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Immaginate una Parigi dove un ragazzino di quattordici anni riesce a monopolizzare i notiziari nazionali, a dividere l’opinione pubblica e a far parlare di sé più di qualsiasi politico o personaggio dello spettacolo. Non è un film, ma è la storia di Hamza, un adolescente che ha trasformato le strade della capitale francese nel suo personale set cinematografico, con un copione fatto di pistole ad acqua, spintoni nei canali e provocazioni alle forze dell’ordine. Il tutto ripreso, montato e condiviso sui social, dove i suoi video hanno raggiunto milioni di visualizzazioni, scatenando una tempesta mediatica senza precedenti.

La Francia si è letteralmente spaccata in due: da una parte chi vede in Hamza un semplice ragazzino alla ricerca di visibilità nell’epoca dei social, un adolescente che esagera ma senza reale cattiveria. Dall’altra chi lo considera un sintomo preoccupante del degrado sociale, un piccolo bullo che andrebbe fermato prima che la situazione degeneri ulteriormente. In un dibattito televisivo nazionale, qualcuno è arrivato a definirlo “sintomo di un Paese allo sbando”, mentre altri commentatori hanno evocato il “declino della società” per descrivere il fenomeno.

Ma cosa fa esattamente questo ragazzo per suscitare tanto clamore? I suoi video parlano chiaro: Hamza si muove per le strade di Parigi su uno scooter, svapando e orchestrando quello che lui stesso definisce “semplici scherzi”. Spinge persone nei canali mentre prendono il sole, spruzza acqua contro passanti ignari, ciclisti e perfino agenti di polizia. In uno dei filmati più controversi, si avvicina a due donne lungo un canale. Una di loro, intuendo le sue intenzioni, lo implora di fermarsi, ma lui la ignora completamente e la spinge in acqua, mentre gli amici che lo accompagnano scoppiano a ridere. Un’immagine che ha fatto il giro del web, diventando emblema di un certo tipo di inciviltà spacciata per intrattenimento.

@lamontagne_fr

Hamza “La Douane”, 14 ans, connait une petite notoriété pour ses incivilités au bord du canal Saint-Martin, à Paris, pendant la canicule.

♬ son original – La Montagne


Ed è importante precisare che non si tratta di episodi isolati, visto che Hamza ha documentato metodicamente le sue imprese: getti d’acqua contro automobilisti fermi al semaforo, ciclisti circondati da gruppi di ragazzi e poi completamente bagnati, provocazioni alle forze dell’ordine. In un caso ha persino organizzato un finto controllo doganale lungo il Canal Saint-Martin, minacciando di inzuppare i passanti con una pistola ad acqua se non gli avessero consegnato due euro. Un’estorsione in miniatura, giocosa solo in apparenza, che gli è valsa il soprannome di “La Douane”, la Dogana.

Sul fronte giudiziario, la situazione è tutt’altro che marginale, visto che secondo Le Figaro, il ragazzo sarebbe stato arrestato con l’accusa di essersi impossessato del telefono di un’altra persona. CNews ha rivelato che Hamza risulta fermato almeno dieci volte dalla polizia a partire da giugno 2025, con accuse che vanno dagli atti di violenza di gruppo al vandalismo.

Comunque la famiglia continua a difendere il ragazzo con convinzione e il padre, che vive separato dalla madre, descrive Hamza come un “bravo ragazzo” che “non fa del male a nessuno”, spiegando di lasciarlo libero di girare per Parigi perché convinto che non compia azioni davvero gravi. Invece la madre sostiene che gran parte delle critiche rivolte al figlio abbia una matrice razzista, una posizione che ha contribuito ad alimentare ulteriormente la polemica.

Anche Hamza, intervistato da CNews, respinge le accuse con parole destinate a far discutere:

Dichiarazione

“La gente dice che sono un teppista. La maggior parte delle persone è semplicemente razzista”. – Hamza

@jojo26713 #creatorsearchinsights #hamza la douane encore #foryou #explore ♬ son original – jojoo


Intanto sui social continua a rimbalzare sempre la stessa domanda: dove sono i suoi genitori? Molti si chiedono come un quattordicenne possa documentare provocazioni e aggressioni senza che la famiglia intervenga in modo efficace. Le risposte dei genitori, tra minimizzazione dei fatti e denuncia del razzismo, hanno finito per dividere ancora di più l’opinione pubblica.

Comunque senza troppe sorprese il fenomeno Hamza è esploso ben oltre i social, approdando nei talk show e sulle prime pagine dei quotidiani francesi. Ogni video diventa virale, alimentando quella ricerca di visibilità che spinge molti a interrogarsi su dove finisca lo scherzo e dove inizi il bullismo, ma anche sul ruolo delle piattaforme nel premiare contenuti sempre più estremi.

Ma come abbiamo accennato ad inizio articolo, oggi la Francia si ritrova profondamente divisa. C’è chi vede in Hamza un adolescente che ha bisogno di essere aiutato e chi invece considera il suo caso il simbolo di un fenomeno da fermare prima che faccia scuola. Nel frattempo, il quattordicenne continua a pubblicare nuovi video, restando al centro di un dibattito che, paradossalmente, cresce proprio grazie ai contenuti che continua a condividere.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.