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Chi ha aggiornato l’app di Spotify questa settimana ha notato qualcosa di strano sulla schermata del proprio telefono: l’icona verde familiare è stata sostituita da quella che sembra una sfera scintillante tridimensionale, una disco ball che riflette la luce come nelle migliori discoteche anni Settanta. A prima vista, specialmente su uno schermo piccolo, l’effetto può confondere: sembra quasi che il logo sia stato avvolto nel cellophane, con quel riflesso frammentato che cattura la luce in modo inaspettato.

Spotify ha mantenuto un certo mistero attorno a questa novità, rispondendo con tono giocoso sui social. Quando gli utenti hanno iniziato a interrogarsi sul nuovo look, l’account ufficiale su X ha semplicemente commentato:Non è adorabile?” con un cuore verde. Niente spiegazioni immediate, niente comunicati stampa roboanti, solo un invito implicito a scoprire da soli il significato di questo cambio d’identità visiva.

@scuolariki

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♬ audio originale – scuolaframer

La verità dietro la disco ball è emersa poco dopo: si tratta della celebrazione del ventesimo anniversario dalla fondazione della piattaforma. Nel 2006, Daniel Ek e Martin Lorentzon co-fondavano Spotify in Svezia, con l’ambizione di rivoluzionare il modo in cui il mondo ascolta musica. Un rappresentante dell’azienda ha confermato a Variety che la sfera scintillante è proprio un simbolo festivo per questi due decenni di streaming.

La reazione social non si è fatta attendere: molti utenti non hanno apprezzato questa scelta. Molti si sono sentiti disorientati e così Spotify ha annunciato, attraverso il suo profilo X, che: “Va bene, sappiamo che i glitter non sono per tutti. Il nostro ‘glow up’ temporaneo sta per finire. La tua solita icona di Spotify tornerà la prossima settimana.

Parallelamente al nuovo logo, Spotify ha lanciato “Spotify 20: Your Party of the Year(s)”, un’esperienza interattiva disponibile esclusivamente via app mobile. Si tratta di un viaggio nostalgico attraverso la propria storia musicale personale sulla piattaforma: gli utenti possono scoprire il numero totale di brani unici ascoltati nel corso degli anni, la primissima canzone riprodotta quando hanno iniziato a usare il servizio e l’artista più ascoltato in assoluto. Una sorta di Wrapped permanente, ma che abbraccia l’intera esperienza di un utente con Spotify, non solo l’ultimo anno.

L’iniziativa include anche una playlist personalizzata con le 120 tracce più ascoltate di sempre, complete del conteggio preciso delle riproduzioni. È un modo per riscoprire quei brani che hanno accompagnato momenti specifici della propria vita, magari dimenticati tra le migliaia di canzoni salvate nelle librerie digitali. Sia gli abbonati premium che gli utenti gratuiti possono accedere a questa funzionalità, che naturalmente include la possibilità di condividere grafiche personalizzate sui social media, replicando il meccanismo virale che ha reso Spotify Wrapped un fenomeno culturale globale.

@giorgiorossellini auguri spotify #spotify #viral ♬ son original – piano8k

Vale la pena notare un dettaglio: mentre Spotify compie effettivamente vent’anni dalla fondazione avvenuta nel 2006, il servizio è sbarcato negli Stati Uniti solo nel luglio 2011. Per molti utenti americani, quindi, la storia personale con la piattaforma è più breve di due decenni, ma non per questo meno significativa. La scelta della disco ball come simbolo celebrativo non è casuale. Rappresenta festa, condivisione, un momento collettivo in cui la musica è al centro dell’esperienza sociale.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.