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Ancora ricoverato al Policlinico Gemelli dopo l’intervento chirurgico per la rimozione di un adenocarcinoma polmonare, Papa Leone XIV ha vissuto un venerdì 16 ottobre particolarmente intenso. Un giorno che ha smentito ogni previsione di riposo forzato e che ha confermato, ancora una volta, la determinazione di un pontefice che non intende rallentare il suo magistero, nemmeno dalla stanza d’ospedale.

La giornata è iniziata a mezzogiorno con la celebrazione della Santa Messa nella sala appositamente allestita al decimo piano del Policlinico. Non una semplice funzione privata, ma un momento di condivisione e gratitudine. Alla celebrazione hanno infatti partecipato medici, infermieri e il personale sanitario libero dal servizio, insieme ai membri del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. Un gesto che ha trasformato la corsia ospedaliera in una chiesa a cielo aperto, dove il confine tra paziente e celebrante si è dissolto in un atto di riconoscimento reciproco.

Durante l’omelia, il Papa ha voluto ringraziare personalmente tutto il personale ospedaliero per il lavoro quotidiano di cura verso i malati e la loro fragilità. Un ringraziamento esteso a medici, infermieri e inservienti, con un riferimento particolare a quanto hanno fatto e continuano a fare per lui. Le immagini diffuse da Vatican Media mostrano un pontefice sereno, circondato dai camici bianchi che in questi giorni sono diventati i suoi compagni più stretti, testimoni di una vulnerabilità che Leone XIV non nasconde ma trasforma in occasione di dialogo.

Il pomeriggio ha poi riservato un momento di portata geopolitica. La sala stampa vaticana ha infatti reso noto che il Santo Padre ha avuto una conversazione telefonica con Vladimir Putin. Non una chiamata di cortesia, ma un intervento diplomatico mirato su una questione umanitaria urgente. Il Pontefice ha invocato una tregua che consenta l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari nella regione di Kherson, in particolare nella città di Oleshky, e che garantisca l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile.

La richiesta si inserisce nel quadro della crisi umanitaria che continua a colpire le aree contese del conflitto russo-ucraino. Oleshky, situata sulla riva sinistra del Dnipro, è da mesi teatro di una situazione critica per i civili rimasti intrappolati tra le linee. Il Papa, secondo quanto comunicato dal Vaticano, ha ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace, confermando quella linea di equidistanza diplomatica che caratterizza il suo pontificato.

Dal punto di vista medico, il bollettino diffuso dal dottor Luigi Carbone e dal professor Stefano Margaritora parla di un “costante miglioramento” delle condizioni del Santo Padre. Gli esami del sangue e la radiografia del torace eseguiti nella mattinata hanno confermato il recupero post-operatorio in corso. Le sedute di fisioterapia respiratoria proseguono regolarmente e, come sottolineano i medici, il Pontefice è in grado di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia.

La sala stampa vaticana ha inoltre confermato che il Papa è “di buon umore” e che ha proseguito la sua attività lavorativa. Un dettaglio che non sorprende chi conosce il temperamento di Leone XIV, ma che solleva anche interrogativi sulla sostenibilità di ritmi così intensi per un paziente appena operato. Il cardinale Parolin, segretario di Stato vaticano, aveva già anticipato ieri che non è possibile stabilire con certezza quando il Santo Padre potrà lasciare il Gemelli, ma che se il decorso lo permetterà, Leone potrebbe recitare l’Angelus domenicale direttamente dall’ospedale.

La sala stampa ha confermato che l’Angelus ci sarà, senza però precisare luogo e modalità. L’ipotesi di una benedizione dalla finestra del Gemelli circola con insistenza, anche se mancano conferme ufficiali. Sarebbe un’immagine inedita, un Papa che benedice la città da un ospedale invece che da piazza San Pietro, ma anche un simbolo potente di una Chiesa che si fa presente nella fragilità, non solo nella maestosità.

La diagnosi di adenocarcinoma polmonare aveva colto di sorpresa fedeli e osservatori. Si tratta di un tumore che origina dalle cellule ghiandolari del polmone, la forma più comune di cancro polmonare nei non fumatori. L’intervento chirurgico è stato necessario per la rimozione della massa e i primi riscontri post-operatori appaiono incoraggianti, anche se sarà necessario attendere ulteriori esami istologici per definire il quadro completo e l’eventuale necessità di terapie successive.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.