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Alessandro Vanetti, in arte Massimo Pericolo, ha 33 anni e 1,4 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Un nome che nel rap italiano conta, una voce che ha collaborato con Marracash, Madame, Emis Killa, Coez. Eppure, dietro i numeri e il successo, si nasconde una storia di caduta e rinascita che ha poco a che fare con le luci del palco e molto con l’ombra di una cella.

In un’intervista al Corriere della Sera, il rapper varesino ha ripercorso senza filtri le tappe più buie del suo passato. Nel 2014 arriva l’arresto, nell’ambito dell’operazione antidroga Scialla Semper, dopo due anni di indagini per traffico di sostanze stupefacenti. Ventinove persone coinvolte, una vita che implode, ma è proprio in quel momento, dentro le mura del carcere, che Massimo Pericolo inizia un lavoro su se stesso che cambierà per sempre la sua traiettoria.

Dichiarazione

“Don Marco, il prete del carcere, veniva a trovarmi. Non sapeva niente di rap, io stavo già andando verso il buddhismo, ma ci univa il desiderio di essere felici, di trovare ciò che dura e che non illude”. – Massimo Pericolo

Un incontro improbabile, quello tra un rapper detenuto e un cappellano che ignora tutto della scena hip hop. Eppure, in quella stanza, si crea un ponte. Don Marco, autore del libro Monaco Guerriero, diventa una presenza costante, un filo che collega due mondi apparentemente inconciliabili: la spiritualità cristiana e la filosofia buddhista che Vanetti stava abbracciando.


La scelta del nome d’arte Massimo Pericolo nasce proprio durante la detenzione, visto che è lì che decide di trasformare la rabbia in musica, di dare forma a testi che raccontano quella realtà senza sconti. Una volta uscito, nel 2016, pubblica il primo street video, Baklava, e comincia a macinare chilometri nella scena locale con l’aiuto dell’amico e manager Xqz. La svolta arriva con i singoli 7 Miliardi e Sabbie d’Oro: il primo, prodotto da Crookers e Nic Sarno, supera il milione di visualizzazioni su YouTube in poche settimane.

Il 12 aprile 2019 esce Scialla Semper, l’album di debutto pubblicato da Pluggers e Lucky Beard. Otto canzoni che parlano di arresto, delusioni d’amore, amici, provincia. Uno stile che oscilla tra ironia tagliente e crudezza. Il disco debutta al quarto posto della classifica FIMI e viene certificato disco di platino. Il successo è arrivato, ma con lui anche un vuoto inaspettato.

Dichiarazione

“Ho capito una cosa: successo e soldi non danno la felicità. È la cosa che ripeto più spesso ai giovani che incontro. Quando sono arrivato in cima alla montagna, mi è sembrato di avere sotto non la roccia, ma il vuoto. Mi ricordo la sera del debutto al Forum di Assago: un trionfo, un delirio, ma poi un senso di vuoto. Cercavo qualcosa da postare sui social e non trovavo nulla”. – Massimo Pericolo


Oggi la vita di Alessandro Vanetti è radicalmente diversa. Meditazione buddhista, alimentazione sana, sport. Un percorso di consapevolezza che lo ha portato a rivedere anche il suo rapporto con la musica e con i testi che ha scritto.

Dichiarazione

“In primavera ero a Varese, un ragazzo mi si avvicina e tutto orgoglioso mi dice che sta bigiando. E mi canta una mia canzone in cui inneggio a farlo. Gli ho detto che avrebbe dovuto andare a scuola, lui ci è rimasto male e si è allontanato un po’ basito”. – Massimo Pericolo

L’episodio gli ha fatto riflettere sulla responsabilità che porta con sé ogni parola, ogni verso.

Dichiarazione

“Non posso cantare quello che non sono più. O meglio: nei concerti continuo a cantare le vecchie canzoni perché non rinnego la mia storia, che mi ha portato dove sono adesso, e quelle canzoni che la rappresentano. Ma oggi non riuscirei a scrivere nuovi testi sul me vecchio”. – Massimo Pericolo

Oggi Massimo Pericolo è molto diverso dal ragazzo che, da adolescente, lasciò Catania per trasferirsi a Brebbia, in provincia di Varese. Cresciuto senza il padre e folgorato da Eminem e dal film 8 Mile, ha trovato nella musica un modo per raccontare una realtà che conosceva fin troppo bene. Gli errori, il carcere e il successo hanno segnato profondamente il suo percorso, ma sono stati anche le tappe che lo hanno portato a diventare l’uomo che è oggi.


I primi passi nel rap li compie grazie a Kaso, che gli permette di registrare le sue prime tracce quando è ancora poco più che un ragazzo. Da lì in poi la carriera decolla: arrivano le collaborazioni con artisti come Mahmood, Marracash, Emis Killa, Guè e Tedua, il libro autobiografico Il Signore del Bosco, pubblicato da Rizzoli nel 2022, e album che lo consacrano tra le voci più riconoscibili del rap italiano.

Non è un caso che il suo ultimo disco si intitoli Le Cose Cambiano. Più che un semplice album, è la fotografia di una trasformazione personale iniziata dietro le sbarre e proseguita negli anni successivi, fino ad arrivare all’equilibrio che racconta oggi nelle sue interviste. Guardando al proprio passato, Massimo Pericolo non cerca giustificazioni e non prova nemmeno a mitizzarlo. Lo considera una parte della sua storia, qualcosa che gli ha insegnato chi non vuole più essere. Ed è forse questo il messaggio più forte che emerge dalle sue parole: il successo può arrivare, i soldi possono cambiare la vita, ma la vera conquista resta imparare a stare bene con se stessi.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.