboot completo, progettato per essere il più fedele possibile alla visione originale dell’autrice.

Lanciato nel 2014, Sailor Moon Crystal ha debuttato con la prima stagione dedicata all’arco narrativo Dark Crystal, seguito poi dalle saghe Black Moon e Death Busters nelle stagioni successive. In totale, le tre stagioni hanno accumulato 39 episodi, offrendo una narrazione più compatta e lineare rispetto alla serie degli anni ’90, che si estendeva per oltre 200 episodi tra la serie principale e i suoi sequel. La scelta stilistica e narrativa di Crystal ha diviso inizialmente i fan. Alcuni hanno apprezzato il ritorno alle radici del manga, con un character design più vicino ai disegni originali di Takeuchi e una trama che seguiva fedelmente gli eventi della fonte cartacea. Altri hanno rimpianto il tono più giocoso e le sottotrame filler della serie classica, che aveva contribuito a caratterizzare i personaggi e ad allungare il tempo trascorso con loro. Eppure, con il passare delle stagioni, Crystal ha conquistato il suo spazio nell’olimpo degli anime, riuscendo a costruire una propria identità.

Frame che raffigura i personaggi di Sailor Moon.
Frame che raffigura i personaggi di Sailor Moon.

I numeri lo confermano. Secondo Rotten Tomatoes, la prima stagione di Sailor Moon Crystal detiene un 78% di gradimento tra i critici verificati, con nove recensioni professionali considerate nel calcolo. Il giudizio del pubblico è leggermente inferiore per la prima stagione, con un 76% di approvazione, ma cresce in modo significativo nelle stagioni successive: la seconda stagione raggiunge un impressionante 91% di gradimento tra gli utenti, mentre la terza tocca il 94%. Questo andamento crescente testimonia come la serie abbia affinato la propria formula, conquistando progressivamente anche i più scettici.

Ma la storia di Sailor Moon Crystal non si è conclusa con la terza stagione televisiva. Il franchise ha infatti proseguito il suo percorso narrativo attraverso una serie di film animati che hanno completato l’adattamento del manga originale. Nel 2021 è uscito il dittico Sailor Moon Eternal, che ha funzionato come quarta stagione spirituale della serie, raccontando l’arco narrativo dei Sogni (Dream arc). Appena due anni dopo, nel 2023, è arrivato nelle sale Sailor Moon Cosmos, un altro film in due parti che ha adattato l’arco finale Stars, chiudendo definitivamente la saga di Crystal. Nel frattempo, l’eredità di Sailor Moon continua a brillare, trent’anni dopo la sua prima apparizione, dimostrando che alcune storie sono davvero eterne come la luna che le ispira.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it