Devo fare un’importante confessione prima di addentrarmi nel parlare di LEGO Batman – L’eredità del Cavaliere Oscuro. Al netto del piacere di mettere mano su un titolo dedicato ai mattoncini LEGO, è innegabile come la magia iniziale sul fronte ludico tenda sempre a spegnersi dopo poco.
In qualche modo, che siate videogiocatori stagionati, ma anche freschi, di una cosa sono sicuro: avrete giocato almeno più di due o tre titoli videoludici a tema LEGO. Star Wars, Harry Potter, Batman, Indiana Jones, tutti quelli che volete. Le IP sono infinite e pad alla mano ci siamo sempre ritrovati tra le mani dei titoli estremamente divertenti, ma anche fortemente ripetitivi. Forti del valore citazionistico tra cultura pop e situazioni meta-meme (passatemi questa definizione), tutti i titoli LEGO offrono grande intrattenimento, risate genuine, ma sempre avviluppati ad un sistema di gioco che si ripete nel tempo.
Dunque ero partito un po’ titubante con questo titolo dedicato a Batman con la promessa di rievocare in particolare tutte le declinazioni cinematografiche, trilogia di Nolan in prima battuta, ma c’è stato un piccolo elemento che mi ha fatto cambiare idea e che dimostra quanto gli sviluppatori siano decisamente consapevoli che la formula va svecchiata e forse hanno trovato il gancio perfetto.
LEGO Batman, multiverso di pipistrelli

Le prime ore di LEGO Batman sono facilmente riconducibili ad una rilettura LEGO delle gesta di Bruce Wayne sotto la guida e la penna di Christopher Nolan. Questo risulta quasi una dichiarazione d’intenti che accoglie la struttura evolutiva del gioco da lì alle successive venti ore circa – tempo che ho utilizzato per completare il gioco.
La Lega delle Ombre, un addestramento da completare e una grammatica di gioco che svela il suo asso nella manica dopo poco tramite combattimento e rampini, posizione della camera e altri piccoli feticci che si apriranno poi dopo nelle grandi mappe di gioco: LEGO Batman è un capitolo dedicato ai fan – o orfani a voi la scelta – della saga di Arkham di Rocksteady. Anzi, c’è stata proprio una consulenza tecnica fortissima della stessa casa di sviluppo ai colleghi di TT Games per regalare un’esperienza decisamente unica.
Le frasi fatte e i semplici riassunti vengono in aiuto in un modo secco e diretto per parlare di cosa è e come funziona questo nuovo LEGO Batman: è essenzialmente un gioco LEGO, dedicato a Batman, con tutta la grammatica di gioco che si appoggia al glorioso sistema degli Arkham.
L’eredità totale di Batman

Sul gioco dunque, c’è poco da dire giacché oltre particolari sistemi e meccaniche, il gioco offre un catalogo estremamente corposo di quello che è stato Batman tra fumetti, cinema e altre apparizioni in rispettivi videogiochi, ma ovviamente il cuore centrale è proprio la declinazione cinematografica che regala tutte le possibili skin, con stessi personaggi presi da tanti universi e apparizioni.
Ormai post Doctor Strange nel Multiverso della Follia, il discorso legato a multiversi sta regalano tanto a scrittori, sceneggiatori quanto a sviluppatori, la possibilità di attraversare percorsi narrativi ed estetici inediti, con il gettone della sperimentazione pronto da essere speso. Costumi, incontri, personaggi iconici lodati dalle vecchie glorie. Progetti che rilanciano l’effetto nostalgia mentre cercano di ritrovarsi nelle struttura dell’intrattenimento di oggi.
LEGO Batman tacitamente mette il suo semino anche in questo terreno fertile, ma sempre difficile da gestire e forse è proprio il linguaggio LEGO che salva la baracca in calcio d’angolo, dove anche qualcuno come me, con un’idea ben precisa su cosa mi sarei trovato davanti, che cambia in corsa prospettiva e giudizio perché sì, è l’ennesimo gioco LEGO, con tante versioni di Bruce Wayne come di Selina Kyle, ma ha un cuore e un coraggio proprio a riprendere anche quella nostalgia ludica che non è da poco.
Da chi aveva già visto un certo potenziale nell’ultimo LEGO Star Wars o da chi cerca di capire ancora cosa può fare Rocksteady dopo Suicide Squad. La collaborazione attiva dimostra che c’è anche un cuore, lasciamolo pulsare e quelle altre 40 o 50 ore a sfrecciare su Gotham in modalità LEGO è stato un balsamo che non mi sarei aspettato di lodare.
