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Quando Andrey Zvyagintsev si è seduto davanti alla stampa internazionale mercoledì scorso per presentare Minotaur, il suo nuovo film in concorso per la Palma d’Oro, l’emozione era palpabile. Non si tratta di un semplice ritorno sulla Croisette per il regista russo, ma di un vero e proprio evento personale che chiude un capitolo drammatico della sua vita.

Dichiarazione

“È una delle cose più grandi che mi sia capitata in questi ultimi nove anni. Tornare dopo un’assenza così lunga al Festival di Cannes è un evento assolutamente incomparabile e sono sicuro che lo capiate.” – Andrey Zvyagintsev

L’ultima volta che Zvyagintsev aveva calcato il tappeto rosso di Cannes era nel 2017, quando Loveless conquistò il Premio della Giuria e successivamente una nomination agli Oscar. Da allora, la sua vita ha preso una piega che nessuno avrebbe potuto immaginare. Durante la pandemia, il regista ha sfiorato la morte a causa del Covid-19. Poi, nel febbraio 2022, quando la Russia ha invaso l’Ucraina, si è ritrovato a vivere in esilio in Francia, lontano dal suo paese natale e dalla sua lingua, costretto a guardare da lontano gli eventi che avrebbero cambiato per sempre l’identità della nazione in cui era cresciuto.

Minotaur nasce proprio da questa distanza dolorosa, ma anche da una conoscenza profonda e stratificata. Il film è ambientato in una città di provincia russa nel 2022, nei primi giorni dell’invasione dell’Ucraina, e racconta la storia di Gleb, un direttore d’azienda di successo interpretato da Dmitriy Mazurov. La sua vita apparentemente perfetta inizia a sgretolarsi non tanto a causa del conflitto in corso, quanto per il sospetto ossessivo che sua moglie, interpretata da Iris Lebedeva, lo stia tradendo.

È una storia di privilegio e tradimento, di gelosia primordiale e istinto di sopravvivenza, di compromessi morali che si intrecciano con la corruzione sistemica di un paese in guerra. Durante la conferenza stampa, Zvyagintsev ha affrontato una domanda inevitabile: può un regista che ha lasciato la Russia sei anni fa raccontare ancora con legittimità ciò che accade nel paese? La sua risposta è stata netta e priva di esitazioni.

Dichiarazione

“Posso aver lasciato la Russia, ma prima ci ho passato 60 anni. So come pensa la gente, come reagisce, come agisce. Conosco molto anche della corruzione, che è altamente sviluppata nel paese. Conosco tutti gli aspetti. Forse ho perso un legame quando ho lasciato la Russia sei anni fa, ma so di cosa sto parlando.” – Andrey Zvyagintsev

Il titolo del film, Minotaur, evoca immediatamente la mitologia greca e il labirinto in cui la creatura mostruosa era imprigionata. È una metafora potente per descrivere la Russia contemporanea: un labirinto di menzogne, compromessi e violenze dal quale sembra impossibile uscire, abitato da mostri che divorano la verità e l’umanità. Il film, ricco di colpi di scena, esplora le dinamiche di potere e la fragilità delle certezze in un momento storico in cui tutto ciò che sembrava solido si dissolve.

Ora, con Minotaur, Zvyagintsev compie un passo ulteriore: raccontare la Russia del 2022, l’anno in cui tutto è cambiato, da una prospettiva insieme interna ed esterna, da esiliato che non ha dimenticato, da testimone che non può più tornare. Il film non sarà proiettato in Russia, ovviamente. Il regime non tollera voci dissonanti, tanto meno quelle che arrivano da chi ha scelto di lasciare il paese. Ma questo non rende la sua voce meno potente, anzi. In un’epoca in cui la cultura russa indipendente è soffocata dalla censura e dalla repressione, ogni opera che riesce a emergere assume un valore di resistenza culturale.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ha iniziato a scrivere per DigitalDreams sui siti Cinemaserietv.it e brevemente su Cultweb.it e ha svolto il ruolo di responsabile news per ScreenWorld.it. Ora si occupa principalmente di stesura, gestione e organizzazione di news e articoli short form per BadTaste.it ed è il Community Manager di ScreenWorld.it.