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Alexander Skarsgård voleva soltanto raccontare come fosse stato realizzato il suo incredibile costume per Wicker, ma una domanda apparentemente innocente ha trasformato l’intervista in uno dei momenti più divertenti del Graham Norton Show. L’attore svedese, ospite del celebre programma britannico insieme a Olivia Colman, stava spiegando le difficoltà incontrate per interpretare un uomo interamente fatto di vimini, quando la conversazione ha preso una direzione decisamente inaspettata. A rendere tutto ancora più esilarante ci ha pensato John Malkovich, che con una battuta particolarmente diretta ha fatto scoppiare a ridere gli altri ospiti e il pubblico presente in studio.

L’episodio è avvenuto durante la puntata del 9 ottobre 2026 del Graham Norton Show, nella quale Skarsgård e Colman erano impegnati a promuovere Wicker, una commedia romantica fantasy decisamente fuori dagli schemi. Accanto a loro sedevano anche John Malkovich e Ayo Edebiri, che hanno contribuito a trasformare una normale conversazione sul dietro le quinte in un siparietto impossibile da prevedere. Tutto è cominciato quando Graham Norton ha ammesso di essere rimasto sorpreso nello scoprire che il personaggio interpretato da Skarsgård non fosse stato realizzato completamente attraverso la computer grafica.

Il conduttore aveva immaginato che l’attore avesse recitato indossando una semplice tuta verde, lasciando poi agli effetti digitali il compito di trasformarlo in una creatura intrecciata. La realtà, invece, è molto diversa. Alexander Skarsgård ha indossato sul set un vero costume costruito per riprodurre l’aspetto del vimini, una struttura elaborata che ricopriva il suo corpo e gli permetteva di muoversi e recitare accanto agli altri interpreti. Una soluzione spettacolare, ma anche particolarmente complessa dal punto di vista tecnico.


Norton ha quindi cercato di capire come fosse possibile ottenere movimenti naturali con un materiale apparentemente così rigido. La conversazione si è concentrata soprattutto sulle articolazioni e sulle scapole, fino a quando Ayo Edebiri ha chiesto se alcune parti del costume fossero state mosse attraverso un sistema simile a quello utilizzato per i burattini. È stato proprio a quel punto che Skarsgård ha rischiato di rivelare un dettaglio piuttosto particolare del film. L’attore ha spiegato che, in una scena verso il finale, una parte del corpo del suo personaggio viene effettivamente animata meccanicamente.

Prima di entrare nei dettagli, però, si è fermato, rendendosi conto che avrebbe potuto anticipare qualcosa che gli spettatori avrebbero scoperto soltanto guardando il film. La sua esitazione ha inevitabilmente alimentato la curiosità degli altri ospiti. E quando la conversazione è arrivata a suggerire quale fosse la parte anatomica in questione, John Malkovich ha deciso di abbandonare qualsiasi giro di parole, facendo un riferimento esplicito alle parti intime del personaggio. La reazione è stata immediata. Skarsgård è scoppiato a ridere e, senza confermare ulteriori particolari sulla scena, ha esclamato:

Dichiarazione

“Questo è uno spoiler!” – ALEXANDER SKARSGÅRD

Una risposta che ha reso il momento ancora più divertente, perché ha lasciato intendere che la battuta dell’attore avesse effettivamente toccato un elemento importante della storia. Skarsgård ha preferito non aggiungere altri dettagli, lasciando agli spettatori il compito di scoprire che cosa accadrà realmente nel film. Il siparietto ha conquistato lo studio, ma racconta anche qualcosa dell’approccio scelto per realizzare Wicker. Il film non si affida soltanto all’assurdità della propria premessa narrativa, ma costruisce un intero mondo nel quale l’impossibile viene trattato come qualcosa di perfettamente reale. E il costume di Skarsgård è probabilmente l’esempio più evidente di questa filosofia.


Per capire quanto sia stato impegnativo realizzarlo, basta considerare che gli artisti di Wētā Workshop hanno lavorato per circa 18 mesi alla sua progettazione. Il risultato è una struttura composta da decine di elementi, studiati per adattarsi ai movimenti del corpo e consentire all’attore di interpretare il personaggio senza perdere espressività. Secondo i dettagli emersi sulla lavorazione, il costume comprende circa 50 componenti, di cui 13 dedicati al volto. Gli artisti hanno utilizzato scansioni digitali, stampa 3D e protesi rifinite per ottenere una superficie che ricordasse il materiale intrecciato, mantenendo al tempo stesso la mobilità necessaria per le riprese. Un lavoro che ha impressionato lo stesso Skarsgård, che durante il programma ha voluto sottolineare la straordinaria cura dedicata alla realizzazione del costume.

Dichiarazione

“Il costume era vero ed è stato realizzato dagli stessi artisti che hanno lavorato a Il Signore degli Anelli. Era magnifico e ci sono voluti 18 mesi per realizzarlo.” – ALEXANDER SKARSGÅRD

Tra tutti gli elementi del costume, uno in particolare lo ha divertito al punto da volerlo conservare. Skarsgård ha infatti raccontato di aver tenuto i capezzoli realizzati per il suo personaggio, considerandoli un piccolo capolavoro artigianale. E non si è limitato a parlarne: durante la trasmissione li ha addirittura presentati a Graham Norton come regalo, regalando un altro momento surreale agli spettatori. Ma che cos’è esattamente Wicker? Il film, diretto da Alex Huston Fischer ed Eleanor Wilson, è tratto dal racconto The Wicker Husband di Ursula Wills-Jones e racconta una storia d’amore che mescola romanticismo, commedia e atmosfere fiabesche. La protagonista è una pescatrice interpretata da Olivia Colman, una donna emarginata dagli abitanti del proprio villaggio perché non corrisponde alle aspettative della comunità.

Stanca di essere giudicata e di vivere da sola, decide di rivolgersi a un cestaio, interpretato da Peter Dinklage, chiedendogli di costruirle un marito su misura. La richiesta viene esaudita in maniera letterale: il cestaio realizza un uomo interamente fatto di vimini, al quale dà vita Alexander Skarsgård. Da questa premessa nasce una relazione tanto improbabile quanto sorprendente, destinata a mettere in discussione le convenzioni sociali e il modo in cui vengono giudicati i rapporti sentimentali. Nel cast figura anche Elizabeth Debicki, mentre la particolare combinazione di elementi romantici e situazioni irriverenti ha già contribuito a rendere il film uno dei titoli più curiosi della stagione cinematografica.


Anche Olivia Colman ha raccontato quanto sia stato difficile mantenere la serietà durante le riprese, soprattutto nelle sequenze romantiche con il collega. L’attrice ha spiegato che la natura insolita del personaggio e alcune situazioni particolarmente movimentate hanno reso il lavoro sul set molto divertente.

Dichiarazione

“Ci siamo divertiti tantissimo a girarlo e abbiamo fatto molta fatica a non ridere. Abbiamo girato tante scene d’amore piuttosto movimentate, ma fortunatamente non ci sono state schegge!” – OLIVIA COLMAN

Una battuta che riassume perfettamente il tono della pellicola, nella quale il romanticismo convive con un umorismo surreale. Il rapporto tra la pescatrice e il suo insolito marito diventa così il punto di partenza per raccontare una storia che gioca continuamente con le aspettative del pubblico. Dietro le situazioni più assurde, però, Wicker sembra voler affrontare anche temi come la solitudine, l’accettazione e la libertà di scegliere chi amare, senza lasciarsi condizionare dalle convenzioni sociali. Un messaggio che contrasta volutamente con l’aspetto insolito del protagonista, trasformando una creatura di vimini in un personaggio capace di suscitare sentimenti autentici.

Per Skarsgård, inoltre, il film ha rappresentato una sfida interpretativa inaspettata. Abituato a interpretare personaggi oscuri, ambigui o violenti, l’attore ha raccontato che vestire i panni di un uomo profondamente buono gli è sembrato quasi estraneo. Una difficoltà che ha affrontato con ironia, riconoscendo quanto fosse insolito per lui interpretare un personaggio così innocente. L’intervista al Graham Norton Show è diventata così una perfetta anticipazione dello spirito di Wicker: una storia capace di mescolare sentimenti, situazioni assurde e un umorismo che non ha paura di sorprendere. E se Alexander Skarsgård aveva cercato di mantenere il segreto su una delle scene del film, John Malkovich è riuscito a trasformare quel tentativo di prudenza in una delle battute più memorabili della serata.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.