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Salmo, il rapper sardo al secolo Maurizio Pisciottu, ha rivelato di avere un carcinoma basocellulare, un tumore della pelle che gli è già stato asportato in passato e che, a quanto racconta, si sarebbe ripresentato. Ma non è la diagnosi in sé a far discutere: è il collegamento diretto che l’artista ha tracciato tra la malattia e l’uso delle creme solari.

Nel video pubblicato sul suo profilo TikTok, Salmo si mostra in primo piano, indica la cicatrice visibile sulla tempia e spiega: “Io, come tanti, ho messo le creme solari e il risultato è il cancro della pelle.” Una dichiarazione netta, che arriva a pochi giorni da un’altra polemica esplosa sui social riguardo ai prodotti di protezione solare. Il riferimento implicito è al caso Debora Rasio, nutrizionista e oncologa che in un video aveva sostenuto che una maggiore esposizione al sole proteggerebbe dal melanoma e che le creme solari aumenterebbero il rischio di tumori cutanei.

Affermazioni che avevano scatenato la dura replica della Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, che aveva accusato la dottoressa di aver estrapolato dati ignorando le conclusioni complessive degli studi scientifici. Ma cosa dice davvero la scienza su questo tema così delicato? L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) indica nelle radiazioni ultraviolette la principale causa dei tumori della pelle e continua a raccomandare di limitare l’esposizione al sole e utilizzare correttamente le creme solari.

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Tumore della pelle

♬ audio originale – Salmo Official


Anche l’AIRC sottolinea che i filtri solari autorizzati sono considerati sicuri e che non esistono prove scientifiche che li colleghino all’insorgenza dei tumori cutanei. Il carcinoma basocellulare, di cui ha parlato Salmo, è il tumore della pelle più diffuso. Colpisce soprattutto le aree più esposte al sole e, se diagnosticato e trattato precocemente, guarisce nella grande maggioranza dei casi. La storia personale di Salmo merita rispetto e comprensione. Affrontare un tumore, anche se di forma meno aggressiva, è sempre un’esperienza difficile e spaventosa. Il rapper ha scelto di condividere pubblicamente la sua esperienza, mostrando la cicatrice e raccontando il suo percorso.

Una scelta coraggiosa, che però porta con sé una responsabilità quando si parla di salute davanti a milioni di follower. Il rischio è quello di alimentare convinzioni errate su temi sanitari delicati, in un momento storico in cui la disinformazione medica viaggia veloce quanto un video virale. Le persone che seguono personaggi pubblici potrebbero essere indotte a rinunciare alle protezioni solari, esponendosi a rischi concreti e documentati. La comunità scientifica, con dermatologi e oncologi in prima linea, ha risposto con fermezza proprio per evitare che messaggi fuorvianti possano mettere in pericolo la salute pubblica.

Il dibattito sollevato da Salmo si inserisce in un panorama più ampio di sfiducia verso le raccomandazioni mediche ufficiali e di fascinazione per teorie alternative, spesso prive di fondamento scientifico. È un fenomeno che attraversa molti ambiti della salute e che trova nei social media il terreno più fertile per diffondersi. La vicenda del rapper sardo riaccende i riflettori su quanto sia importante la corretta comunicazione scientifica e su come le testimonianze personali, per quanto autentiche, non possano sostituire il consenso della comunità medica internazionale. Proteggere la pelle dal sole resta una delle strategie più efficaci per prevenire i tumori cutanei, e le creme solari, quando usate correttamente, sono alleate preziose in questa battaglia.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.