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L’eliminazione del Brasile agli ottavi di finale del Mondiale 2026 contro la Norvegia ha riacceso una delle storie più bizzarre e discusse del calcio recente. Mentre Erling Haaland celebrava la vittoria per 2-1 che spediva a casa la Seleção, sui social network esplodeva un fenomeno che ormai accompagna ogni delusione verdeoro: il ritorno virale della “maledizione del gatto Hexa”.

Non si tratta di una leggenda metropolitana qualunque, ma di un episodio realmente accaduto durante i Mondiali del Qatar 2022, quando un gesto apparentemente banale si è trasformato nel simbolo di una crisi sportiva che dura ormai da anni. Cosa lega davvero un felino randagio alle sorti di una delle nazionali più vincenti della storia del calcio?

La risposta sta in un video che continua a circolare ossessivamente ogni volta che il Brasile delude. Siamo al 7 dicembre 2022, vigilia del quarto di finale contro la Croazia e nella sala conferenze stampa, mentre Vinícius Júnior risponde alle domande dei giornalisti, un gatto randagio fa la sua comparsa. L’animale, con la disinvoltura tipica dei felini, salta sul tavolo principale piazzandosi proprio accanto al giocatore del Real Madrid.


Quello che succede subito dopo scatena lo scandalo, con Vinicius Rodrigues, responsabile della comunicazione della Confederazione calcistica brasiliana, che afferra il gatto per la collottola e lo lancia letteralmente giù dal tavolo. Un gesto brusco, ripreso dalle telecamere e immediatamente diffuso in rete. La reazione è immediata: stupore tra i giornalisti presenti, indignazione crescente sui social media.

Il contesto rende tutto ancora più grave, visto che siamo in Qatar, in un paese dove la tradizione islamica riserva ai gatti un rispetto particolare. Nella cultura musulmana questi animali sono considerati creature benedette e qualsiasi forma di maltrattamento viene giudicata inaccettabile. Per questo motivo, il gesto del funzionario brasiliano assume una dimensione culturalmente offensiva oltre che eticamente discutibile.

Pochi giorni dopo quella conferenza stampa, il Brasile viene eliminato ai calci di rigore dalla Croazia. È l’inizio di quello che molti tifosi considerano oggi una vera e propria maledizione. La Confederazione brasiliana tenta di correre ai ripari: adotta il gatto e gli dà un nome simbolico, Hexa, riferimento al sesto titolo mondiale che il Brasile insegue senza successo da oltre vent’anni.


Ma l’operazione di pubbliche relazioni non basta a chiudere la vicenda ed il Forum Nazionale per la Protezione e la Difesa degli Animali del Brasile presenta una denuncia formale contro la CBF per presunto maltrattamento animale, chiedendo un risarcimento di 200mila dollari. L’accusa è chiara: il gatto non è stato trattato con la dignità dovuta a un essere vivente. Dopo la fine del Mondiale in Qatar, la federazione non è più tornata pubblicamente sulla questione.

Ma i numeri raccontano una storia che va oltre la superstizione. Dal Mondiale 2014 in poi, il Brasile non è più riuscito a raggiungere le semifinali di una Coppa del Mondo. Nel 2018 arriva l’eliminazione ai quarti contro il Belgio, nel 2022 la sconfitta ai rigori contro la Croazia, ora nel 2026 l’uscita prematura agli ottavi contro la Norvegia. Un declino progressivo che stride con la tradizione di una nazionale pentacampione del mondo.


L’ultimo trofeo ufficiale conquistato dalla Seleção resta la Copa América del 7 luglio 2019, vinta in casa contro il Perù. Successivamente sono arrivate solo delusioni: la finale persa della Copa América 2021 contro l’Argentina, l’eliminazione ai quarti della Copa América 2024 contro l’Uruguay ai calci di rigore e ora questo Mondiale 2026 chiuso in anticipo. Anche le qualificazioni mondiali sono state complicate, con un percorso altalenante che ha fatto tremare i tifosi verdeoro.

Per molti brasiliani, il video del gatto rappresenta simbolicamente l’inizio di questa fase negativa. Ogni eliminazione riporta in tendenza quelle immagini, trasformando un episodio di cronaca in un meme ricorrente e sui social network le condivisioni si moltiplicano, accompagnate da commenti che oscillano tra l’ironia e la genuina preoccupazione superstiziosa.


C’è chi cerca spiegazioni più razionali: crisi del movimento calcistico brasiliano, problemi di gestione federale, mancanza di un progetto tecnico a lungo termine. Ma la narrativa della maledizione del gatto Hexa continua a esercitare un fascino particolare, forse perché offre una spiegazione semplice a un declino complesso. Dopotutto, le superstizioni nel calcio hanno sempre avuto un peso significativo, e questa non fa eccezione.

Che si creda o meno alla maledizione, resta un dato di fatto: dal dicembre 2022 la Seleção brasiliana attraversa uno dei periodi più difficili della sua storia recente. E ogni nuova eliminazione riporta in tendenza il video del gatto Hexa, ormai diventato uno dei meme più ricorrenti del calcio internazionale. Un contrasto curioso con l’altra faccia del Mondiale 2026, dove proprio la Norvegia si gode il momento magico di Erling Haaland, protagonista non solo per i gol decisivi ma anche per i tantissimi meme che hanno conquistato il web. Se il Brasile continua a fare i conti con una “maledizione” diventata virale, il bomber norvegese è invece uno dei simboli più amati e condivisi di questo torneo.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.