La percezione di Robert Kirkman come padre dello zombie contemporaneo grazie a The Walking Dead porta a pensare che il creatore di Invicibile sia automaticamente la mente dietro a qualsiasi operazione a base di morti viventi. Anche la sua opera in Marvel Comics non poteva che esser legato agli zombie, ma troppo spesso ci si dimentica il fondamentale contributo di Mark Millar per la nascita di Marvel Zombies.
Ricordato in casa Marvel soprattutto per Civil War e per la rua run di Wolverine, Millar è stato autore di Ultimate Fantastic Four, parte di quel rilancio Ultimate che a vent’anni fa aveva portato gli eroi della Casa delle Idee nel nuovo millennio. Operazione pensata per alleggerire personaggi come Spider-Man, X-Men e Fantastici Quattro dal peso di un continuity che poteva spaventare nuovi lettori, ma che ha consentito a scrittori come Millar di concedersi delle libertà creative.
Marvel Zombies, come l’eroe diventa il cattivo

Forte di questa libertà, Millar non perse l’occasione di contrapporre il più geniale degli eroi marveliani una sua versione mostruosa. La scelta di affidarsi agli zombie, anziché a un classico doppelganger, è stata vincente, soprattutto perché la cultura americana – e di riflesso, anche la nostra – all’epoca aveva ancora una concezione da critica sociologica verso lo zombie.
Romero aveva dato una connotazione precisa con il suo La morte dei morti viventi (1968), anche se in tutto il film non utilizza mai il termine zombi. Eppure, la sua visione di questo mostro del folklore haitiano aveva proiettato i morti viventi nella pop culture, consacrazione incoronata da Thriller di Michael Jackson. Un ruolo di successo, ma soggetto a regole ferree, che aveva ingabbiato il mito dello zombi.
La scelta di Millar sembra quindi andare in una direzione che conducesse gli zombi verso una caratterizzazione, nella Casa delle Idee. Dove gli zombi non era una novità, ma un gradito ritorno condito di nostalgia, visto che Stan Lee aveva creato The Zombie per Menace, la pubblicazione horror dell’era Atlas.
Tuttavia l’intuizione di Millar ha portato alla creazione di un what if…? marveliano che è arrivato anche al mondo dell’animazione, con Marvel’s Zombies, che rielabora il concetto fumettistico in ambito seriale, su Disney Plus.
L’arrivo dei Marvel Zombies

I Fantastici Quattro sono dei promettenti adolescenti, che sotto il controllo del dottor Storm lavorano nel Baxter Building, dove realizzano progetti avveneristici per contro del Governo. I loro poteri li hanno però resi dei personaggi pubblici, la voglia di fare la differenza è tale che li spinge a lanciarsi in avventure che rischiano di gravare sulla loro giovane età.
A patirne è soprattutto Reed Richards, che nonostante il suo potere sembra non avere la stessa elasticità nei suoi rapporti. Un peso che sembra trovare una sollievo nel confrontarsi con la versione di sé stesso proveniente da un altro mondo del multiverso, Terra-2149. Questa versione più adulta di sé lo sostiene, incentiva a dare sfogo alla sua creatività promettendo che le cose miglioreranno, come dimostra la presenza di suo figlio, Franklyn. I due concepiscono un portale che consente di collegare questi due mondi, ma quando questo viene attivato e Redd lo varca scopre un’orrenda verità: Terra-2149 è popolata di non morti.
Tutti gli eroi della Terra – di questa Terra, anzi – sono stati infettati da un virus che li ha trasformati in zombie, famelici e spietati, che hanno sterminato la popolazione umana. I pochi sopravvissuti si nascondono, guidati da Magneto. Nel tentativo di salvarli, Reed li porta nel suo mondo, ma non sono i soli che lasceranno Terra-2149
Da comparse a protagonisti

Millar con Crossover (Ultimate Fantastic Four 21) mette in moto quello che diventerà uno dei contesti orrorifici più amati della Casa delle Idee. Merito anche di Greg Land che con il suo tratto realistico trasmette in pieno l’orrore della vicenda, concedendosi anche di omaggiare un cult come Giorni di un futuro passato.
Crossover lancia quindi i Marvel Zombies, che all’interno di Ultimate Fantastic Four hanno un ruolo limitato. La loro fortuna arriva nello stesso anno del loro esordio, quando Marvel decide bene di sfruttare le potenzialità di Terra-2149, chiamando in causa proprio Robert Kirkman, che un anno prima si era fatto notare con il suo The Walking Dead.
Non si rifiuta facilmente una proposta Marvel, anche se hai il timore di venire etichettato come ‘quello degli zombi’, ma i dubbi di Kirkman vengono meno quando intuisce che non sarebbe la solita storia di zombi. Le creature di Terra-2149 hanno ancora la loro mente intatta, seppure piagata dalla sanguinosa fame, e non sono i cattivi, ma i protagonisti della storia, portando a un ribaltamento della tradizione narrativa dei personaggi: non si parla di sopravvissuti, ma dei carnefici. Non solo, ma abbiamo davanti lo scenario più temuto di una storia sugli zombie, ovvero la vittoria dei non morti.
La nota capacità di Kirkman di riadattare concept narrativi è fondamentale per Marvel Zombies. I nostri non morti sono gli eroi che prendono coscienza di esser divenuti dei mostri, tra chi vorrebbe trovare una cura e chi immediatamente considera questa una potenziale evoluzione. Kirkman si diverte prima a raccontare l’evoluzione di questa piaga, con toni da horror comedy ed eventi splatter, ma ritrae anche i primi attimi del contagio, con Giorni Morti.
Recuperare Marvel Zombies

Da questi primi capitoli della saga dei morti viventi Marvel, sono poi arrivate diversi momenti in cui questi famelici hanno fatto la loro apparizione, dimostrando di essere divenuti un divertissement soprattutto per gli sceneggiatori, permettendo a Marvel di avere un corpus narrativo decisamente nutrito, tanto da concepire una parentesi in cui Deadpool intraprende un viaggio in compagnia della testa della sua controparte zombie.
L’interezza di questa saga a base di putrefazione, morsi e eroi famelici si può gustare in uno degli omnibus di panini, ma il cuore di questa saga è stato riproposto in Marvel Zombies: la fame, volume della Marvel Pocket Collection che rappresenta un ottimo primo passo in questo orrorifico, appassionante what if…?
