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Pino Insegno non ci sta e, dopo le parole pronunciate da Massimo Giannini durante Otto e mezzo, decide di passare attraverso il suo legale. Al centro dello scontro c’è ancora una volta il rapporto tra il conduttore di Reazione a Catena e Giorgia Meloni e, soprattutto, l’ipotesi che il suo ritorno in Rai sia legato alla presidente del Consiglio. A intervenire è stato l’avvocato Roberto De Vita, legale di Insegno, che ha diffidato Giannini dal continuare ad attribuire al suo assistito quella ricostruzione.

Dichiarazione

“Per l’ennesima volta è stato affermato falsamente che la presenza di Pino Insegno in Rai sia dovuta alla volontà del presidente del Consiglio Giorgia Meloni”. – ROBERTO DE VITA

La vicenda nasce dalla puntata di Otto e mezzo del 17 settembre. Ospite di Lilli Gruber, Massimo Giannini aveva parlato di Insegno definendolo amico di Giorgia Meloni e sostenendo che fosse stato “voluto ad ogni costo” dalla presidente del Consiglio in Rai. Giannini aveva poi richiamato un’altra vicenda legata al conduttore e a Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, ucciso a Roma nel 2019, ricordando un episodio già raccontato in passato dalla stampa relativo alla regista e attrice Michela Andreozzi.


È soprattutto sulla presunta influenza di Meloni sulla carriera televisiva di Insegno, però, che il legale ha deciso di intervenire con parole molto nette.

Dichiarazione

“Oltre a rappresentare una falsità, mortifica e lede gravemente la reputazione professionale dell’artista Pino Insegno, il quale, come dimostrano la sua storia e i successi anche attuali delle trasmissioni da lui condotte, aumenta il valore e il prestigio televisivo e non deve certo la sua presenza in Rai ad alcun favoritismo”. – ROBERTO DE VITA

La presa di posizione non riguarda soltanto quanto accaduto nell’ultima puntata del programma di La7. De Vita ha infatti spiegato che ricostruzioni analoghe sarebbero già comparse in passato su alcuni giornali e che sulla questione sarebbe già pendente un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Roma. Da qui la diffida, rivolta in particolare a Massimo Giannini ma formulata dal legale anche nei confronti di chi dovesse riproporre la stessa ricostruzione.

Dichiarazione

“Diffidiamo pertanto chiunque, ed in particolare il giornalista Massimo Giannini, dall’attribuire fatti non veritieri all’artista e conduttore Pino Insegno e, in particolar modo, dall’affermare che la sua presenza in Rai derivi dalla volontà del presidente del Consiglio”. – ROBERTO DE VITA


Il rapporto personale tra Pino Insegno e Giorgia Meloni non è mai stato un mistero: lo stesso conduttore ne ha parlato pubblicamente in diverse occasioni. Ciò che viene contestato dal suo legale è però il passaggio ulteriore, vale a dire attribuire alla premier un ruolo determinante nella sua presenza nei palinsesti Rai. Insegno è attualmente alla guida di Reazione a Catena, tornato su Rai 1 lo scorso giugno. L’edizione 2026 ha ottenuto risultati importanti nel preserale, confrontandosi prima con Avanti un altro! e successivamente con i programmi schierati da Canale 5.

Quella arrivata attraverso il suo avvocato è dunque una presa di posizione che vuole mettere un punto a una ricostruzione che accompagna Insegno ormai da tempo. Questa volta, però, la risposta non è arrivata in uno studio televisivo o attraverso un’intervista: è arrivata sotto forma di diffida.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.