Da grande fan della storia e della successione degli eventi che intaccano – più o meno – la nostra società, non potevo esimermi nel consigliarvi il mio genere anime preferito. Dopotutto, negli ultimi anni gli anime ambientati nel passato hanno conquistato sempre più spazio tra gli appassionati, un successo che deriva soprattutto dalla loro capacità di combinare dramma, mistero, politica, romance e persino fantasy. E in molti casi queste serie riescono a raccontare il passato in modo più vivido rispetto a molte opere live-action, grazie alla libertà creativa dell’animazione.
Abbiamo opere sottovalutate come Shouwa Genroku Rakugo Shinjuu, grandi classici come Rurouni Kenshin (addirittura reboottati di recente), ma anche Il monologo della speziale, uno degli esempi più riusciti di questo mix. Il motivo è semplice: una protagonista forte, dalle peculiari e benefiche passioni, che non necessita di “essere salvata”. Maomao, difatti, è una giovane speziale cresciuta nel quartiere a luci rosse e che, per errore, viene venduta come serva al palazzo imperiale. Grazie alla sua conoscenza di erbe medicinali, tossine e chimica, finisce però per attirare l’attenzione dell’eunuco Jinshi, che la coinvolge nella risoluzione di misteri legati alla corte.
Dunque abbiamo un mix di intrighi di palazzo, investigazione e osservazione sociale in un mondo fortemente ispirato alla Cina imperiale. E Cina e Giappone imperiale saranno d’ispirazione anche per altre serie anime che non potete proprio lasciarvi sfuggire!
Yona of the Dawn

Yona of the Dawn (Yona la principessa scarlatta) brilla di luce propria, combinando un’avventura epica di stampo medievale, l’attenzione alla crescita personale dei protagonisti, amore e intrighi politici da far girar la testa. Oltretutto, come accennato in precedenza, la storia è ambientata nel regno immaginario di Kouka, chiaramente ispirato all’Asia orientale medievale.
Yona è inizialmente una principessa viziata e ingenua che vive protetta all’interno del palazzo reale. Cresciuta nel lusso, conosce ben poco delle difficoltà del mondo esterno e si preoccupa soprattutto della propria cotta per l’amico d’infanzia Su-won. Ma tutto cambia quando il padre della giovane viene ucciso a sangue freddo proprio da Su-won che, con un colpo di stato, costringe Yona a fuggire dal palazzo. Insieme alla sua guardia del corpo, Hak, la principessa si ritrova improvvisamente esposta alla realtà del suo regno: scopre la povertà e le sofferenze che colpiscono le regioni di Kouka, comprendendo quanto fosse stata cieca fino a quel momento. La monarchia ha fallito, ma Yona è decisa a riprendersi ciò che è suo di diritto al fine di prendersi davvero cura del popolo. Ma per farlo dovrà partire alla ricerca dei quattro guerrieri dragone, i leggendari discendenti dei draghi.
Uno degli elementi più interessanti della serie è proprio la crescita della protagonista. Yona dovrà imparare ad essere un essere umano decente e una principessa davvero degna del titolo, attraversando una trasformazione profonda, passando gradualmente da principessa insopportabile a leader determinata, imparando a combattere con l’arco e sviluppando una forte identità.
Moriarty the Patriot

Moriarty the Patriot non racconta le indagini del celebre detective, bensì le vicende secondo il punto di vista del suo storico rivale e arcinemico: William James Moriarty.
Ambientato nell’Inghilterra vittoriana del XIX secolo, nell’universo narrativo di Sherlock Holmes, troviamo tutto ciò che incuriosisce gli appassionati di storia: lotte tra classi, ambientazione decadente, il fetore che esala dai tombini, club esclusivi, una società profondamente segnata dalle disuguaglianze sociali. Qui, proprio come nella realtà, l’aristocrazia detiene gran parte del potere e della ricchezza, mentre le classi più povere vivono in condizioni estremamente difficili.
E Moriarty, piccolo orfano, è un genio della matematica che decide di combattere questo sistema dall’interno. Insieme ai suoi fratelli Albert e Louis organizza elaborati piani per eliminare nobili corrotti e destabilizzare la struttura sociale del paese. Il tutto sfidando ripetutamente Sherlock che, attratto dalle sue trame elaborate e micidiali, non perde occasione per raggiungerlo ovunque egli sia.
Anche in cima a un edificio in fiamme.
Intrighi politici e misteri incontrano qui il thriller psicologico, e il tono risulta altalenante: talvolta greve, talvolta più leggero. Ma il vero punto di forza della serie sapete qual è? Il rapporto tra i due personaggi. Piuttosto che essere semplici nemici, Holmes e Moriarty sviluppano una sorta di rivalità intellettuale accompagnata da una curiosa forma di rispetto reciproco.
Un buon enemies-to-lovers mascherato!
Emma: A Victorian Romance
Sempre sulla scia della Londra Vittoriana, vi consiglio Emma: A Victorian Romance, uno degli anime più storicamente accurati: l’abbigliamento, l’architettura e le abitudini quotidiane sono rappresentati con grande attenzione ai dettagli. Ambientato nella Londra del XIX secolo, racconta di una storia d’amore che si scontra con le rigide divisioni di classe dell’epoca.
Emma è una giovane domestica cresciuta in condizioni difficili ma che, dopo essere stata salvata dalla vita di strada da un’insegnante, diventa una cameriera istruita e rispettabile. La sua vita, però, cambia radicalmente quando incontra William Jones, il figlio di una ricca famiglia borghese. Tra i due nasce un sentimento sincero, ma la loro relazione non può esistere in una società fortemente classista, e i due si scontrano perennemente con la realtà dei fatti.
Il focus della serie è, dunque, proprio sulle convenzioni della società vittoriana. Come insegna anche Bridgerton, all’epoca le differenze di classe erano estremamente rigide e un matrimonio tra persone di status sociale diverso era considerato scandaloso. Emma e William devono sopravvivere alle pressioni familiari e sociali che minacciano di separarli, ammaliando gli spettatori con una trama romantica ma anche profondamente umana.
The Rose of Versailles
Tra gli anime storici più influenti di sempre, non poteva di certo mancare The Rose of Versailles (Lady Oscar – Le rose di Versailles), un vero classico dell’animazione giapponese. Ambientato nella Francia del XVIII secolo, racconta gli eventi che precedono la Rivoluzione francese attraverso gli occhi di due figure centrali: Maria Antonietta e Oscar François de Jarjayes.
Oscar è una donna cresciuta sin da neonata come un uomo per poter ereditare il ruolo del padre nella Guardia Reale. Forte, disciplinata e rispettata, si trova spesso divisa tra il proprio senso del dovere e la consapevolezza delle ingiustizie sociali che affliggono la Francia.
Ma cosa sarebbe una storia di corte senza intrighi? Nulla, ecco cosa sarebbe! E fortunatamente, Versailles straripa congiure, magheggi, amori non corrisposti, tradimenti e liaison. Per non parlare delle tensioni politiche che porteranno alla rivoluzione: difatti, come sempre, mentre l’aristocrazia vive nel lusso, il popolo francese soffre la fame e la povertà. Ed è proprio attraverso il personaggio di Oscar che l’opera riflette sul significato della giustizia e sulla difficoltà di scegliere da che parte stare in un momento di cambiamento senza precedenti.
Voi guardie reali avreste forse il coraggio di sparare al vostro ex comandante? Se proprio volete sparare sui rappresentanti del popolo, su degli uomini disarmati, dovrete prima passare sul mio cadavere!
Vinland Saga

Ormai è noto a tutti quanto io sia appassionata di Vinland Saga e quanto, a mio parere, quest’opera sia una delle più interessanti nel panorama anime\manga degli ultimi anni. Ambientato durante l’epoca delle invasioni vichinghe dell’Inghilterra, assistiamo alla crescita di Thorfinn, un giovane guerriero che desidera vendicare la morte del padre.
Eppure, mente all’inizio la trama sembra seguire il classico percorso di una storia di vendetta, con il passare del tempo, la serie si trasforma in qualcosa di molto più complesso. Thorfinn si trasforma, da bambino diventa un ragazzo, poi un uomo, assistendo in prima persona alla brutalità della guerra, vittima delle ambizioni politiche dei vari regni, spettatore del dolore dei popoli.
Ma la serie si distingue anche per il suo realismo storico: il mondo di Thorfinn e i suoi compagni viene rappresentato senza idealizzazioni, così ruvido, violento, rurale e fiero. Con un mix perfetto di realismo e personaggi profondi, Vinland Saga è considerato uno degli anime storici più impattanti degli ultimi anni, sebbene sia secondo – a mio parere – ad un’altra opera imprescindibile…
Kingdom

Sto parlando proprio di Kingdom, uno degli anime (e manga) storici più ambiziosi, ispirato a eventi storici reali legati all’unificazione della Cina. Ambientato durante il periodo degli Stati Combattenti, racconta la storia di Xin, un giovane orfano poverissimo che sogna di diventare il più grande generale del regno di Qin.
Sarà solo grazie al suo talento e alla determinazione che Xin riuscirà gradualmente a farsi strada nell’esercito, ed è qui che scoprirà il vero volto delle guerre: disfatta, dolore e morte camuffate da onore e gloria. L’anime pone l’attenzione sulle strategie militari, sulle rivalità tra generali e fazioni, fornendoci una panoramica sull’intera classe dell’esercito (e degli eserciti, trattandosi di più popoli).
Kingdom riesce a trasmettere la brutalità e la complessità della guerra antica, mostrando quanto il destino di intere nazioni possa dipendere dalle decisioni di pochi individui… un po’ come oggi.
Golden Kamuy

Uno degli anime storici più originali degli ultimi anni, perché riesce a combinare avventura, storia militare e studi antropologici in una singola narrazione. La serie è ambientata subito dopo la guerra russo-giapponese (1904-1905), un conflitto che segnò profondamente il Giappone moderno.
Saichi Sugimoto è un veterano di guerra soprannominato “Sugimoto l’Immortale” per la sua incredibile resistenza sul campo di battaglia. Dopo la guerra decide di cercare un leggendario tesoro d’oro nascosto in Hokkaido, un bottino rubato anni prima al popolo Ainu. Durante il viaggio incontra Asirpa, una giovane cacciatrice che accetta di aiutarlo nella ricerca a condizione che il tesoro venga restituito al popolo Ainu. Ma non sono i soli alla ricerca di ricchezze…
Semplice, diretto, senza fronzoli, eppure uno degli aspetti più notevoli della serie è la rappresentazione della cultura Ainu, un gruppo etnico indigeno del nord del Giappone. Vengono qui mostrate tradizioni, tecniche di caccia, cucina e credenze spirituali di questo popolo, mentre attorno si sviluppa una trama avventurosa e piena di colpi di scena, imprevedibile e ricca di humor e violenza.
Undead Murder Farce

Uno degli anime storici più eccentrici degli ultimi anni grazie al mix di mistero, horror gotico e letteratura ottocentesca. La storia è ambientata alla fine del XIX secolo in un mondo in cui creature soprannaturali come vampiri, licantropi e yōkai esistono realmente. Tuttavia, con l’avvento della modernità, queste entità stanno gradualmente scomparendo…
Tsugaru Shinuchi è un ex cacciatore di demoni trasformato in un essere ibrido grazie al sangue di oni. Un giorno viene avvicinato dalla misteriosa Aya Rindō, una detective che vanta due peculiarità: in primis è immortale, in secondo luogo è… una testa parlante! Aya, difatti, è stata decapitata da un misterioso criminale noto solo come “M”, ma non ha perso la vita. Accompagnati dalla fedele – e potente – domestica Shizuku, i due viaggiano attraverso l’Europa investigando su casi legati al mondo soprannaturale mentre cercano di recuperare il corpo perduto di Aya.
Oltre all’ambientazione dark, uno degli aspetti più avvincenti dell’anime è l’incontro con personaggi storici e letterari realmente esistiti: Sherlock Holmes, Arsène Lupin e persino Jack lo Squartatore. Pertanto, la serie gioca continuamente con le convenzioni del romanzo giallo e della narrativa gotica, creando intrighi complessi che richiedono deduzione e logica per essere risolti: e Aya è la migliore in questo.
The Elusive Samurai

The Elusive Samurai è uno degli anime storici più recenti e visivamente impressionanti degli ultimi anni. La storia si ispira liberamente alla figura reale di Hōjō Tokiyuki, un giovane aristocratico del Giappone del XIV secolo, erede del potente clan Hōjō, che per anni aveva controllato lo shogunato di Kamakura. Tuttavia la sua vita cambia drasticamente quando il generale Ashikaga Takauji tradisce il clan e ne provoca la caduta. Costretto a fuggire, Tokiyuki si ritrova improvvisamente senza famiglia, senza potere e con numerosi nemici pronti a eliminarlo.
Ma, a differenza di molti eroi degli anime d’azione, Tokiyuki non è un grande combattente: la sua abilità principale è la fuga. Nascondersi e sfuggire ai nemici diventano qualità fondamentali per sopravvivere in tempi di guerra, ma il ragazzino non si sarebbe mai salvato se non fosse stato per Yorishige Suwa, un sacerdote eccentrico che funge da mentore e stratega. Ed è proprio in Yorishige che lo spettatore troverà quel comic relief atto a stemperare la tensione e una storia altrimenti estremamente cupa.
Bonus: Ooku – The Inner Chambers
Ne abbiamo già parlato sui social, ma Ooku offre uno degli scenari più originali tra gli anime storici contemporanei, immaginando una realtà alternativa del Giappone durante il periodo Edo in cui una misteriosa epidemia ha sterminato circa l’80% della popolazione maschile. Poiché le donne risultano immuni al morbo, l’intera struttura sociale del paese cambia radicalmente: sono le matrone ad assumere gradualmente il controllo delle istituzioni politiche, delle attività economiche e persino dello shogunato.
Gli uomini rimasti diventano una risorsa estremamente rara e preziosa, pertanto molti vengono destinati a matrimoni combinati o utilizzati quali strumenti per garantire la discendenza delle famiglie più importanti.
Lo stesso titolo della serie – ooku – si riferisce alla sezione interna del castello dello shogun dove risiedono i concubini maschi selezionati per servire la sovrana. Qui viene costretto a vivere Arikoto, un ex monaco, che inizialmente mal sopporta la situazione. Tuttavia, con il tempo, l’uomo coltiva rapporti complessi con le persone che lo circondano, comprendendo i giochi di potere tra generi e le strutture sociali. Un dramma politico intenso che invita lo spettatore a riflettere.



