Alla riscoperta di una nazione. Si potrebbe riassumere così Undiscovered Country, la serie Image Comics pubblicata in Italia da saldaPress, in cui Charles Soules e Scott Snyder hanno messo a nudo le ipocrisie della land of freedom. A supportarli in questo viaggio distopico è stato Giuseppe Camuncoli, disegnatore della serie, che ha dato a questo immaginario ricco di icone e di simbologia a stelle e strisce la sua forma.
Undiscovered Country ci ha accompagnato per molto tempo, al punto che l’uscita del sesto ed ultimo volume dell’edizione italiana è uno degli eventi più attesi dai lettori di saldaPress. Una lunga attesa, che a Napoli Comicon 2026 abbiamo vissuto proprio con Giuseppe Camuncoli, rivivendo le emozioni di questo viaggio.
Undiscovered Country, born in the new U.S.A.

Mentre noi attendevamo la conclusione di Undiscovered Country, in America si sono succedute tre amministrazioni. Curioso, pensando a come Snyder e Soules avessero immaginato questo racconto come una disamina dell’attualità americana, scegliendo appositamente un autore europeo per avere una diversa prospettiva.
E la presenza di Camuncoli – con cui entrambi hanno lavorato – è sembrata la scelta migliore. Arrivati alla conclusione del viaggio nel cuore degli Stares, anche per il nostro Cammo è il momento di fare un bilancio della sua esperienza con Undiscovered Country:
Significa chiudere un progetto entusiasmante che comunque ci ha tenuto impegnati per tanti anni, raccontando una storia che comunque mi è rimasta molto nel cuore. Da non americano sono riuscito a raccontare un affresco dell’America fantascientifica – o pseudo fantascientifica – perché in tante cose ci siamo avvicinati purtroppo alla realtà in maniera pericolosamente simile.
Guardando a cosa accade oltreoceano, è comprensibile come alcuni degli spunti analizzati in Undiscovered Country siano divenuti un’inquietante anticipazione su eventi recenti. Anche sul piano artistico, arrivare alla conclusione di Undiscovered Country permette al Cammo di avere una certa curiosità su come il finale infiammerà gli animo:
Siamo super orgogliosi di quello che abbiamo fatto. La spirale è andata verso l’alto, verso lo spazio, insomma, lo sappiamo dalla fine del quinto volume; quindi, siamo anche molto curiosi di sentire un po’ dappertutto, nelle varie nazioni in cui è uscito il fumetto, quale sarà la reazione. Ovviamente in America, perché è un racconto che parla di America, ma anche in Italia, perché comunque l’affetto dei lettori italiani per noi è stato veramente molto molto importante
Il mondo è andato avanti

La scelta di avere un disegnatore europeo era uno dei desiderata dei due autori. Se da un lato avere un punto di vista differente significa arricchire la narrazione, dall’altro si rischia di avere una minor comprensione di alcuni tratti culturali specifici degli States. Per quanto il soft power americano sia diffuso – come viene raccontato in Possibilità – riportarlo in Undiscovered Country ha messo alla prova il talento di Camuncoli
E’ stato entusiasmante, una bella sfida, ma una sfida che mi è stata proprio messa su un piatto d’argento. A livello iconografico ci sono talmente tante cose, magari infilate in una vignetta. Mi hanno fatto disegnare tanti simboli dell’America, dalla palla da baseball al modulo lunare, e tutte le volte sono cose che sono talmente iconiche, talmente parte della cultura collettiva, che è proprio un piacere disegnare, è proprio gustoso. Altre cose invece che non conoscevo, sono state altrettanto interessanti, così come lo è stato elaborare la base della mitologia americana e costruire qualcosa di inedito, di nuovo, di futuristico, di fantascientifico.
Ma non è detto che questo scambio non possa andare anche nell’altra direzione, con un’intuizione che deriva dalla cultura europea, come racconta Camuncoli
A volte invece, a innescare qualcosa è la cultura europea. Senza fare spoiler, c’è una scena nella sceneggiatura dell’ultimo numero. in cui mi è venuto in mente Alessandro Magno, e quindi ho utilizzato quell’iconografia. Quando si parla di un grande conquistatore probabilmente a un americano non sarebbe venuto in mente, quindi tutta questa sfaccettatura della serie, andare da una parte e dall’altra, mi ha sempre arricchito.
Questo equilibrio tra le due componenti, americana e europea, potrebbe rappresentare una sfida. Per Camunicoli, per quanto avvezzo al mondo americano, alcuni elementi culturali e folkloristici – come il Chiodo d’oro o il Diavolo del Crucicchio – possono risultare complesse. Fungendo da ponte tra due culture, Camuncoli avrebbe potuto anche indicare a Snyder e Soules momenti da rivedere, onde evitare confusione nel lettore straniero, ma ha scelto un approccio differente
Non mi sono permesso perché questo fumetto è pubblicato in tanti paesi; quindi, non possiamo pensare a quanto in ogni singolo paese sia o meno conosciuta una certa specificità culturale americana. E comunque mi fido ciecamente di Scott e di Charles, hanno fatto un lavoro eccezionale, si sono confrontati, sicuramente quello che mettono, se anche dovesse risultare oscuro per qualcuno, ha sicuramente senso nella storia che stiamo raccontando
Critica e amore per gli States

Pur nascendo come un momento di critica agli States contemporanei, Undiscovered Country non manca di lasciar emergere il profondo amore che i tre autori hanno per gli Stati Uniti
Undiscovered Country, per Charles Scott, è una critica, ma anche una lettera d’amore, verso il proprio paese, senza veli, né da una parte né dall’altra, io sono un po’ nella stessa posizione, pur non essendo americano, è chiaramente una nazione a cui devo molto. È un posto in cui mi piace andare, e dico posto non a caso, perché veramente l’America è, un luogo in cui a volte faccio fatica, perché i ritmi sono diversi, perché le consuetudini sono diverse.
Undiscovered Country, proprio per queste sue caratteristiche, rappresenta un punto di contatto tra due culture, americana ed europea. Finora, gli States sono stati l’oggetto di questo viaggio di scoperta, ma a serie conclusa si potrebbe ribaltare la prospettiva, creando una nuova spirale narrativa
E forse è stata una spirale anche la nostra, abbiamo avuto un pochino di ritardi, chiaramente la serie doveva chiudersi prima, andare avanti di più, poi dopo insomma tutto quello che è successo alla fine ha fatto sì che in questi 36 numeri la storia si concluda. Non escludiamo eventualmente un domani di poter riprendere il discorso, sono nate sicuramente negli anni delle idee, anche magari di ambientare delle storie in un contesto che non è l’America. Undiscovered Country racconta l’America a chi non l’ha vista per tanti anni perché era stata chiusa al mondo esterno. Però non sappiamo, se non in alcuni sprazzi, che cosa è successo nelle altre parti del mondo, come la cultura americana è stata, visto che siamo tutti permeati di cultura americana. Un ragionamento che abbiamo in qualche modo accarezzato, poi magari si chiuderà qui e non riprenderemo mai, ma secondo me ci sarebbe spazio per raccontare altro. Ci sono talmente tanti punti di vista interessanti e stimolanti che potrebbero essere raccontati, magari anche da altri autori e non necessariamente da noi, oppure in altri media.
