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Cristina D’Avena è salita sul palco di Fratelli d’Italia indossando una gonna arcobaleno e cantando Lady Oscar. L’artista bolognese, prima di intonare la sigla del famoso cartone animato, ha inneggiato all’amore universale. Nei giorni scorsi la D’Avena, icona del mondo LGBTQ, è stata criticato per aver accettato l’invito di un partito al cui interno c’è una forte corrente omofoba.

Sono solo Canzonette cantava Edoardo Bennato tanti anni fa e ieri Cristina D’Avena, prima di esibirsi sul palco di Fratelli d’Italia, attraverso un post su Instagram aveva provato a spegnere le polemiche scrivendo, tra l’altro: “Canto Pollon, i Puffi, Memole, Occhi di Gatto, Mila e Shiro…. Sono inni di leggerezza e di fantasia… e di nessuna altra natura o pretesa. Vi voglio bene“. Ieri, quando è salita sul palco della festa del partito di Giorgia Meloni, Cristina ha indossato una gonna arcobaleno e cantato Lady Oscar.

Con questi simboli del mondo LGBTQ, Cristina ha provato a fare pace con la comunità che in questi anni l’ha sostenuta partecipando ai suoi concerti ed invitandola ai Gay Pride. Prima di intonare Lady Oscar, Cristina D’avena ha detto al pubblico, presumibilmente di destra, che la stava ascoltando: “Ovviamente voi conoscete la storia di Lady Oscar, un inno all’amore universale, senza distinzione. Per questo io la devo cantare con voi e la devo esprimere per tutti, perché l’amore è per tutti“.

Oggi su Twitter si è aperto il dibattito sul gesto di Cristina D’Avena, da una parte c’è chi lo considera “rivoluzionario” e la “perdona”, per essersi esibiti sul palco di chi ha osteggiato il DDL Zan. Dall’altra, e sembra la maggioranza, c’è chi continua a considerare la sua partecipazione alla festa di Fratelli d’Italia un tradimento alla comunità LGTB

Ieri, dopo aver letto le polemiche sui social, Cristina D’Avena aveva scritto  su Instagram: “Non credo serva spiegare come mi sia sentita; preferisco ricordare a chi mi ha giudicato, forse con un po’ troppa fretta, chi sono. Da quarant’anni canto in tutti i posti dove sono ben voluta e accolta. Nelle piazze dei paesi, nei palazzetti delle città, nei teatri, in televisione, nelle feste LGBTQ+ e anche alle Feste dell’Unità. Nei Pride e al Vaticano. E sempre e ovunque con tutto l’impegno e la gratitudine possibile

 

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In attesa del terzo scudetto del Napoli mi nutro di serie tv e film. Odio il binge watching, ma ringrazio Netflix per Narcos e la sua meravigliosa sigla. Nel cuore mi sono rimaste Battlestar Galactica e Friday Night Lights. Adoro le serie britanniche, anche quelle con i parroci che risolvono omicidi mentre la polizia sta ancora esaminando il cadavere. Devoto al dio dei pilot, perché tutti meritano un'occasione. Il resto, dopo Il Padrino e un concerto del Boss Bruce Springsteen, è noia, come diceva Franco Califano.