Il grigio della pioggia su Venezia si dissolve in un attimo quando sul red carpet della Mostra del Cinema compare Pamela Anderson. Per la première di Place to Be, il film di Kornél Mundruczó presentato nella sezione Venice Open – Fuori Concorso dell’83ª edizione del Festival, l’attrice sceglie una direzione cromatica netta e luminosa: un abito d’archivio giallo oro firmato Carolina Herrera che rompe la malinconia del maltempo e consacra una visione personale del glamour da serata di gala.
Il modello appartiene alla collezione Primavera-Estate 2019 del brand ed è realizzato in seta fluida. La struttura comprende uno scollo a barchetta con spalle scoperte, incorniciato da maniche ampie che si stringono sui polsi con volumi morbidi. Il taglio scende pulito lungo la figura fino allo strascico leggero, per un effetto d’insieme elegante e privo di rigidità. A completare il look c’è il punto luce del collier in argento e diamanti creati in laboratorio di Pandora, di cui l’attrice è Ambassador, unico accessorio in evidenza su una mise essenziale.
Accanto alla scelta del vestito spicca la decisione di mantenere il viso completamente al naturale. Pamela Anderson mostra una pelle fresca, accompagnata da un’acconciatura alta con onde morbide d’ispirazione Old Hollywood. Una firma estetica diventata ormai marchio di fabbrica, una scelta di classe che completa ogni suo outfit senza bisogno di trucchi drammatici. Basta una manicure baby boomer, un velo di rossetto rosa e una cipria a levigare la pelle. Anche i capelli, portati dietro alle orecchie con riga centrale e punte mosse, completano un look volutamente naturale.
@glamourgermany #PamelaAnderson is serving pure glamour in Venice. 🧡✨ The actress attended the #amfARGala during the #VeniceFilmFestival ♬ оригінальний звук – v1nt3cs_
L’abito giallo non è un episodio isolato nella permanenza veneziana dell’attrice. La presenza in Laguna si è trasformata in una sequenza di outfit colorati che hanno conquistato il Festival: dal lillà di Carolina Herrera con elementi animalier all’arancione acceso di Calvin Klein con stola per ritirare l’amfAR Award of Courage 2026, passando per un delicato abito azzurro in chiffon con stampa a limoni, trasparenze e fiocchi sulle spalle. Un guardaroba vivace che rispecchia la nuova fase della sua immagine pubblica.
Scegliere colori vivaci su un red carpet ha due significati. Da una parte questi toni accesi raccontano molto di sé, dall’altra sono un’opzione anticonformista, adottata da chi su quel tappeto rosso vuole solo divertirsi. Ed è esattamente quello che ha fatto la Anderson in questi giorni veneziani, dichiarando con genuinità: “Mi sto divertendo molto in ogni momento, è proprio un bellissimo festival. Se potessi, non andrei più via. Ma devo tornare dai miei cani“.
Nel colloquio concesso durante il Festival, l’attrice ha spiegato la filosofia dietro le sue scelte cromatiche: “Mi sono lasciata ispirare dai colori dei tramonti di Venezia e anche dalle nuance dei riflessi che la luce crea sull’acqua dei canali: l’arancione, il rosso corallo, il giallo. I miei gioielli hanno richiamato questi colori con semplicità”. Un approccio che rivela come la spensieratezza sia diventata per lei una vera e propria scelta di stile.
@vanityfairitalia #PamelaAnderson è arrivata al Lido di Venezia per la premiere del film fuori concorso A Place to Be di Kornél Mundruczó. #Venezia83 #VFentertainment ♬ original sound – multifandom.edits.3
L’attenzione alla sostenibilità emerge anche nelle sue scelte di moda. Ciò che lega l’attrice al brand Pandora è proprio l’impegno ambientale: “È un’azienda sostenibile che lavora con metalli riciclati. È un valore aggiunto che mi fa sentire a mio agio, mi sento bene indossandoli“. Molti dei costumi scelti per i suoi film recenti, come The Last Showgirl, erano pezzi di archivio con una storia dietro, delicati e preziosi. Una sensibilità che si riflette anche nelle apparizioni pubbliche.
Ma Pamela Anderson ha sorpreso anche con un look completamente diverso: un completo giacca-pantalone nero di Elisabetta Franchi dove l’elemento di rottura era rappresentato dalla camicia bianca con collo jabot, rouches e levallière con fiocco e sciarpina. Gli occhiali da sole neri e grandi, modello Aloe di L.G.R., indossati senza mai toglierli, hanno reso il look magnetico e misterioso. Un modo per trasformare il classico tailleur minimal in qualcosa di inaspettatamente teatrale.
Sui social la vediamo indossare look pittoreschi mentre coltiva l’orto. La Pamela Anderson di oggi ha riscoperto un nuovo senso dello stile che integra natura e glamour. “Quando non lavoro, sono sempre nel mio giardino. È il luogo in cui mi piace trascorrere il tempo quando sono lontana dal glamour dei festival e dei set, è il luogo in cui mi ricarico energeticamente. Il giardino in sé, come concetto, è una metafora di un mondo interiore. Trascorrere tempo nel mio giardino mi insegna a mantenere i piedi per terra“.
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Questa filosofia si traduce anche nelle scelte di consumo: “Porto molta consapevolezza nelle mie scelte e so che ogni decisione che prendo ha un impatto non solo su me stessa ma anche su tutto ciò che mi circonda. Ovviamente nessuno è perfetto, ognuno sceglie per sé ciò che mangia, ciò che indossa, però io voglio essere guidata da questa consapevolezza, anche nelle scelte più semplici“. Un principio che l’ha portata a escludere le pellicce dal suo guardaroba già da tempo.
La presenza veneziana dell’attrice si inserisce in una fase di profonda evoluzione artistica. Dopo il successo critico di The Last Showgirl e il ritorno alla commedia con Una pallottola spuntata, Pamela Anderson sta riscrivendo la propria narrazione pubblica con una libertà rara. E lo fa partendo da Venezia, città che ha sempre amato: “Ho sempre amato il cinema italiano, le grandi dive italiane del passato sono sempre state per me una fonte di ispirazione, e inoltre sono una fan dei film di Fellini“.
