Nei vicoli di Napoli, tra le pietre antiche di via dei Tribunali, è andata in scena una serenata, ma non aspettatevi rose rosse, chitarre romantiche e promesse d’amore eterno. Questa volta il balcone napoletano, da sempre palcoscenico di corteggiamenti e dichiarazioni appassionate, si è trasformato in qualcosa di completamente diverso: un monumento al ghosting, al silenzio improvviso, alla relazione che finisce senza spiegazioni.
Protagonista dell’iniziativa è Andrea Settembre, in arte semplicemente Settembre, il vincitore del Festival di Sanremo 2025 nella categoria Nuove Proposte. Il cantautore napoletano classe 2001 ha sorpreso passanti e residenti con un’esibizione improvvisata sotto un balcone, cantando insieme a una fan il suo ultimo singolo “Due Settimane”. Un video che in poche ore ha fatto il giro dei social, accompagnato da una scritta che è anche un invito provocatorio:
“Due settimane è il vostro inno di rabbia contro i vostri/le vostre ex. Contattatemi pure per dedicare ai/alle vostri/e ex ‘Due Settimane’.” – Settembre
L’immagine richiama immediatamente l’immaginario partenopeo più classico, quello immortalato da film, canzoni e dalla tradizione popolare: l’innamorato che si espone pubblicamente sotto la finestra dell’amata, con la voce e il cuore in mano. Ma nelle intenzioni di Settembre c’è un ribaltamento radicale del significato. Il balcone, simbolo di apertura verso l’altro e di possibilità, diventa qui teatro di una storia che si chiude nel silenzio più totale, senza confronto, senza una spiegazione. Una serenata al contrario, insomma.
“Due Settimane” racconta proprio questo: l’illusione di innamorarsi in un tempo brevissimo, l’intensità effimera delle relazioni moderne, per poi ritrovarsi soli e spiazzati, senza risposte. Un cortocircuito emotivo che la Generazione Z conosce bene e che ha un nome preciso: ghosting. Sparire nel nulla invece di affrontare la fine di una relazione, evaporare dai messaggi, dalle chiamate, dalla vita dell’altro come se nulla fosse mai esistito.
Settembre ha scelto di mettere in scena questo fenomeno proprio nella sua città, trasformando una tradizione centenaria in un gesto di denuncia generazionale, mettendo in evidenza non più l’amore che conquista, ma la rabbia che cerca voce. Non più la speranza, ma la catarsi. Il brano arriva dopo la firma del nuovo contratto discografico con LaTarma Records e si inserisce in un’estate fitta di impegni per il cantautore napoletano, che lo vedranno sul palco del Tim Summer Hits, a Battiti Live e alla tappa del Pizza Village di Pozzuoli.
Ma chi è davvero Andrea Settembre? Napoletano doc, la sua carriera artistica inizia molto prima della consacrazione sanremese. Bambino prodigio dei talent, debutta a soli 10 anni a Io Canto con Gerry Scotti, per poi passare per il palco del Politeama napoletano nel musical Grease. A 12 anni inizia già a scrivere canzoni proprie, dimostrando una maturità artistica precoce e sorprendente. Nel 2019 approda a The Voice of Italy nella squadra di Gigi D’Alessio, ma è nel 2023 che arriva l’exploit a X Factor. Nella squadra di Dargen D’Amico si fa notare con una cover intensa di “Amandoti” dei CCCP e con l’inedito “Lacrime”, spingendosi fino alle semifinali e conquistando l’attenzione del pubblico e della critica.
La vera consacrazione arriva nel 2025: dopo la vittoria a Sanremo Giovani, Settembre conquista il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con “Vertebre”, brano che gli vale anche il Premio della Critica “Mia Martini”, il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla” e il Premio “Enzo Jannacci” per la migliore interpretazione. Una tripletta che certifica il talento e la capacità di emozionare.
Il Comune di Napoli lo premia con una targa, la Rai lo chiama tra i giurati italiani dell’Eurovision Song Contest 2025. Un percorso fulminante che non ha però cambiato la sua identità artistica profonda. Del legame viscerale con la sua terra e con la sua musica, Settembre ha parlato più volte nelle interviste. Al Corriere del Mezzogiorno, raccontando il significato di “Vertebre”, aveva descritto la sua come una generazione “fragile, piena di sogni ma spesso senza certezze”, sottolineando la voglia di dare voce a chi si sente perso e cerca la forza di rialzarsi. Le vertebre come metafora della colonna portante, della struttura che tiene in piedi nonostante tutto.
Con “Due Settimane” e la sua serenata al contrario, Settembre continua quindi a raccontare una generazione che vive l’amore in modo diverso, trasformando una delle tradizioni più romantiche di Napoli in un simbolo del ghosting e delle relazioni che finiscono senza spiegazioni. E in un certo senso è il rovescio della medaglia rispetto a quanto accaduto pochi giorni fa a Boccadasse, dove una semplice canzone dedicata a una signora affacciata alla finestra è riuscita a unire centinaia di perfetti sconosciuti in un momento di autentica condivisione. Da una parte una serenata che nasce per dare voce a chi è stato lasciato nel silenzio, dall’altra un coro improvvisato che riporta al centro la vicinanza tra le persone. Due balconi, due città e due storie completamente diverse, accomunate però dalla stessa certezza: quando la musica incontra la strada riesce ancora a trasformare un gesto semplice in qualcosa di capace di emozionare migliaia di persone.
