
Ogni generazione deve confrontarsi con le generazioni precedenti e i problemi dell’epoca attuale. Quella dei millennial (identificata con le persone nate tra l’inizio degli anni ’80 e la prima metà dei ‘90) è una generazione figlia di bugie e sogni distrutti, cresciuta nel pieno di un boom tecnologico fuori controllo, in un mondo in continuo cambiamento e con la prima pandemia da oltre un secolo a colpirne, a seconda dell’età, il percorso formativo o i primi e importanti anni nel mondo del lavoro. Il risultato sono tantissimi giovani in cerca di una stabilità impossibile, di una propria identità e posto nel mondo, nella spesso totale incomprensione delle due generazioni precedenti. Karma di Claudia Razzoli, edito da Bao Publishing, si rivolge a questa generazione, di fatto racchiudendone dilemmi e battaglie con leggerezza ed ironia.
Una protagonista da manuale

Il segreto è una protagonista da manuale nella rappresentazione dei “problemi millennial” e uno stile curato. Quello tra design caricaturali e acquerelli è un dialogo fruttuoso, in grado di accordarsi con una struttura delle tavole variabile per creare un fumetto scorrevole, a cui non manca una vena di caos e adorabile disordine. In questo senso, la forma grafica di Karma segue alla perfezione il carattere della protagonista e la sua vita a tratti tragicomica eppure così rappresentativa di una fascia anagrafica. Nicoletta non ha un design estremamente distintivo, ma resta memorabile perché l’autrice riesce a giocare con le sue espressioni facciali, i movimenti goffi e rocamboleschi, gli occhiali spesso storti e deformati. In questo modo la protagonista diventa non solo piena di personalità, ma perfetta per rappresentare il cuore tematico del fumetto.
Oscillare tra un lavoro poco soddisfacente e remunerativo, una vita sentimentale difficile da stabilizzare, un sogno di indipendenza economica e pressioni familiari da parte di genitori e nonni è forse la caratteristica principale dei millennial. Claudia Razzoli riesce alla perfezione a schematizzare tanto una situazione statisticamente diffusa quanto le varie tensioni vissute da questa generazione.
Da un lato esiste l’educazione data dai genitori, basata su un eccesso di tradizionalismo, figlia di un mondo più accessibile a livello economico e subordinata ad una struttura più rigida della vita, come ad esempio il cercare una relazione stabile come scopo principale, per “sistemarsi”. Dall’altro lato, esiste quella subdola mentalità per cui inseguire i sogni e le passioni, spenderci tempo e qualche risorsa sia una perdita di tempo, qualcosa di superfluo che distoglie dalle “cose importanti” della vita. Eppure, la generazione di Nicoletta è la stessa del “impegnati che ce la farai”, quella che ha provato ad inseguire i sogni come la generazione precedente. In Karma tutte queste istanze si materializzano nel personaggio della madre di Nicoletta – la cui perenne espressione scocciata ne racchiude l’essenza alla perfezione – e nel rapporto madre-figlia.
Oltre una (sola) generazione

Se si trattasse solo di raccontare una generazione, forse di Karma rimarrebbe un ottimo comparto visivo e poco altro. La ricchezza di questo fumetto sta nel mettere in scena una pluralità di punti di vista e riuscire a raccontare in maniera trasversale (seppur meno approfondita, giustamente) altre generazioni.
Per quanto piena di difetti, la madre di Nicoletta non è un personaggio univocamente negativo, ma vive a sua volta delle pressioni della generazione precedente (i tanto citati e talvolta odiati boomer), della loro scarsa intelligenza emotiva e supponenza, talvolta unita all’incapacità di vedere come il mondo stia cambiando. Eppure, non è ancora tutto.
Con una trovata tanto intelligente quanto divertente, la componente soprannaturale irrompe in Karma per allargare ancora la visione. Ecco come anche i boomer sono giudicati dalla generazione ancora precedente: i “bisnonni”, quelli del “noi abbiamo fatto la guerra”. E cosa dimostrano? Scarsa intelligenza emotiva e comprensione dei cambiamenti nel mondo. Suona familiare?
Forse il punto di questo fumetto è tutto qui: alcune componenti di questo conflitto non esistono solo tra due generazioni precise, ma si estendono a ritroso, tra incomprensioni a catena e tempi che cambiano. Karma assume così i connotati di un fumetto diretto ad una precisa generazione ed in grado di allargarne gli orizzonti di riflessione. Esistono indubbiamente colpe (e meriti) dovuti a chi precede, ma lo stesso principio si applica in maniera retroattiva.
A chiudere il quadro, in un ottimo schema di tesi-antitesi-sintesi dove le tre componenti coesistono e si compenetrano, Karma si arricchisce di controesempi positivi. I genitori di Lea, comprimaria e migliore amica storica di Nicoletta, sono figure in apparenza positive e di supporto alla figlia, ma questo non significa che lei non possa avere problemi, che non abbiano commesso errori nel passato o che il loro modo di essere genitori sia perfetto.

Riflettere sui problemi
Karma parla benissimo ad una generazione proprio perché coglie diverse sfumature e alternative dei fenomeni che la caratterizzano, lasciando più allo spettatore che alla storia le conclusioni morali e rinunciando ad elargire giudizi dall’alto. Ogni lettore in target potrà vedere nelle vite di Lea e Nicoletta un pezzo della propria esistenza, nelle loro famiglie frammenti e riflessi delle proprie, nelle loro scelte e in quelle dei genitori qualcosa di familiare. Il punto fondamentale e forse il vero messaggio di Karma è il non cercare le cause in un’unica direzione e non incolpare univocamente qualcuno, ma capire quali sono i propri problemi e dove c’è spazio di miglioramento e risoluzione.
