Sembra quasi pleonastico sottolinearlo ancora, ma è indubbio: Cime Tempestose si candida a essere uno dei film più chiacchierati della stagione cinematografica appena iniziata. Non appena è stato condiviso online il primo trailer del nuovo film di Emerald Fennell, infatti, i puristi del romanzo di Emily Bronte hanno sguainato le loro spade e hanno cominciato ad attaccare ferocemente quanto visto, perché ogni fotogramma di quel trailer era un tradimento nei confronti dell’opera originale.
Troppo spicy, cast sbagliato, epoca anacronistica e decine di altri problemi che sono stati elencati alla velocità della luce. Con una tale celerità che quasi tutti, di primo acchito, hanno ignorato un dettaglio importante. Nell’opera della Fennell, infatti, il titolo è tra virgolette.
Un imbroglio per il pubblico

Nella grammatica italiana, le virgolette hanno molteplici funzioni. Tra queste c’è quella di sottolineare un certo distacco dalle parole che si trovano tra di esse. Ecco allora che Emerald Fennell, che nella carriera ha già dimostrato di provare un certo piacere nel giocare con le aspettative del pubblico, ha annunciato di voler fare una trasposizione di Cime Tempestose e, allo stesso tempo, prenderne le distanze. Proprio nel corso di una recente intervista la regista di Una donna promettente e Saltburn ha voluto chiarire la sua posizione, affermando di non poter trasporre il libro “per come è“, ma “per come mi ha fatto sentire“.
Quello che vedremo al cinema, dunque, non è una vera e propria trasposizione del romanzo, quanto una versione rivista e corretta attraverso il gusto, la soggettività e il bagaglio culturale della regista stessa. E se è vero che siamo fatti per il 95% dei film che abbiamo visto, allora dal trailer di “Cime Tempestose” appare evidente che uno dei film più cari alla regista è Via col Vento
Un nuovo Via col vento per le nuove generazioni?

Guardando il trailer del film di Emerald Fennell – e la campagna marketing che sta precedendo l’uscita – sembra quasi che il film con Margot Robbie e Jacob Elordi non sia tanto una trasposizione cinematografica dell’opera di Emily Bronte, quanto una specie di remake estetico di Via col Vento, il film del 1939 tratto dal romanzo di Margareth Mitchell. Prima di addentrarci nell’analisi, però, una piccola precisazione: questo articolo è scritto prima dell’uscita e della visione del film. Perciò si basa essenzialmente sui trailer condivisi e sulle immagini della campagna marketing.
Eppure basta vedere già solo la locandina del film in uscita la prossima settimana per ritrovare subito una forte parentela col film con Vivien Leigh e Clark Gable. Nel poster, infatti, si vede Heathcliff sovrastare Catherine. Margot Robbie ha il capo reclinato all’indietro e si abbandona in attesa di ricevere un bacio da Jacob Elordi. Allo stesso modo, Vivien Leigh si lascia andare quando Clark Gable nei panni di Rhett Butler bacia per la prima volta la capricciosa Rossella O’Hara. La posa così come i colori degli abiti e le posizioni degli attori sono più di un semplice omaggio. Sembra un ricalco vero e proprio.
Le altre somiglianze tra Cime Tempestose e Via col Vento

Se si analizza con attenzione il trailer si vedrà che sono molti i rimandi di “Cime Tempestose” a Via col vento. Ad esempio, in una delle clip è possibile vedere il personaggio di Catherine che si tiene saldamente a un pilastro mentre una delle domestiche le sta stringendo il corpetto il più possibile. La scena è quasi lo specchio di quella che c’è anche in Via col Vento, dove Rossella stringe una delle colonne del suo letto a baldacchino, mentre la sua Mami le stringe il corsetto per mettere in mostra il suo famoso vitino da vespa.
In un’altra scena del trailer di “Cime Tempestose” c’è Jacob Elordi a cavallo, sullo sfondo di un cielo che sembra infuocato. Dopo un ultimo sguardo, Heathcliff volta le spalle alla macchina da presa e si allontana. I colori e la fotografia settata su un contrasto violento sono praticamente uguali a quelli usati da Via col Vento nella scena dell’incendio di Atlanta. Rhett riesce a portare via Rossella dalla città ormai assediata, salvo poi “abbandonarla” sulla strada verso Tara. In quel momento, a causa delle forti esplosioni causate dall’esercito nordista, alle spalle di Rhett il cielo ha i colori del fuoco, le stesse tonalità violente e piene che rivediamo oggi nel film di Emerald Fennell.
Ancora, c’è una scena, nel trailer, in cui Catherine entra in una stanza con un vestito dalla gonna rossa. Sebbene l’abito non sia uguale, la scelta cromatica così come la posa assunta da Margot Robbie sono uguali a quelle di Vivien Leigh quando deve interpretare il momento in cui Rossella entra in casa di Melania quando tutti la sospettano di avere una relazione con il romantico Ashley.
C’è persino una scena in cui Catherine si trova nella posizione di cercare Heathcliff in una mattina grigia, ammantata di nebbia. Proprio la nebbia, che ricorre in tanti incubi di Rossella, sarà uno degli elementi fondamentali del finale di Via col Vento, quando si palesa il destino della storia d’amore tra Rossella e Rhett.
Che senso hanno tutti questi richiami?

Il gioco di rimandi tra “Cime Tempestose” e Via col vento non riguarda solo le immagini che abbiamo visto sullo schermo, ma anche quello che sta accadendo durante la promozione del film. Se il marketing è tutto concentrato nel “vendere” la co-dipendenza tra i due interpreti principali, le scelte estetiche di Margot Robbie sono spesso incentrate proprio nel riproporre uno stile che richiama Via Col Vento e, più in generale, gli anni 40. Ma a che senso?
A questo punto, forse, bisogna tornare a guardare il titolo. Se partiamo dal presupposto che un’operazione di questo calibro non lascia niente di intentato e che niente è una coincidenza, il font utilizzato dalla produzione è un font “vecchio”, un tipo di carattere che sembra richiamare proprio i grandi titoli cinematografici degli anni Quaranta. Unendo i vari indizi, dunque, sembra che Emerald Fennell non stia solo raccontando come “Cime Tempestose” l’abbia fatta sentire. In un quadro molto più generale sembra quasi che la regista stia omaggiando il cinema che forse l’ha rapita da bambina e che ha nutrito il suo senso estetico.
Come Damien Chazelle ha recuperato la tradizione del musical classico di Hollywood per creare il suo capolavoro La La Land, così Emerald Fennell potrebbe aver creato la sua versione postmoderna del cinema melodrammatico: ne prende gli stilemi, l’estetica, persino alcuni spunti di trama, per poi vestirli con una lettura moderna, che si sposa molto di più con ciò che le nuove generazioni cercano in storie di questo tipo.
Se questa ipotesi dovesse risultare valida, non è un caso che la scelta estetica sia caduta proprio su Via col Vento. Capolavoro della Golden Age hollywoodiana, storia incentrata su un personaggio femminile affascinante ma volutamente volubile e negativo, Via Col Vento – con tanto di storia d’amore dai risvolti tossici – può essere considerato un discendente dell’opera di Emily Bronte e un avo del film di Emerald Fennell.
Rossella e Cathy sono due personaggi a loro modo viziati, che amano essere adorati da altri e che spesso non si preoccupano nemmeno di spezzare i cuori delle persone intorno a loro. Due personaggi egoriferiti, che sono convinte di essere il centro del proprio film mentale, al punto da non accorgersi dei propri errori o di come la realtà muti a seconda delle loro decisioni. E quelle virgolette vicino al titolo, così come la volontà di non fare la trasposizione accurata del libro, suggerisce che forse Emerald Fennell non vuole parlare di come si è sentita lei nel leggere Cime Tempestose, ma di come avviene l’educazione sentimentale di una donna attraverso storie immortali. Non è un caso se nel trailer, ad esempio, c’è una scena sotto la pioggia che sembra rimandare a un altro grande capolavoro, vale a dire Orgoglio e Pregiudizio, nella visione del romanzo di Jane Austen data da Joe Wright.


