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Ci sono momenti del cinema horror che restano impressi nella memoria collettiva come cicatrici indelebili. Tra questi, la sequenza d’apertura di Scream 2, dove Sarah Michelle Gellar, all’apice della sua fama grazie a Buffy l’ammazzavampiri, veniva inseguita da Ghostface durante una proiezione cinematografica. Era il 1997, e Wes Craven aveva appena bissato il colpo di genio della prima vittima eccellente, ripetendo con la Gellar ciò che aveva fatto con Drew Barrymore nel primo capitolo.

Quasi trent’anni dopo, quella telefonata mortale torna a squillare. Non per un nuovo film della saga, ma per una campagna pubblicitaria della Angry Orchard, azienda americana produttrice di sidro alcolico, che ha avuto l’intuizione di ricreare quella scena iconica in chiave pubblicitaria per il lancio del loro “Thriller Pack” di Halloween.

Nel video promozionale, Sarah Michelle Gellar si trova di nuovo faccia a faccia con il killer mascherato, ma questa volta la dinamica è completamente diversa. Ghostface non è assetato di sangue, bensì letteralmente assetato: cerca una bevanda rinfrescante. La sequenza gioca intelligentemente con i codici del franchise Scream, mantenendo l’atmosfera thriller ma stravolgendone l’epilogo con un twist commerciale che strizza l’occhio ai fan di lunga data.

La scelta di coinvolgere proprio Sarah Michelle Gellar non è casuale. L’attrice rappresenta un’icona generazionale per chi è cresciuto tra gli anni Novanta e i primi Duemila, un periodo d’oro per l’horror teen e per le serie televisive che hanno ridefinito il concetto di eroina moderna. La sua partecipazione a Scream 2 fu breve ma memorabile, perfettamente calibrata nella logica del franchise di Craven: utilizzare volti noti per sovvertire le aspettative del pubblico e colpirlo nel momento in cui si sente più sicuro.

Il “Thriller Pack” della Angry Orchard comprende dodici lattine con quattro diversi gusti a tema Halloween: Caramel Apple Curse, Headless Pumpkin, Blood Orange e Mystery Caller. Quest’ultimo prende il nome proprio dalla famosa telefonata di Ghostface, e sulla lattina compare la maschera del killer, creando un collegamento diretto tra prodotto e immaginario horror.

L’operazione di marketing dimostra come il franchise di Scream continui a esercitare un’influenza culturale potente, capace di trascendere il cinema per diventare un linguaggio condiviso, un repertorio di simboli e situazioni immediatamente riconoscibili. La maschera di Ghostface, con la sua espressione urlo-pianto congelata nel tempo, è diventata un’icona pop al pari di Jason Voorhees o Freddy Krueger.

Sarah Michelle Gellar in Scream 2
Sarah Michelle Gellar in Scream 2 fonte: Cecchi Gori Group

Per Sarah Michelle Gellar, questo spot rappresenta anche un modo giocoso di dialogare con la propria carriera e con i fan che l’hanno seguita nel corso degli anni. Dopo Buffy e numerosi ruoli cinematografici, l’attrice ha saputo mantenere un rapporto ironico e affettuoso con il proprio passato, accettando di tornare in situazioni che hanno segnato la cultura popolare.

Il sidro alcolico promosso dalla Angry Orchard è un prodotto tipicamente americano, praticamente introvabile sul mercato italiano, dove questo tipo di bevande non ha mai conquistato una posizione rilevante. Negli Stati Uniti, invece, rappresenta un’alternativa alla birra sempre più popolare, specialmente tra chi cerca opzioni senza glutine o semplicemente preferisce sapori fruttati.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.