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Il 6 Ottobre al cinema è arrivato l’horror finlandese Hatching – La Forma del Male della regista Hanna Bergholm. Una particolarissima elaborazione della crescita, del cambiamento e dell’accettazione in quella che è una struttura in bilico tra la favola dark e il cinema simbolista e visionario. In occasione dell’uscita del film, abbiamo intervistato Hanna Bergholm.

Effettivamente quello che la Bergholm mette in scena è un vero e proprio percorso di mutazione e metamorfosi attraverso il personaggio di Tanja, una ragazzina di 12 anni che vive con la famiglia perfetta, in una casa perfetta, all’interno di un quartiere perfetto. Tutto sembra essere così deliziosamente perfetto a tal punto da sembrare stucchevole. Ma l’anomalia si presenta fin troppo presto. La madre di Tanja è una vera e propria maniaca del controllo. Il suo mondo di perfezione, che ostenta su un blog molto seguito, è completamente basato su una bugia, su frustrazioni e segreti.

Tanja, per quanto provi a compiacere sua madre, si ritrova sempre a non essere mai abbastanza per la donna, rappresentando un po’ quel modello sociale secondo cui le donne dovrebbero sempre essere in un certo modo, parlare in un certo modo, vestirsi in un certo modo. Adeguarsi a un modello di assoluta perfezione secondo determinati canoni imposti da una società di stampo patriarcale, per poi non essere mai abbastanza per soddisfare davvero i requisiti.

Tanja e sua madre in una scena di Hatching - La Forma del Male

Entrando nella fase adolescenziale, Tanja comincia ad accusare ancora di più questa incomunicabilità con la madre, a tal punto da creare un rapporto di simbiosi con uno strano uovo trovato nel bosco che, ben presto, si rivelerà essere qualcosa di davvero terrificante.

Seguendo un po’ la scia del mostruoso femminile applicato in film come Carrie – Lo Sguardo di Satana e L’Esorcista, dove la pubertà viene rappresentata con una vera e propria metamorfosi del corpo e spirito femminile, Hanna Bergholm firma un horror inquietante, suggestivo ed estremamente stratificato. Una pellicola che si posiziona nel panorama scandinavo come una delle più interessanti scoperte del periodo.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Hanna Bergholm per scoprire qualcosa di più sul suo film!

La nostra intervista ad Hanna Bergholm, regista del film horror Hatching – La Forma del Male

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Gabriella Giliberti, nata a Martina Franca nel maggio del 1991, è una critica cinematografica televisiva e content creator. Dopo essere cresciuta a cinema horror, vampiri e operetta, si è formata a Roma, specializzandosi in storia del cinema, sceneggiatura e critica. Dal 2015 al 2022, è stata penna e volto del sito Lega Nerd, ricoprendo il ruolo di capo redattrice nella sezione Entertainment dal 2019 al 2022. Collabora regolarmente sia su riviste online che cartacee, ed è presente come inviata, moderatrice e speaker presso i principali Festival e Fiere. Attraverso il suo profilo @GabrielleCroix su Twitch, TikTok ed Instagram condivide e divulga l’amore per la pop culture con la sua community e pubblico di appassionati. Ha partecipato all’antologia “Emozioni da giocare” (Poliani, 2021) e “Moondance – Tim Burton, un alieno ad Hollywood” (Bakemono Lab, 2023). Da sempre appassionata di mostri, attualmente è a lavoro su diversi progetti che riguardano la rappresentazione del mostruoso nella società. “Love Song for a Vampire – Etologia del Vampiro da F.W. Murnau a Taika Waititi” (Bakemono Lab, 2023) è il suo primo libro, e non ha intenzione di smettere.