Quando la politica tenta di sostituirsi alla fede, le conseguenze non tardano ad arrivare. Nemmeno se a farlo è il presidente degli Stati Uniti. Donald Trump si è trovato al centro di una bufera mediatica e religiosa dopo aver pubblicato su Truth Social un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae in vesti cristologiche: tunica bianca, mano che emana luce divina, nell’atto di guarire un malato circondato da militari, infermieri e fedeli in adorazione. L’immagine non è passata inosservata. Nel montaggio AI, Trump appare come una figura messianica intenta a imporre le mani su un infermo disteso in un letto d’ospedale. Attorno a lui, un’iconografia che mescola sacro e patriottismo americano: la bandiera a stelle e strisce, l’aquila nazionale, la Statua della Libertà, soldati e mezzi militari delle forze armate statunitensi. Dalla sua mano, una sfera di luce che richiama inequivocabilmente l’immaginario della guarigione miracolosa.
Il post arriva in un momento particolarmente delicato, subito dopo l’attacco frontale che Trump ha sferrato contro Papa Leone, accusato di essere “un debole” in politica estera, di “danneggiare la Chiesa cattolica” e di trovarsi in Vaticano “solo grazie alla sua vittoria alla Casa Bianca“. Ma se le invettive contro il Pontefice avevano già sollevato polemiche, questa raffigurazione ha superato ogni limite, innescando reazioni furiose anche tra i suoi più fedeli sostenitori. Megan Basham, influente commentatrice evangelica americana, non ha usato mezzi termini: “Non so se il presidente pensasse di essere divertente o fosse sotto influenza di sostanze o quale altra possibile spiegazione possa dare per questa vergognosa blasfemia“. La Basham ha chiesto a Trump di rimuovere immediatamente il post e di “chiedere perdono agli americani e poi a Dio“.
Le critiche non sono arrivate solo dai detrattori abituali. Isabel Brown, podcaster cattolica solitamente allineata con le posizioni della Casa Bianca, ha definito il post “disgustoso e inaccettabile“, aggiungendo che si tratta di “una lettura profondamente errata di come gli americani stanno vivendo un vero e bellissimo revival della fede in Cristo nel mezzo della nostra cultura fallimentare“. Persino Riley Gaines, ex nuotatrice schierata nella crociata presidenziale contro la partecipazione delle donne transgender nelle gare sportive femminili, ha espresso sconcerto: “Non riesco a capire perché l’abbia pubblicato, cercava una risposta? Cosa pensava veramente?“, invocando “un po’ di umiltà” e ricordando che “non si deve fare ironia su Dio“.
Fonti dell’amministrazione, interpellate dal Washington Post, hanno ammesso che il presidente si sarebbe spinto troppo oltre. Anche se molti sostenitori del movimento MAGA rappresentano Trump in termini messianici durante i suoi rally, quando è lui stesso a farlo “è come minimo blasfemo“, hanno dichiarato le fonti. Tuttavia, dalla Casa Bianca trapela un certo ottimismo: l’oltraggio tra la destra cristiana, prevedono, durerà solo pochi giorni, come è già successo in passato per altre controversie. Il coro di indignazione ha evidentemente raggiunto le orecchie del presidente. Nel pomeriggio italiano, l’immagine è scomparsa dal profilo Truth di Trump. Quando i giornalisti lo hanno interpellato alla Casa Bianca, il tycoon ha tentato una difesa surreale: “L’ho postata, pensavo che io fossi un medico. Aveva a che fare con la Croce Rossa che sosteniamo“. Poi ha aggiunto: “Solo i fake news media potevano” collegare l’immagine a Gesù. “Ero raffigurato come un dottore, si tratta di fare del bene alle persone. E io faccio del bene alla gente“.
Una giustificazione che ha lasciato molti osservatori perplessi, considerando gli elementi iconografici inequivocabili dell’immagine: la tunica, la luce divina, la composizione che richiama esplicitamente le rappresentazioni classiche dei miracoli evangelici. Come si possa confondere tale raffigurazione con quella di un medico della Croce Rossa resta un mistero che alimenta ulteriormente il dibattito. L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra Trump e il mondo religioso. L’attacco al Papa, seguito da questa controversa autoraffigurazione messianica, dimostra quanto il confine tra leadership politica e simbolismo religioso sia diventato sottile e pericoloso nella retorica trumpiana. Anche tra i sostenitori più fedeli, sembra emergere un disagio crescente quando la politica sconfina nella blasfemia, toccando corde profonde della sensibilità religiosa americana.
