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Un dettaglio apparentemente innocuo nelle stories Instagram di Elisa Isoardi ha innescato una polemica che in poche ore ha conquistato i social network e diviso l’opinione pubblica. Il ritorno di Bar Centrale su Rai 1, il programma del sabato pomeriggio condotto dalla presentatrice piemontese, è finito sotto i riflettori non per gli ascolti o per i contenuti della trasmissione, ma per una lavagnetta bianca comparsa in un video dietro le quinte.

Sulla lavagna, immortalata nelle clip pubblicate dalla conduttrice per mostrare alcuni momenti del lavoro in redazione, campeggiava una scritta inequivocabile: “Dead Pool“, termine inglese che si traduce letteralmente come “totomorti“. Sotto questa intestazione, un lungo elenco di nomi di personaggi famosi accompagnati dalle rispettive età. Una lista che ha fatto immediatamente scattare l’indignazione di molti utenti, interpretata come un macabro gioco di scommesse sulla morte di celebrità anziane o con problemi di salute.

Tra i nomi visibili sulla lavagnetta figurano alcune delle personalità più amate del panorama italiano: Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Liliana Segre, Adriano Celentano, Johnny Dorelli, tutti novantenni o comunque avanti con gli anni. Ma nell’elenco compare anche Massimo Boldi e Roberto Vecchioni, che hanno superato gli ottant’anni, e soprattutto Giovanni Allevi, compositore e pianista molto più giovane rispetto agli altri nomi citati, ma che da anni affronta una battaglia contro gravi problemi di salute. La sua presenza nella lista ha alimentato le reazioni più dure, con molti che hanno giudicato irrispettoso e di pessimo gusto includere una persona che sta combattendo contro una malattia.

A far esplodere definitivamente il caso è stato il giornalista Massimo Galanto, che su X ha condiviso lo screenshot del video commentando con parole molto critiche: “Nella redazione di Bar Centrale, il programma Rai di Elisa Isoardi, c’è spazio per il totomorte. Daje a ride proprio”. Un commento che ha contribuito a portare la questione all’attenzione di un pubblico ancora più vasto, trasformando un particolare apparentemente circoscritto agli ambienti della redazione in un caso discusso apertamente online.

Le reazioni sui social non si sono fatte attendere e sono state in gran parte negative. Molti utenti hanno espresso indignazione, ritenendo la lista una pratica cinica e irrispettosa, soprattutto nei confronti di chi sta affrontando gravi problemi di salute. “Davvero assurdo, specialmente con Giovanni Allevi, non fa ridere ed è irrispettoso”, si legge tra i commenti. Altri hanno invocato delle scuse pubbliche da parte della redazione e della Rai, ritenendo inaccettabile che un simile contenuto potesse comparire in un ambiente di lavoro legato al servizio pubblico.

Eppure, guardando con più attenzione ai dettagli emersi dalle immagini, qualcuno ha notato alcuni particolari che sembrano suggerire una lettura diversa della vicenda. Accanto al nome di Vincenzo Mollica, storico giornalista e critico cinematografico che da tempo convive con gravi problemi di salute, è stato disegnato un piccolo cuore rosso. Un segno che qualcuno ha interpretato come una manifestazione di dispiacere per aver dovuto inserire anche lui nella lista. Stesso discorso per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: accanto al suo nome è stata scritta la frase “Speriamo di no”, come a voler esprimere un augurio che vada per le lunghe.

Questi dettagli hanno aperto la strada a un’interpretazione alternativa, meno scandalistica ma più plausibile dal punto di vista professionale. Non tutti, infatti, hanno letto quella lavagna come il risultato di un gioco macabro tra colleghi. Una parte degli utenti ha suggerito che potesse trattarsi di una lista di persone per cui la redazione stava preparando i cosiddetti coccodrilli, ovvero gli articoli e i servizi commemorativi da pubblicare tempestivamente in caso di morte.

Si tratta di una pratica consolidata nel giornalismo. Quando si parla di personalità molto anziane o di persone le cui condizioni di salute sono particolarmente delicate, le redazioni preparano in anticipo materiali biografici accurati e servizi commemorativi. In questo modo, quando arriva la notizia della scomparsa, è possibile pubblicare immediatamente un contenuto completo e rispettoso, senza dover ricostruire da zero una carriera lunga decenni sotto la pressione della cronaca.

La preparazione di questi materiali può apparire cinica a chi la osserva dall’esterno, soprattutto quando i nomi sono raccolti su una lavagnetta con una dicitura come “Dead Pool”. Ma predisporre un articolo commemorativo non equivale necessariamente a scommettere sulla morte di qualcuno. È semplicemente una forma di organizzazione del lavoro giornalistico, che prevede di onorare degnamente la memoria di grandi personalità quando arriverà il momento, senza essere colti impreparati.

La questione, però, resta aperta. Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non è arrivata alcuna spiegazione ufficiale da parte della produzione di Bar Centrale o della Rai che chiarisca l’origine della lavagna e la finalità dell’elenco. Nel frattempo, Elisa Isoardi ha cancellato le storie Instagram nelle quali compariva la lavagnetta, ma la rimozione non ha fermato la circolazione delle immagini né le discussioni, ormai alimentate da chi chiede chiarimenti e da chi continua a interrogarsi sul significato di quella lista.

Resta da capire se si trattasse di una pratica interna alla redazione legata alla preparazione di materiali giornalistici, di uno scherzo tra colleghi finito male o di qualcos’altro. Un altro nome che non avrà gradito la presenza in elenco è sicuramente Maurizio Mattioli, attore e comico che di recente ha dovuto smentire numerose fake news sulla sua presunta scomparsa. Ritrovarsi in una lista del genere, senza alcun motivo apparente legato all’età o alla salute, non può che aggiungere amarezza a una situazione già delicata.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.