Alex Britti ha scelto di vivere lontano dal caos del centro di Roma, ma senza rinunciare alla sua città e soprattutto al mare. Il cantautore romano, che il 23 agosto ha compiuto 58 anni, abita infatti a Casal Palocco, quartiere residenziale immerso nel verde nella zona sud della Capitale, a pochi minuti di macchina da Ostia. Una casa che Britti mostra raramente sui social e della quale ha sempre custodito gelosamente la parte più privata.
Qualche dettaglio, però, negli anni è emerso. E ce n’è soprattutto uno che difficilmente potrebbe sorprendere chi conosce la sua storia: all’interno dell’abitazione c’è un’intera stanza dedicata alle chitarre. Non si tratta però di una collezione da mettere in mostra. Britti ci tiene a fare una distinzione molto precisa: “Non ho nessun feticismo verso le chitarre: non le colleziono, le suono”, ha raccontato al Corriere della Sera.
La musica, insomma, entra inevitabilmente anche negli spazi più privati della sua quotidianità. Del resto la chitarra accompagna Alex Britti praticamente da sempre: ha iniziato a suonarla quando aveva appena otto anni e, ancora prima di diventare uno dei cantautori più conosciuti della musica italiana, si era fatto le ossa nei locali suonando soprattutto blues.
La scelta di Casal Palocco sembra rispecchiare perfettamente anche il suo carattere. Il quartiere si trova abbastanza lontano dal centro da garantire maggiore tranquillità, è caratterizzato da ampie zone verdi ed è soprattutto vicinissimo al litorale romano. Una posizione che permette a Britti di raggiungere Ostia praticamente quando vuole. È stato proprio lui a raccontarlo parlando delle giornate trascorse con il figlio: “Da Casal Palocco, dove vivo, non c’è nemmeno bisogno di programmare nulla; pochi minuti di auto e siamo pronti per tuffarci”.
La vicinanza al mare non è un dettaglio secondario. Britti ha raccontato più volte di preferire luoghi tranquilli e poco costruiti attorno al turismo, tanto da avere idee piuttosto nette anche quando si parla delle località più esclusive d’Italia. La Sardegna, per esempio, resta una delle sue mete preferite, ma non tutta. “In Italia vince la Sardegna, ma escludendo la Costa Smeralda, che per me è fuffa: tutto finto”, ha raccontato. Molto meglio Bosa o Cala Gonone, con la Grotta del Bue Marino, dove secondo il cantante si trova “l’acqua più bella del mondo”.
Una filosofia che sembra ritrovarsi anche nella scelta della casa. Britti cerca soprattutto tranquillità e autenticità, lontano dagli ambienti eccessivamente patinati. “Amo i posti genuini, quelli che la turistificazione tende a cancellare. All’hotel che serve il cibo surgelato, preferisco la trattoria con la tovaglia di carta e il pesce fresco di giornata”, ha spiegato.
Secondo le descrizioni pubblicate negli ultimi mesi, l’abitazione di Casal Palocco sarebbe caratterizzata da ambienti luminosi, colori chiari e grandi finestre, con uno stile che mescola elementi più semplici a richiami inevitabilmente legati alla passione del padrone di casa per il blues. Ma è proprio la presenza degli strumenti a rendere quegli spazi realmente suoi.
E alcune delle chitarre custodite in casa hanno storie particolari. Una di quelle che Britti porta ancora oggi sul palco, per esempio, arriva da via San Sebastiano a Napoli, conosciuta proprio per i suoi negozi di strumenti musicali. Britti la vide in una vetrina e pensò che fosse perfetta per la tecnica dello slide. Il negoziante provò però a scoraggiarlo: “Mi disse che era esposta lì da 5 anni: ‘È bella, ma suona male’”.
Il cantante volle provarla comunque. Prese lo strumento e iniziò a suonare, attirando progressivamente alcune persone nel negozio. “Si accalcò un po’ di gente. Sarà che si sentiva la mano del professionista”, ha ricordato scherzando. Alla fine accadde qualcosa che ancora oggi racconta con affetto: il negoziante decise di regalargli quella chitarra. “Un bel momento, carico di teatralità napoletana”, lo ha definito Britti. E quello strumento continua ad accompagnarlo durante i concerti.
La casa di Casal Palocco è diventata così anche uno spazio in cui continuare a studiare e lavorare sulla musica. Per Britti, infatti, il successo non ha mai cancellato l’abitudine di esercitarsi e cercare nuovi suoni. “Io faccio il musicista, non l’imprenditore. Mi piace ancora studiare come un pazzo alla ricerca del suono perfetto: per me stesso, non per il pubblico”.
Un approccio che aveva dimostrato persino nel momento di massima popolarità. Ai tempi di 7000 caffè gli venne proposto un grande tour con batterista americano, luci e ballerini, ma preferì rinunciare. “Non era la mia vita. E quello stesso anno andai in tour da solo: chitarra, voce, un faro e una pedaliera”. Nato a Roma il 23 agosto 1968 e cresciuto a Monteverde, Britti non ha quindi mai reciso il legame con la Capitale. Ha semplicemente scelto di viverla da una prospettiva diversa: lontano dal centro, immerso nel verde e con il mare abbastanza vicino da poter decidere all’ultimo momento di raggiungerlo.
E dentro quella casa che difficilmente mostra al pubblico c’è forse lo spazio che lo racconta meglio di tutti: una stanza piena di chitarre che, come tiene a precisare lui stesso, non sono lì per essere guardate, ma per essere suonate.
