Un fine luglio monopolizzato da bimbi-ragno e dalla ennesima pellicola che ha “salvato” il cinema ha visto anche l’arrivo su Prime Video di Batman: Caped Crusader Stagione 2. Dopo l’ottimo riscontro di critica e pubblico della prima stagione, Bruce Timm, accompagnato da J.J. Abrams e Matt Reeves, prova a ripetersi spingendo ancora di più sulle radici pulp del Cavaliere Oscuro ispirandosi direttamente alle avventure della Golden Age dei comics.
Una seconda stagione quindi che prosegue, con i suoi 10 episodi, da un lato ispirandosi alla seminale Batman: The Animated Series e dall’altro senza rinunciare a reimmaginare e ricontestualizzare personaggi e soprattutto villain storici.
Un’ombra si allunga su Gotham

Batman è riuscito a far arrestare il boss mafioso Rupert Thorne. Ora però il Cavaliere Oscuro deve affrontare un nemico ancora più temibile: il vuoto di potere lasciato dal criminale. Con la caduta di Thorne infatti si innesca una spietata guerra per il controllo della città guidata da Eddie Nygma, detto The Riddler, che mette a ferro e fuoco la città senza alcun tipo di controllo.
Da un lato Batman si trova ad arginare la violenza, dall’altro deve indagare per mettere fuorigioco Riddler. Nel mezzo in Bagliore Rosso indaga sulle Triad Industries e sulla scomparsa della dottoressa Roxanne Sutton mentre deve affrontare l’ascesa del soprannaturale con Tributo al Diavolo – dove il culto del demone Barbatos pensa che Batman sia il messia – e La Mano Spettrale in cui il detective corrotto Jim Corrigan ritorna in vita per elargire vendetta.
In Sotto Copertura, Batman si infiltra in carcere come Matches Malone per cercare di convincere uno degli uomini di Nygma a testimoniare contro di lui proprio quando Thorne viene assolto, dopo una campagna mediatica della anchor woman Hattie Hatch, ma viene messo definitivamente fuorigioco da una misteriosa figura avvolta in un lungo cappotto e una capello a tesa larga.
La svolta avviene con l’episodio 7 intitolato Il Tuo Lato Oscuro. Nygma uccide un fioraio che non vuole pagare il pizzo davanti agli occhi di sua figlia. Nella ragazza si sveglia la personalità della fatale Thorn che alla fine ottiene la sua vendetta.
Il campo è libero per l’ingresso in scena del misterioso deus ex-machina che davvero ha sfruttato il vuoto di potere. In Morte Prima dell’Alba e La Morte Ridente, Joker sferra un attacco chimico su Gotham City tramutando i cittadini in violenti mostri. Il villain vuole mostrare a Batman il vero volto della città che con così tanta fatica tenta di proteggere.
Batman: Caped Crusader Stagione 2 – l’ascesa dei freaks

L’elemento concettuale più affascinante di Batman: Caped Crusader Stagione 2 risiede nel modo in cui viene rappresentato il passaggio di consegne tra la mafia vecchio stile e l’avvento dei cosiddetti freaks, ovvero i criminali eccentrici e teatrali. Questo cambio di paradigma è un diretto e consapevole omaggio alla già menzionata Golden Age dei fumetti di Batman.
Nella metropoli così come pensata da Bob Kane e Bill Finger, Batman combatteva prevalentemente contro rapinatori, strozzini e malavitosi in doppiopetto. Ben presto le storie iniziarono ad introdurre villain sempre più pittoreschi, più interessati ad attirare l’attenzione del vigilante che al “bottino”. Batman: Caped Crusader Stagione 2 cattura perfettamente il momento in cui la presenza stessa di un eroe mascherato finisce inevitabilmente per “infettare” il tessuto sociale, attirando e generando figure sempre più teatrali, deviate ed estreme.
Batman: Caped Crusader Stagione 2 cattura alla perfezione questo momento di transizione con straordinaria puntualità. La caduta dei vecchi padrini non porta la pace, ma lascia spazio a una nuova generazione di criminali psicologicamente instabili che non cercano il semplice profitto economico, ma l’affermazione di sé stessi e delle loro ossessioni se non il puro e semplice caos.
In questo senso Batman non è più soltanto una forza guidata dalla vendetta; deve imparare a fare i conti con i propri limiti fisici e morali, specialmente quando la città attorno a lui inizia a rifiutarlo a causa delle campagne di disinformazione nei suoi confronti e la sua figura ammantata non basta più ad incutere timore.
Batman: Caped Crusader Stagione 2 e il nuovo approccio a TAS
Uno dei meriti storici di Batman: The Animated Series negli anni ’90 fu quello di ridefinire la complessità psicologica dei nemici e dei comprimari, trasformando semplici cattivi da “cartone animato” in figure tragiche dotate spesso di un background umano profondamente sofferto. Batman: Caped Crusader Stagione 2 prova a raccogliere questa preziosa eredità cercando di fornire un contesto più tridimensionale ad alcuni personaggi soprattutto quelli meno noti o quelli che vengono reintrodotti.
L’esempio più lampante di questa operazione è probabilmente l’episodio 7 in cui il personaggio di Thorn viene introdotta agli spettatori con una lunga parabola tragica. Si potrebbe anche citare l’episodio 2 in cui viene completamente ricontestualizzato il personaggio di Roxy Rocket – finora utilizzato spesso come personaggio da comic relief.
Un Joker inedito

Questo stesso approccio si applica ma in maniera diametralmente opposta a Joker. Il Principe Pagliaccio del Crimine ha vissuto diverse vite anche in versione animata – dall’iconica versione doppiata da Mark Hamill fino a quella più “animalesca” di The Batman, la serie animata del 2004. Batman: Caped Crusader Stagione 2 sceglie una strada ancora più spaventosa.
Questo Joker è prima di tutto un gangster freddo, metodico e calcolatore. La sua follia non si manifesta attraverso un comportamento caotico ed imprevedibile, ma attraverso una spietata razionalità applicata alla sua strategia del terrore. Muove le sue pedine con la precisione di un boss mafioso e la distacco di un serial killer. Quando annuncia pubblicamente la condanna a morte del Sindaco Jessop, non lo fa per un gusto ludico, ma come una dimostrazione di potere assoluto e di ineluttabilità. La sua tossina non è una semplice burla macabra, ma una vera e propria arma chimica che trasforma Gotham in un incubo biologico.
Questa reinterpretazione restituisce alla nemesi di Batman una nuova dimensione, più algida e per questo per assurdo anche più contemporanea. Il merito va anche dato all’ottima interpretazione di Matthew Needham, che doppia Joker in originale, con voce profonda e calma con un leggero accento europeo.
Batman: Caped Crusader Stagione 2 – i riferimenti fumettistici
Fra citazioni, name dropping e omaggi in Batman: Caped Crusader Stagione 2 i riferimenti fumettistici sono una quantità enorme.
Vale la pena segnalare quelli più interessanti e meno scontati. L’episodio Tributo al Diavolo è una rivisitazione di di Detective Comics #31 (data di copertina settembre 1939) in cui veniva introdotto il villain noto come Il Monaco. L’episodio è scritto dal leggendario J.M. DeMatteis (Spider-man, Justice League International). Il numero in questione è stato inoltre rivisitato e ampliato da Matt Wagner nella miniserie Batman e Il Monaco Pazzo.
Il dittico di episodi finali e l’annuncio di Joker che il sindaco di Gotham City morirà a mezzanottte fanno riferimento sia alla prima apparizione assoluta del villain in Batman #1 (data di copertina maggio 1940) che al graphic novel L’uomo che Ride scritta da Ed Brubaker per i disegni di Doug Mahnke. L’episodio 9 è scritto da Greg Rucka (Wonder Woman, Gotham Central).
Nell’episodio 8 infine viene completamente rivisitato, sia nell’aspetto che nella caratterizzazione, Mr. Zero ovvero il primissimo alias di Mister Freezer. Il personaggio venne creato da Dave Wood e Sheldon Moldoff ed esordì in Batman #121 (data di copertina febbraio 1959).
Riferimento non fumettistico ma che vale la pena citare è quello a Grey Ghost. Si tratta di un eroe pulp fittizio creato in Batman: The Animated Series protagonista di serie TV in bianco e nero che il piccolo Bruce Wayne divorava. Nella serie, Batman confessa di essersi in parte ispirato all’eroe. Gray Ghost e il suo alter-ego Simon Trent sono protagonisti assoluti dell’episodio 18 della Stagione 1, il personaggio è doppiato da Adam West in originale.
Batman: Caped Crusader Stagione 2 – cosa ha funzionato e cosa no
Batman: Caped Crusader Stagione 2 continua in maniera caparbia il suo personale percorso nella rilettura del mito di Batman. Un processo mai semplice che in questi 10 episodi spinge moltissimo sul tono maturo e una consistenza estetico-narrativa estremamente forte.
Funziona molto bene il passaggio dal primo blocco di episodi, più procedurale, al secondo, più corale. Si avverte anche, come già detto, che l’eredità di Batman: The Animated Series non sia più solo a livello di atmosfere ma anche nel cercare di modellare meglio personaggi e situazioni.
Proprio questo aspetto è forse quello più critico di questa Stagione 2. Alcuni villain e plot secondari (Mr Zero ma anche il Culto di Barbatos) avrebbero meritato maggior spazio e un approfondimento diverso rispetto al mero “caso della settimana”.
In definitiva Batman: Caped Crusader Stagione 2 rimane un prodotto solidissimo, a suo modo capace di distinguersi dalle produzioni attuali soprattutto per l’estetica, ma deve anche fare i conti con alcuni stilemi così radicati che sembra impossibile eluderli definitivamente.
