Venerdì 26 giugno 2026, una data che difficilmente Francesca Michielin e Davide Spigarolo dimenticheranno. Non solo per il fatidico sì pronunciato nella Pieve di Sant’Eusebio, a Bassano del Grappa, ma per l’intera giornata che ha segnato l’inizio ufficiale della loro vita insieme. Una cerimonia blindata, protetta da un servizio di sicurezza privato che ha tenuto a distanza stampa e curiosi, in un quartiere che per la cantautrice rappresenta le radici, la casa, il luogo dove è cresciuta e a cui ha scelto di tornare dopo l’esperienza milanese.
Francesca, 31 anni, e Davide, prossimo ai 32, si conoscono dai tempi della scuola. Un amore che è rimasto nell’ombra per anni, uscito allo scoperto nel 2022 e ora suggellato dal matrimonio. La scelta della data non è casuale: il 26 giugno rimanda proprio al periodo in cui i due hanno iniziato a costruire il loro rapporto, attraversando insieme anche momenti difficili. Tra questi, l’intervento chirurgico che quasi tre anni fa ha portato all’asportazione di un rene per Francesca, un periodo delicato che ha visto Davide al suo fianco.
La cerimonia è stata riservata a una ristretta cerchia di familiari e amici. L’antica chiesa di Sant’Eusebio, a poche centinaia di metri dalla casa dove la coppia convive da un paio di anni e dove Francesca ha allestito uno studio di registrazione attrezzatissimo, ha garantito quella tranquillità che gli sposi cercavano. Nemmeno il bollettino parrocchiale aveva fatto menzione del rito, a testimonianza della volontà di mantenere il più possibile privato questo momento.
Gli addobbi floreali scelti per la chiesa erano girasoli, fiori solari che hanno illuminato la navata in una giornata di caldo record. Francesca indossava un abito bianco semplice ma raffinato, in stile medievale con maniche lunghe e coprispalle in tulle, i capelli sciolti sulle spalle. Davide aveva scelto un completo marrone con una gerbera arancione all’occhiello, in pendant con i girasoli. Anche gli invitati hanno mantenuto una linea sobria, in sintonia con il carattere riservato della coppia.
La cerimonia è stata scandita da preghiere, letture e canti, ma con alcuni elementi inaspettati che hanno sorpreso i presenti. Gli sposi non si sono seduti davanti all’altare secondo la tradizione, ma tra i tre sacerdoti che hanno celebrato il rito, rivolti verso familiari e amici. Un modo per sentirsi più vicini alle persone care, per condividere davvero quel momento invece di viverlo di spalle. I nonni di Francesca hanno consegnato le fedi, un gesto carico di significato e di continuità generazionale. I cugini hanno letto auguri di buona vita per entrambi.
E poi, la sorpresa più grande: Francesca ha cantato l’Hallelujah di Haim, emozionando tutti i presenti. Un momento intimo e potente, in cui la voce che ha conquistato l’Italia da quando era poco più che adolescente si è fatta ancora più personale, ancora più vera. L’abate don Andrea Guglielmi nell’omelia ha citato alcune delle canzoni più significative della Michielin: Distratto, L’amore esiste, Battito di ciglia, Fango in Paradiso. Brani che raccontano l’evoluzione artistica e personale della cantautrice, il suo sguardo sul mondo e sui sentimenti.
Il sacerdote ha fatto anche riferimento al mondo dello sport da cui proviene Davide Spigarolo, ex saltatore in alto e ora allenatore, figlio di Gabriella Dorio, leggenda dell’atletica italiana e oro olimpionico nei 1500 metri a Los Angeles 1984. Un incrocio tra due universi, quello della musica e quello dello sport, che nella coppia trovano una sintesi armoniosa.
Al termine della cerimonia, gli sposi hanno ringraziato i presenti con parole che hanno toccato tutti. Hanno spiegato che la data scelta per il matrimonio è legata all’inizio del loro rapporto e a ciò che hanno dovuto affrontare insieme, compresi i momenti più bui. Hanno poi condiviso una promessa che va oltre la dimensione privata: “Vogliamo essere un porto sicuro per voi, un luogo in cui chi si sente solo può rifugiarsi, trovando la forza della condivisione e la gioia di stare insieme. Ci impegneremo a seminare bellezza nel mondo, a resistere ai pettegolezzi e a diventare un punto di luce nel buio“.
Parole che risuonano con particolare forza in un’epoca in cui i social media amplificano ogni aspetto della vita pubblica, spesso trasformandolo in merce di scambio per like e commenti. La scelta di Francesca e Davide di proteggere il proprio matrimonio, di viverlo in modo autentico e riservato, rappresenta una forma di resistenza a quella che la stessa cantautrice ha definito in passato la caccia alle streghe moderna, quella che avviene sui social.
Dopo il fatidico sì e i ringraziamenti, la coppia ha regalato un’ultima immagine indimenticabile ai pochi che sono riusciti a vederla: gli sposi sono saliti su una Vespa rossa guidata da Davide e si sono allontanati dalla chiesa, attraversando le vie del quartiere verso la location segreta dei festeggiamenti. Un’immagine cinematografica, profondamente italiana, che richiama i film della nostra tradizione e quel senso di libertà e di leggerezza che una Vespa rossa sa trasmettere.
La scelta di sposarsi proprio a Sant’Eusebio rappresenta per Francesca la continuità con la decisione presa qualche anno fa di tornare a vivere nella sua Bassano. Dopo l’esperienza milanese, necessaria per la carriera ma forse troppo distante dalle sue radici, la cantautrice ha scelto di ricostruire la propria vita nel luogo dove è cresciuta. Ha acquistato una casa a poche centinaia di metri da quella dei genitori, l’ha trasformata anche in uno spazio di lavoro professionale, e ha dimostrato che si può essere artisti di successo nazionale senza necessariamente vivere nelle metropoli.
