Il Festival di Venezia 2026 ha consacrato il ritorno trionfale delle supermodelle. Dopo Bianca Balti nella serata inaugurale, dopo il duo esplosivo formato da Vittoria Ceretti e Kendall Jenner, è stata Irina Shayk a conquistare il tappeto rosso con una presenza magnetica che ha fermato il tempo. Quarant’anni portati come fosse ancora sulla passerella di inizio carriera, la modella russa ha scelto la via dell’archivio per costruire una narrazione di stile che attraversa oltre vent’anni di storia della moda.
La sua presenza al Lido non è stata casuale. Shayk è arrivata a Venezia per ricevere il Filming Italy Venice International Award, riconoscimento dedicato alle personalità che hanno contribuito alla diffusione internazionale della cultura audiovisiva e dell’intrattenimento attraverso il proprio talento. Un premio che certifica come la sua influenza vada ben oltre le passerelle, estendendosi al cinema, alla cultura visiva contemporanea, all’immaginario collettivo globale.
Ma è stato sul red carpet del film The Echo Chamber che Irina ha davvero rubato la scena. L’abito scelto appartiene alla collezione primavera estate 2003 di Dolce&Gabbana, una stagione che ha fatto la storia della maison italiana e che vide tra le protagoniste della sfilata proprio Gisele Bündchen. A prima vista potrebbe sembrare un austero tubino nero con silhouette aderente e orlo midi, ma basta osservare il profilo per scoprire la natura più audace della creazione: una lunga allacciatura laterale attraversa il fianco, mentre i lacci lasciano scoperta la pelle costruendo un sensuale effetto vedo-non-vedo.
@whoopsee.it A questo punto dovremmo provare a scrivere qualcosa, ma quando Irina Shayk arriva sul red carpet le parole vengono meno. Basterebbe aprire il reel e guardare attentamente quella che non è solo un’apparizione all’83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, ma uno spettacolo nello spettacolo. Ci accontentiamo di rimanere ipnotizzati dal fascino innegabile di uno degli emblemi più limpidi della sensualità e della bellezza riconosciuta in tutto il mondo. Dopo averla vista in mattinata sul pontile dell’Hotel Excelsior Venice Lido, al suo arrivo, stasera Irina ha scelto di enfatizzare al massimo il suo fascino con un abito iconico di Dolce&Gabbana, ovvero il bustier dress nero. Un abito che ha fatto la storia del brand italiano e che ancora oggi rappresenta un caposaldo insostituibile della femminilità. Linee sinuose, scollatura generosa e una silhouette che esalta il corpo in tutte le sue curve, l’abito presenta profili in pelle nera e un dettaglio audace e decisamente seducente, ovvero le stringhe che percorrono l’intera silhouette sui lati, svelando il corpo della top model. Completano il look le parigine nere, le pump shoes a punta dal tacco altissimo e il collier scintillante che ricopre interamente il collo. #whoopsee #irinashayk #venezia83 ♬ Gimme More Slowed – VTX
Il rigore della linea viene così interrotto da un dettaglio bondage che trasforma il classico little black dress in un capo provocatorio, disegnato per seguire e svelare il corpo. Fu proprio Gisele Bündchen a indossare questo look in passerella oltre vent’anni fa, contribuendo a renderlo una delle immagini più riconoscibili dell’estetica Dolce&Gabbana dei primi anni 2000, costruita sul dialogo continuo tra austerità mediterranea e seduzione esplicita.
Quella collezione primavera estate 2003 mise al centro il punk e lo stile S&M, un’estetica che guardava direttamente a Vivienne Westwood e Malcolm McLaren legata alla nascita dell’immaginario dei Sex Pistols. Nel look originale indossato da Gisele c’era anche un gioiello-slogan successivamente recuperato anche da Kim Kardashian. Una dichiarazione esplicita che rimandava inevitabilmente all’universo punk e alla rivoluzione culturale degli anni Settanta.
Irina Shayk riporta l’abito sul tappeto rosso nel 2026, senza alterarne la forza ma rendendolo attuale attraverso uno styling essenziale. Lo abbina a décolleté nere indossate con collant autoreggenti opachi, un dettaglio che emerge dall’apertura laterale e accentua ulteriormente il carattere lingerie del look. Slip in raso nero e reggicalze coordinati completano questa costruzione di sensualità controllata, dove ogni elemento contribuisce a un racconto preciso. Anche la scollatura partecipa a questo gioco: il décolleté è incorniciato da un choker in tessuto argentato, simile a una fascia metallica morbida che avvolge il collo e cattura la luce.
@thatsfabofficial #IrinaShayk è arrivata all’Hotel Excelsior Lido per il #FestivaldiVenezia! #venezia83 #venicefilmfestival #irina ♬ audio originale – Fab!
Per l’arrivo in Laguna, invece, la supermodella ha optato per un altro capo d’archivio straordinario: una giacca corsetto Givenchy della collezione autunno inverno 2015-2016, disegnata da Riccardo Tisci. Quella fu una delle collezioni più amate e discusse dell’era Tisci da Givenchy, presentata nell’anno in cui lo stilista celebrava il suo primo decennio alla guida della maison. Un viaggio personale e intimo attraverso l’epoca vittoriana, mescolata però a riferimenti Chola, secondo una formula che lo stesso designer definì “Victorian Chola“.
