Il nuovo trailer di Toy Story 5 ha colpito al cuore un’intera generazione. Non solo perché la storica saga Pixar torna al cinema, ma perché mette al centro un tema inatteso: Woody sta invecchiando. Letteralmente. Il celebre sceriffo, doppiato ancora una volta da Tom Hanks, mostra una vistosa chiazza calva sotto il cappello. E questa scelta non è solo estetica: è parte integrante della trama. Pixar riporta sullo schermo i giocattoli più amati per raccontare una sfida attualissima: quella tra tradizione e tecnologia, tra giochi “di una volta” e schermi digitali.
Nel dettaglio, la nuova avventura riparte da Bonnie, ormai sempre più attratta da un tavolo smart a tema rana chiamato Lilypad, soprannominato Lily. Questo dispositivo tecnologico diventa il vero rivale dei giocattoli: non è un cattivo tradizionale, ma rappresenta il mondo digitale che assorbe l’attenzione dei bambini di oggi. I giocattoli — Jessie, Forky, Slinky Dog, Hamm, Trixie e persino un esercito di Buzz Lightyear — osservano preoccupati Bonnie incollata allo schermo.
Woody’s balding ass head in ‘TOY STORY 5’ is reminding me of my early 20s pic.twitter.com/BIZLNQ3DFE
— OldHawk (@oldhawksol) February 20, 2026
Il loro obiettivo resta lo stesso di sempre: aiutarla a crescere, a fare amicizie reali, a vivere esperienze nel mondo fisico. La situazione si complica quando Jessie contatta Woody via walkie-talkie per chiedergli di tornare. Dopo gli eventi del capitolo precedente, lo sceriffo si era allontanato insieme a Bo Peep, vivendo una sorta di pensionamento romantico. Il suo ritorno, però, non è trionfale.
Quando si toglie il cappello, i suoi amici restano abbagliati da un riflesso improvviso: Woody ha una chiazza calva ben visibile. La scena diventa subito oggetto di ironia interna. Trixie suggerisce che “qualcuno ha bisogno di un pennarello marrone”, mentre Lily lo provoca chiedendogli se sia “una specie di giocattolo vecchio”. Forky traduce senza filtri: è considerato vecchio perché è calvo.
I’m going to need a minute to process Woody going bald in Toy Story 5 pic.twitter.com/8prr3EdCLQ
— Always On (@werealwayson) February 19, 2026
Il messaggio è chiaro: anche i giocattoli invecchiano. Questo dettaglio ha scatenato reazioni sui social, soprattutto tra i millennial che sono cresciuti con la saga iniziata nel 1995. Molti si sono riconosciuti in questa scelta narrativa, leggendo nella calvizie di Woody una metafora della propria età che avanza. Altri hanno ironizzato con battute come “Woody dovrebbe farsi un BUZZ cut”. Altri ancora hanno immaginando un ipotetico capitolo successivo ambientato in Turchia per un trapianto di capelli.
C’è poi chi ha ricordato un personaggio storico: Geri, il restauratore di giocattoli visto in Toy Story 2, che riparava Woody con precisione artigianale. Sui social è circolato l’appello scherzoso “Call this man ASAP”, a dimostrazione di quanto la memoria della saga sia ancora viva tra i fan. Dal punto di vista tematico, il film sembra intrecciare due linee narrative forti: da un lato la competizione tra giocattoli tradizionali e tecnologia digitale, dall’altro l’accettazione del tempo che passa.
Woody non è più il giovane sceriffo impeccabile di un tempo, ma un personaggio che porta i segni dell’esperienza. La sua vulnerabilità diventa parte della storia. L’uscita nelle sale è fissata per il 19 giugno 2026. Se il trailer è indicativo, Toy Story 5 non sarà soltanto un ritorno nostalgico, ma un capitolo capace di parlare sia ai bambini di oggi — immersi nei tablet e nei dispositivi smart — sia agli adulti che, insieme a Woody, stanno affrontando la propria “mezza età”.
In questo senso, il film sembra voler esplorare non solo il rapporto tra passato e presente, ma anche il modo in cui i personaggi imparano a ridefinirsi. La maturità di Woody non è trattata come un limite, bensì come una nuova fase della sua identità. Allo stesso tempo, la presenza della tecnologia introduce un conflitto generazionale che appare più sfumato rispetto al passato: non più una minaccia assoluta, ma una realtà con cui i giocattoli devono confrontarsi per restare significativi. Tutto lascia intuire un racconto che punta a emozionare senza rinunciare a interrogarsi sul cambiamento.



