Spirito Vorpaaaal!
In quanti lo hanno urlato a gran voce? Ecco, se siete anche voi fan delle avventure di Sunraku, vi consigliamo di restare, poiché tra gli ospiti più attesi del Comicon Napoli 2026 spiccavano proprio Ryosuke Fuji e Katarina, mente e matita dietro uno degli shonen più amati degli ultimi anni: Shangri-La Frontier. L’incontro, reso possibile grazie all’organizzazione Comicon e a Panini (Planet Manga), ci ha permesso di approfondire il dietro le quinte di un’opera che, partita come web novel, è diventata prima un manga di enorme successo e poi un anime in grado di conquistare il pubblico internazionale. Persino me, nonostante la sua natura da isekai!
Dalla web novel al successo vero e proprio
Prima di diventare un manga serializzato su Weekly Shōnen Magazine, Shangri-La Frontier nasce come romanzo (novel ndr) online scritto da Katarina. La storia mescola fantasy, competizione da veri gamers e cultura videoludica contemporanea, costruita attorno a un protagonista decisamente fuori dagli schemi: Rakuro Hizutome, alias Sunraku, un giocatore ossessionato dai cosiddetti “kusoge”, videogiochi mal realizzati e pieni di bug, glitch e quant’altro.
Ma l’adattamento manga illustrato da Ryosuke Fuji ha rapidamente trasformato la serie in un successo editoriale, culminato con la vittoria del 47° Kodansha Manga Award nella categoria Shōnen. Parallelamente, l’anime ha consolidato la popolarità dell’opera, tanto che la terza stagione è già prevista per gennaio 2027. Ma torniamo un attimo indietro nel tempo: da dove nasce l’idea di Shangri-la Frontier? C’è stato un momento preciso in cui è scattato quel “qualcosa”?
Katarina sensei: Inizialmente ho pensato appunto di creare un’opera di fantasia. Ma, nel momento stesso in cui – in un’opera di fantasia – il protagonista muore, tutto finisce lì, giusto?
Per questo motivo ho pensato di rendere il protagonista un giocatore, con tante vite da poter sfruttare e che – dopo la morte – potesse tornare indietro, al punto iniziale della storia. E così continuare a combattere.
Ma adattare una web novel non è solo disegnare quello che c’è scritto, è anche pensare a scegliere cosa mostrare, cosa accelerare, cosa rendere spettacolare e così via. Quanto Fuji-san si è sentito libero nel reinterpretare il testo di Katarina sensei?
Fuji sensei: Io devo cercare di trasformare in disegno ciò che scrive il maestro Katarina, il mio ruolo è spettacolarizzare qualcosa che è stata descritta in precedenza.
Fuji, già noto per aver lavorato all’adattamento manga di Attack on Titan: LOST GIRLS, ha raccontato dunque quanto sia stato naturale entrare nel mondo creato da Katarina, ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più interessanti di Shangri-La Frontier: il rapporto tra testo scritto e rappresentazione dello stesso. Ma come si disegna un mondo imperfetto come quello dei videogiochi?
Fuji sensei: Io conosco bene il mondo dei videogiochi, i bug, i glitch, e nel momento stesso in cui Katarina sensei ha iniziato a scrivere la novel già sapevo come poter visualizzare queste imperfezioni in formato fumetto, renderle reali per i lettori di un manga.
Un fantasy dove la morte non è mai la fine
Prendere le regole del videogioco e trasformarle in linguaggio narrativo: questo il cuore della serie. La morte del protagonista non rappresenta più un finale, bensì si casca in un loop continuo di sfide, fallimenti e nuovi tentativi. Una filosofia che richiama apertamente il design dei giochi moderni più impegnativi.
Non sorprende quindi che, parlando delle sue influenze, Katarina abbia citato direttamente FromSoftware e Elden Ring come punti di riferimento fondamentali, essendo in realtà entrambi videogiocatori.
Katarina sensei: Anche io ho adorato giocare a questi videogiochi di serie B, ma se dovessi scegliere il mio videogioco preferito beh sarebbe Elden Ring!
Mi sono lasciato ispirare non solo dai videogiochi, ma anche dal guardare altre persone giocare a suddetti videogiochi. Ha inciso molto anche From Software nella realizzazione dei miei personaggi.Oltretutto, ho preso spunto – e seguo tutt’ora – lo sviluppo di una novella in particolare: Sword Art Online!
Mentre Fuji san ha ammesso di essersi lasciato spesso ispirare dai design di Toriyama sensei:
Fuji: Ho subito l’influenza di Toriyama-sensei, ma anche Katsuhiro Otomo.
Un approccio molto contemporaneo, che riflette l’epoca dello streaming e della cultura condivisa del gaming online. Eppure, tra gli elementi più iconici dell’opera c’è un elemento in particolare: la celebre maschera da uccello di Sunraku. Alla domanda sul perché di questa scelta estetica, Katarina ha risposto con ironia:
Beh, sicuramente è qualcosa che colpisce subito, no? Un personaggio con indosso una maschera da uccello resta impresso nelle mente del lettore, ed io volevo fare questo! Ho raggiunto il mio obiettivo.
E in effetti è difficile dargli torto. Da lettori e fan degli anime, è stato semplice constatare tristemente quanto i protagonisti shonen – e non – siano ormai così simili tra loro, copie perfette di un modello ormai trito e ritrito. Ma Sunraku? Sunraku no, esce dagli schemi, riuscendo a distinguersi immediatamente grazie al design eccentrico, parte integrante dell’identità della serie.
Un rapporto creativo senza attriti
Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dall’intervista è stato il rapporto tra autore e illustratore. In un’industria spesso caratterizzata da tensioni creative, Katarina e Fuji sembrano invece lavorare in perfetta sintonia.
Non c’è mai stato un momento di incomprensione tra noi due. La nostra è una collaborazione proficua e continua, talvolta certo Fuji sensei chiede magari consiglio sul come realizzare una tavola o creare un personaggio, ma non c’è mai stato un momento di “disaccordo”.
Fuji chiede spesso consigli su personaggi e tavole, mentre Katarina partecipa attivamente anche all’adattamento anime, offrendo indicazioni su come trasporre scene e sequenze.
Siamo molto coinvolti e spesso sono io a dare input sulla realizzazione degli episodi. Spesso mi fanno tantissime domande su “come adattare” una tavola o l’altra.
E’ lo stesso tipo di collaborazione che c’è tra autore e illustratore.
Un metodo che probabilmente spiega anche la coerenza che la serie è riuscita a mantenere passando dalla web novel al manga fino all’anime. Dopotutto, come hanno confermato i maestri, Weekly Shonen Magazine non gli ha mai “imposto dei freni” in termini di realizzazione. Pertanto, Katarina ha ammesso di non essere mai dovuto scendere “a patti”, e di essere riuscito a mantenere l’originalità della sua serie:
Inizialmente ho pubblicato la novel su un sito dove chiunque può caricare le proprie storie (una sorte di EFP ndr) e leggere quelle di altri autori gratuitamente. Ma la particolarità della piattaforma è che, dopo aver caricato qualcosa, qualunque fruitore può aggiungere “qualcos’altro”. Ancora oggi è una possibilità: chiunque può aggiungere e scrivere qualcosa di suo alla mia novel. Quindi sì, sta mantenendo la sua originalità.
Un successo che non sembra ancora reale
Qual è il vostro personaggio preferito di Shangri-la Frontier? E quale, invece, vorreste assolutamente evitare di incontrare?
Katarina: Sunraku, senza dubbio. Mi è nato dal cuore. Mentre quello che non preferisco è Pencilgon… perché è troppo più intelligente di lui!
Fuji: Daisaku, mentre quello che non amo è Wezaemon … perché è difficile da disegnare!
Nonostante il successo internazionale, il Kodansha Manga Award e l’imminente terza stagione anime, Katarina ammette di non essersi ancora completamente abituato alla popolarità dell’opera.
Ancora oggi non mi sembra vero. Penso sia un sogno ad occhi aperti.
Forse è proprio questa spontaneità il segreto di Shangri-La Frontier: un’opera nata dalla passione autentica per i videogiochi, capace di parlare sia agli appassionati hardcore sia a chi cerca semplicemente un grande adventure shonen. Un’avventura ancora lontana dal “Game Over”.
