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Un coro di oltre 200 bambini che canta e accenna un balletto sulle note di una hit sanremese durante la messa. È quanto accaduto nella parrocchia di San Pio a Margherita di Savoia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Il parroco don Michele Schiavone ha scelto di inserire “Per Sempre Sì”, brano vincitore del Festival di Sanremo 2026 di Sal Da Vinci, nella celebrazione domenicale delle famiglie. Il video, condiviso sui social e ripreso da alcuni fedeli, è diventato virale in poche ore. E con la viralità è arrivata anche la polemica.

L’episodio si è verificato durante la messa delle famiglie celebrata il 1 Marzo. I protagonisti sono stati i bambini del catechismo, seduti nelle prime file, con genitori e nonni alle loro spalle. Al momento del ritornello di “Per sempre sì”, i più piccoli hanno iniziato a cantare, mentre alcune ragazze accompagnavano il momento con movimenti misurati, richiamando il balletto diventato popolare dopo la vittoria al Festival.

A guidare il coro e l’assemblea è stato lo stesso parroco, don Michele Schiavone, che ha invitato i fedeli a unirsi al canto. Secondo le testimonianze e le immagini diffuse, il tono è rimasto quello di una celebrazione religiosa. Niente atmosfera da concerto, nessun clima da spettacolo, ma un momento inserito nel contesto della liturgia. Solo alla fine si è levato un applauso breve e spontaneo, gesto che per alcuni ha reso più evidente il confine sottile tra rito sacro e cultura popolare.

Il video, condiviso sui social dallo stesso parroco e rilanciato rapidamente online, ha trasformato un’iniziativa nata in modo spontaneo in un caso cittadino e poi nazionale. In poche ore si sono moltiplicati commenti e reazioni. C’è chi ha giudicato l’episodio fuori luogo, parlando di mancanza di rispetto per la sacralità della messa e di “scandalo”, e chi invece ha difeso la scelta come un tentativo concreto di avvicinare bambini e ragazzi alla liturgia con un linguaggio che sentono vicino.

Il dibattito si concentra soprattutto su una domanda: è legittimo utilizzare un brano pop, per quanto dal testo percepito come positivo, all’interno di una celebrazione religiosa? I critici sostengono che la messa debba mantenere una distinzione netta rispetto ai fenomeni mediatici e musicali del momento. I sostenitori, invece, richiamano anche la celebre frase attribuita a Sant’Agostino, “chi canta prega due volte”, per sottolineare come il canto, se vissuto con spirito di fede, possa essere uno strumento di partecipazione autentica.

Il caso è interessante perché mostra come i social possano amplificare un evento locale trasformandolo in tema di discussione nazionale. Un gesto compiuto in una singola comunità parrocchiale è diventato oggetto di giudizi immediati e spesso polarizzati. Più che un semplice video virale, l’episodio di Margherita di Savoia racconta uno scontro di sensibilità. Tra chi vede nella contaminazione un rischio e chi la interpreta come un’opportunità di dialogo con le nuove generazioni.

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Amo il cinema fin da quando ero piccola, tant’è che è diventato il mio attuale percorso di studio all’università (studio al dams) e il mio sogno nel cassetto è quello di lavorare un giorno nel bellissimo mondo della settima arte come critica e in seguito come regista/montatrice