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Pensateci bene: anche tra universi che non dovrebbero mai incontrarsi, a volte c’\u00e8 qualcosa che ci sfugge, un dettaglio che incanta e inquieta. The Boroughs e Stranger Things: sono davvero mondi separati? O forse, nascosto proprio dove meno ce lo aspetteremmo, si cela un richiamo segreto, un piccolo cortocircuito narrativo che solo i pi\u00f9 attenti riescono a cogliere? Ma quale dettaglio ha davvero fatto impazzire i fan? E perch\u00e9 quell’omaggio ha acceso cos\u00ec tante discussioni?

Mostri in due paesini: parallelismi che inquietano

The Boroughs e Stranger Things, almeno sulla carta, non potrebbero essere pi\u00f9 diversi. Due universi narrativi distinti, ciascuno con i propri mostri, i propri misteri, le proprie ferite nascoste. Eppure, entrambi partono da uno stesso elemento archetipico: la piccola comunit\u00e0 isolata, quella che si stringe di fronte allo sconosciuto. In Stranger Things siamo ad Hawkins, dove i bambini affrontano i demoni del Sottosopra. In The Boroughs, invece, gli anziani di una comunit\u00e0 apparentemente tranquilla sono costretti ad affrontare qualcosa di ancora pi\u00f9 alienante: una creatura soprannaturale, chiamata Madre, capace di garantire una eterna giovinezza. Ma la lotta tra normalit\u00e0 e soprannaturale prende qui una forma diversa. Dove Stranger Things sembra chiedersi cosa succede quando l’infanzia viene violata dal mostruoso, The Boroughs punta i riflettori sull’anzianit\u00e0, sull’eredit\u00e0 della perdita e sull’inganno della vita eterna. Un rovesciamento di prospettiva, che sembra segnare un solco tra le due serie. Eppure manca ancora un dettaglio, un punto di contatto che nessuno si sarebbe aspettato.

Lo specchio stregato: tra immortalit\u00e0 e riflessi deformi

Nel cuore della narrazione di The Boroughs, Sam, dopo la morte della moglie Lily, si ritrova invischiato in una trama fatta di immortalit\u00e0, sangue e desiderio di liberazione. Con i vicini, si mette al servizio di Madre, che esausta chiede finalmente di morire. Il ciclo sembra chiudersi con l’esplosione della creatura nelle stesse grotte dove era nata, distruggendo insieme anche Shaw, l’architetto di quell’immortalit\u00e0 contraffatta. E qui arriva il colpo di scena. L’ultima scena \u00e8 quella che ha destabilizzato tutti: Sam, apparentemente in salvo, festeggia con i suoi cari, ma quando si rifugia in bagno per curarsi la ferita alla testa, il suo riflesso allo specchio si comporta in modo anomalo, quasi come se la realt\u00e0 si stesse incrinando. Una sequenza che vale pi\u00f9 di mille parole e che sembra gridare: attenzione, il male non \u00e8 mai davvero sconfitto. Ma perch\u00e9 proprio quello specchio? E dove l’abbiamo gi\u00e0 visto?

Un’eco da Hawkins: citazioni tra passato e presente

Gli spettatori pi\u00f9 affilati non hanno potuto fare a meno di cogliere il parallelo. La scena dello specchio richiama subito l’epilogo della prima stagione di Stranger Things: Will nel bagno, salvo ma segnato, che sputa nel lavandino un residuo del Sottosopra. Anche qui, la tranquillit\u00e0 post-avventura \u00e8 solo un’illusione. L’oscurit\u00e0 rimane, il legame col mostruoso resiste. Non \u00e8 un caso, quindi, che la regia di The Boroughs scelga lo specchio come simbolo di un confine fragile, come portale tra ci\u00f2 che dovrebbe essere superato e ci\u00f2 che, invece, continua a tormentarci. Ma la tensione resta, sospesa: \u00e8 solo un ammiccamento, o il segreto di Sam e di Madre ha ancora un futuro? Ecco la verit\u00e0: quella scena \u00e8 un omaggio consapevole alla tensione finale di Stranger Things. Lo ha confermato lo stesso co-ideatore di The Boroughs, Jeffrey Addis: \”Una delle inquadrature finali \u00e8 un omaggio a Stranger Things. C’entra uno specchio. Questo \u00e8 tutto quello che dir\u00f2 per chi non l’ha ancora visto\”. Il dettaglio \u00e8 questo: la paura, a volte, risorge proprio dove crediamo di essere al sicuro. E se nelle narrazioni moderne i mostri cambiano volto, il loro riflesso ci osserva ancora, sempre dall’altra parte dello specchio.

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Andrea Greco è un content creator con oltre 8 anni di esperienza nel settore tech e intrattenimento. Laureato con lode in Ingegneria Informatica, testa personalmente ogni prodotto e ha pubblicato oltre 1.200 articoli sul web.