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La politica americana ha toccato un nuovo minimo. Barack Obama ha rotto il silenzio dopo che un video contenente immagini razziste che raffiguravano lui e l’ex first lady Michelle come scimmie è stato condiviso sul profilo Truth Social di Donald Trump. Le parole dell’ex presidente sono pesanti come macigni: “Si è perso il senso del decoro” e la situazione negli Stati Uniti “è degenerata a un livello di crudeltà mai visto prima“. Non si tratta di una polemica politica ordinaria. Obama ha scelto termini che raramente utilizza nel dibattito pubblico, descrivendo quello che sta accadendo sui social media e in televisione come “una specie di spettacolo da clown“. L’affermazione è diretta, quasi colloquiale, ma proprio per questo ancora più incisiva: quando un ex presidente degli Stati Uniti paragona il clima politico a un circo degradante, significa che qualcosa di profondo si è rotto nel tessuto della democrazia americana.

Durante i suoi viaggi nel paese, Obama racconta di aver incontrato molte persone che “credono ancora nella decenza, nella cortesia e nella gentilezza“. È importante riconoscere, ha sottolineato, chela maggior parte degli americani trova questo comportamento profondamente preoccupante“. Il messaggio è chiaro: quello che accade ai vertici del potere non rappresenta i valori della maggioranza del paese. Tuttavia, ha aggiunto con amarezza, “non sembra esserci più alcuna vergogna” e quel senso di decoro che un tempo si richiedeva, soprattutto in politica, è ormai “”andato perso””. La vicenda è emersa quando il video, che iniziava trattando presunte frodi elettorali in Georgia per poi mostrare le immagini offensive, è apparso sul profilo social dell’attuale presidente. La Casa Bianca ha inizialmente tentato di minimizzare l’incidente, definendolo un semplicememe di internet” condiviso “per errore” da un membro dello staff. Solo dopo un’ondata di critiche bipartisan l’amministrazione ha dovuto fare marcia indietro e ammettere la gravità del contenuto.

Interrogato sull’Air Force One, Trump ha dichiarato di aver visto solo l’inizio del video. “Quello che ho visto all’inizio era molto forte. Era su un tema di frode elettorale, una cosa disgustosa. Probabilmente nessuno ha controllato la fine“, ha spiegato, aggiungendo: “Lo abbiamo rimosso appena ce ne siamo accorti“. Una giustificazione che suona più come un’ammissione di negligenza che come una vera assunzione di responsabilità. Quando gli è stato chiesto esplicitamente se condannasse le immagini razziste, Trump ha risposto: “Of course I do“, sottolineando di condannare il contenuto offensivo. Tuttavia, ha continuato a minimizzare la responsabilità nell’incidente, dichiarando di non aver licenziato la persona che ha pubblicato il video. Un dettaglio che non è passato inosservato e che solleva interrogativi su quali siano effettivamente le conseguenze per chi diffonde contenuti razzisti dalla piattaforma del presidente degli Stati Uniti.

L’episodio rappresenta un momento emblematico del clima politico americano contemporaneo. Non si tratta solo di un singolo video offensivo, ma di un sintomo di come i confini del dibattito pubblico si siano progressivamente erosi. Quello che una volta sarebbe stato impensabile nella comunicazione presidenziale è diventato quasi routine: contenuti controversi vengono pubblicati, scatenano polemiche, vengono rimossi, e il ciclo ricomincia. La questione che Obama pone è fondamentale: come si può ricostruire un dialogo politico basato sul rispetto quando vengono oltrepassate continuamente le linee rosse della decenza. Le sue parole non sono solo una difesa personale contro un attacco razzista, ma un appello più ampio a riconoscere che la “crudeltà” non può diventare la norma della politica moderna.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.