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Full Metal Jacket significa letteralmente “camicia totalmente in metallo” e fa riferimento ai proiettili a punta cava, particolarmente indicati in armi automatiche per evitare che possano incepparsi. La parte esterna è realizzata in un piombo relativamente morbido che fa in modo che la pallottola, per determinati casi, esploda all’impatto. Inoltre questi proiettili vanno a velocità supersoniche e penetrano più in profondità nel bersaglio. Nel film il significato del titolo si ritrova in una scena clou in cui il soldato Palla di lardo (interpretato dall’incredibile Vincent D’Onofrio) arma il suo fucile con delle pallottole blindate.

Chiaramente il significato del titolo del film Full Metal Jacket non vuole essere soltanto letterale e riferito al semplice proiettile. Kubrick mette in scena una forte critica alla società guerrafondaia americana, alla guerra in ogni sua forma e alla formazione delle giovani menti degli americani. Leonard è un ragazzo semplice, di buon cuore e vivace. Si arruola perché il suo Paese lo ha spinto a farlo, per combattere per la sua patria e per sconfiggere un nemico che non conosce nemmeno. Il sistema militare americano lo deride, lo chiama Palla di lardo, lo distrugge emotivamente e fisicamente. Dopo essere stato annichilito e dopo che la sua personalità viene cancellata e sovrascritta, diventa ciò che l’America vuole che sia. Un’arma vivente. Un perfetto e atroce strumento di morte. Un proiettile blindatissimo Full Metal Jacket.

Full Metal Jacket è considerato uno dei più grandi film nella storia del cinema e uno dei capolavori di Stanley Kubrick. Con Adam Baldwin, Vincent D’Onofrio e Matthew Modine tra gli interpreti, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per i film sulla guerra nel Vietnam.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ha iniziato a scrivere per DigitalDreams sui siti Cinemaserietv.it e brevemente su Cultweb.it e ha svolto il ruolo di responsabile news per ScreenWorld.it. Ora si occupa principalmente di stesura, gestione e organizzazione di news e articoli short form per BadTaste.it ed è il Community Manager di ScreenWorld.it.