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Lady Diana continua a vivere attraverso i gioielli che un tempo adornavano il suo volto. E Meghan Markle lo sa bene. La Duchessa del Sussex ha scelto di omaggiare la memoria della suocera in una delle occasioni più significative della stagione: il gala per il 40esimo anniversario della David Foster Foundation, tenutosi a Victoria, in Canada. Non si è trattato di una semplice apparizione pubblica. Harry e Meghan, dopo il chiacchierato incontro con Re Carlo che ha fatto parlare mezza Europa, sono tornati in Nord America dove risiedono con i figli Archie e Lilibet.

Ma nonostante l’estate torrida, l’agenda dei Sussex rimane fitta di impegni, soprattutto quelli legati alle cause benefiche che sostengono con costanza. Al Victoria Conference Centre, Meghan ha fatto la sua entrata con un abito lungo blu navy della stilista canadese Greta Constantine. Il modello senza spalle, caratterizzato da una scollatura asimmetrica e una silhouette che segue ogni curva del corpo, avrebbe già da solo catturato gli obiettivi dei fotografi. Ma c’era dell’altro.

I capelli raccolti in uno chignon elegante hanno rivelato il vero tesoro della serata: un paio di orecchini di diamanti e zaffiri appartenuti a Diana Spencer. Non si tratta di gioielli qualunque, ma di pezzi che la Principessa del Galles indossava nelle occasioni più importanti, quando gli occhi del mondo erano puntati su di lei. Meghan non è nuova a questo tipo di scelta. La sua collezione personale custodisce diversi tesori provenienti dal cofanetto di Diana. C’è il bracciale tennis di diamanti, che luccica ai polsi della Duchessa nelle occasioni formali.

Ci sono gli orecchini a forma di farfalla con il bracciale rigido abbinato, un set delicato che Diana amava particolarmente. E poi c’è l’anello acquamarina, quello che tutti conoscono come “l’anello del divorzio”, che Meghan ha scelto di indossare proprio il giorno delle sue nozze con Harry nel 2018. Un modo per portare con sé la donna che non ha mai potuto conoscere, ma che continua a influenzare profondamente la sua vita.

Gli orecchini di zaffiri e diamanti scelti per il gala canadese sono stati resi ancor più visibili dall’acconciatura. Una scelta precisa, quasi una dichiarazione: questi gioielli non devono passare inosservati. E infatti non lo sono stati. Al fianco di Meghan, Harry ha optato per un classico smoking con papillon nero. La coppia ha posato insieme a David Foster e Katharine McPhee, legati ai Sussex da un’amicizia profonda che va oltre le apparenze da red carpet. Foster, vincitore di 16 Grammy Award, ha fondato la sua organizzazione benefica nel 1986 con uno scopo preciso: sostenere le famiglie canadesi i cui figli necessitano di trapianti d’organo salvavita.

Non si tratta solo di supporto morale. La David Foster Foundation copre le spese non mediche che gravano su queste famiglie: l’alloggio durante i lunghi periodi di ospedalizzazione, i viaggi per raggiungere i centri specializzati, i generi alimentari, le utenze domestiche. E quando necessario, anche l’affitto o le rate del mutuo. Dalla sua nascita a oggi, la fondazione ha sostenuto più di 1.600 famiglie. Numeri che raccontano storie di dolore trasformato in speranza.

Il gala di Victoria fa parte di una celebrazione di due giorni nella città natale di David Foster. Sabato i festeggiamenti proseguiranno con un concerto gratuito di David Foster & Friends al porto della città, aperto a tutta la comunità. Il legame tra i Sussex e i Foster va oltre la condivisione di valori benefici. Quando Harry e Meghan hanno lasciato Londra per iniziare la loro nuova vita in Nord America, David e Katharine sono stati un punto di riferimento fondamentale. Un sostegno discreto ma prezioso in un momento di transizione delicatissimo.

Katharine McPhee, tra l’altro, ha frequentato la stessa scuola di Meghan, la Immaculate Heart, un istituto riservato a studentesse di religione cattolica. Un filo che unisce passato e presente. Ma torniamo ai gioielli. Perché è interessante notare come Meghan stia costruendo, pezzo dopo pezzo, un ponte tra la sua immagine pubblica e quella di Diana. Non si tratta di emulazione o di una ricerca di legittimazione attraverso gli accessori. È qualcosa di più sottile e, forse, di più autentico.

Ogni volta che Meghan indossa un gioiello di Diana, racconta una storia. Quella di una donna che ha rivoluzionato il concetto di regalità, che ha sfidato le convenzioni, che ha pagato un prezzo altissimo per le sue scelte. E quella di un’altra donna che, decenni dopo, sta percorrendo una strada per certi versi simile: fuori dai protocolli, lontana da Buckingham Palace, alla ricerca di un’identità propria che non sia schiacciata dalle aspettative della Corona.

Gli orecchini di zaffiri brillano sotto le luci del gala canadese, ma portano con sé il peso di una memoria collettiva. Diana non c’è più da 27 anni, eppure continua ad essere presente. Nei gesti di Harry, che ha ereditato il suo sguardo e la sua ribellione. Nelle scelte di Meghan, che indossa quei gioielli non come trofei, ma come testimoni silenziosi di un’eredità che va ben oltre il valore materiale.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.