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Il potere di un video su TikTok può essere devastante. Lo sa bene Alessandro Coscia, titolare del ristorante Antica Neviera di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, che il 23 aprile ha deposto davanti al tribunale di Sulmona confermando quanto dichiarato nella querela per diffamazione aggravata contro Rita De Crescenzo, la tiktoker napoletana divenuta celebre per i suoi contenuti e, più recentemente, per il caso di overtourism sulle piste da sci di Roccaraso.

La vicenda affonda le radici nel Capodanno del 2023. Quella sera del 31 dicembre 2022, De Crescenzo si recò nel ristorante abruzzese per il tradizionale cenone. Quello che doveva essere semplicemente un evento conviviale si trasformò in un caso giudiziario quando l’influencer, tornata a casa, pubblicò sul suo profilo social tre video nei quali raccontava la sua versione della serata. E qui comincia il problema.

Secondo quanto ricostruito dalla difesa del ristoratore, rappresentata dall’avvocata Gaetana Di Ianni, nei filmati De Crescenzo avrebbe affermato tre cose precise: di essere stata invitata come ospite d’onore, di non aver mangiato bene e di aver sostanzialmente digiunato, e infine avrebbe esortato i suoi follower a non frequentare il locale. Tre affermazioni che, secondo la querela, sarebbero tutte false e avrebbero causato un danno concreto e misurabile all’attività.

La potenza amplificatrice dei social media ha fatto il resto. Come ha spiegato l’avvocata Di Ianni all’Ansa, ci fu un decremento immediato dell’affluenza al ristorante subito dopo la pubblicazione dei video, un calo che si protrasse per tutta la stagione. Quando hai centinaia di migliaia di follower, anche un semplice commento negativo può trasformarsi in una sentenza senza appello. E in questo caso, la sentenza sarebbe stata particolarmente severa per il ristorante di Castel di Sangro.

La difesa del ristoratore è netta: la signora De Crescenzo non era stata invitata come ospite, circostanza mai avvenuta, e le sue lamentele sulla qualità del cibo e sull’esperienza complessiva sarebbero infondate. Ma soprattutto, l’invito ai follower a evitare il locale avrebbe leso gravemente l’immagine sia del titolare che del ristorante stesso, con conseguenze economiche tangibili. Il processo sta procedendo secondo le aspettative della difesa di Coscia, che ha chiesto un risarcimento di 20mila euro per i danni subiti. La prossima udienza è fissata per il 13 ottobre, e sarà l’occasione per ulteriori sviluppi in una vicenda che solleva interrogativi sempre più pressanti sul potere degli influencer e sulla responsabilità che dovrebbe accompagnarlo.

Rita De Crescenzo ha scelto di non presentarsi in aula a Sulmona. Intanto, la storia continua a far discutere, dividendo l’opinione pubblica tra chi difende il diritto degli utenti a esprimere liberamente le proprie opinioni e chi sottolinea la necessità di maggiore responsabilità da parte di chi ha una platea vastissima. Quello che è certo è che il confine tra critica legittima e diffamazione, nell’era dei social media, è sempre più sottile e necessita di essere definito con chiarezza, anche attraverso precedenti giudiziari come questo.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ha iniziato a scrivere per DigitalDreams sui siti Cinemaserietv.it e brevemente su Cultweb.it e ha svolto il ruolo di responsabile news per ScreenWorld.it. Ora si occupa principalmente di stesura, gestione e organizzazione di news e articoli short form per BadTaste.it ed è il Community Manager di ScreenWorld.it.