Domenica 9 febbraio 2026, Bad Bunny ha firmato lo show del Super Bowl più visto di sempre con 135 milioni di spettatori incollati allo schermo. Ma oltre alle apparizioni stellari di Lady Gaga e Ricky Martin, oltre ai ritmi salsa che hanno fatto ballare un intero stadio californiano, c’è stato un momento che ha scatenato una reazione particolare: quando Benito Antonio Martínez Ocasio ha urlato “Canadaaa“, allungando le vocali con quella cadenza che solo lui sa tirare fuori.
Può sembrare un dettaglio marginale in un halftime show di 13 minuti che ha riscritto la storia della musica latina sul palco più importante dello sport americano. Eppure, per chi conosce i canadesi, sa che non c’è niente che amino di più dell’essere notati. E quando Bad Bunny ha chiuso la sua performance coloratissima al Levi’s Stadium di Santa Clara pronunciando il nome di ogni singolo paese delle Americhe, dal Cile fino al Canada, passando per la sua amata Puerto Rico, ha fatto esattamente questo: ha dato voce a un continente intero.
“God Bless America“, ha esordito il cantante portoricano prima di iniziare la sua litania geografica che suonava come una preghiera laica: “Chile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia, Peru, Ecuador, Brazil, Colombia, Venezuela, Guyana, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, Mexico, Cuba, Dominican Republic, Jamaica, Haiti, United States, Canada“. E poi, il colpo finale: “Y mi patria, Puerto Rico, seguimos aquí” – la mia patria, Porto Rico, siamo ancora qui.
Con un pallone da football tra le mani su cui campeggiava la scritta “Together, we are all America“, Bad Bunny ha lasciato il campo mentre il maxischermo mandava in loop il messaggio “The only thing more powerful than hate is love“. Un momento di unità continentale che ha strappato applausi sia allo stadio che online, ma che ha avuto una risonanza particolare proprio a nord del confine. I social media canadesi si sono immediatamente riempiti di reazioni. “BAD BUNNY IS CANADA DOWN“, ha scritto un utente su X, giocando con la famosa frase di Tate McRae che aveva risposto alle critiche per essere apparsa in uno spot del Team USA alle Olimpiadi dicendo “y’all know I’m Canada down“. Il riferimento non è casuale: i canadesi hanno una relazione complessa con la propria identità nazionale, sempre in bilico tra l’orgoglio e la sensazione di essere l’eterno secondo violino rispetto agli Stati Uniti.
Un altro utente ha ironizzato: “Da quando Heated Rivalry è diventato un successo planetario fino al momento in cui Bad Bunny ha urlato Canada all’halftime show, il paese sta vivendo un periodo d’oro generazionale“. Qualcuno ha fatto risalire questa golden age addirittura a ottobre, quando i Toronto Blue Jays sono arrivati alle World Series. E poi c’è chi ha puntato tutto sull’aspetto linguistico: la pronuncia di Bad Bunny, con quella “a” finale che si allunga melodiosa, “Canadaaa“, è diventata immediatamente virale. Su TikTok una fan ha dichiarato: “L’unico modo in cui dirò il nome del paese da oggi in poi, Benito“. Rachel Gilmore, giornalista, ha postato su X: “Tutti i canadesi quando Bad Bunny ha urlato CANADAAAA“, allegando una foto meme del Primo Ministro Mark Carney.
Il gesto di Bad Bunny non è stato un semplice contentino al pubblico nordamericano. È stato un messaggio politico potente, vestito da celebrazione geografica. Nominare ogni paese delle Americhe – non solo quelli del Sudamerica o del Nordamerica, ma proprio tutti – significa rifiutare l’idea che America sia sinonimo esclusivo di Stati Uniti. Significa ribadire che questo continente è un mosaico di culture, lingue, storie che meritano la stessa dignità di rappresentazione. E per Puerto Rico, quella terra che Benito ha chiamato “mi patria” davanti a 135 milioni di persone, il messaggio “siamo ancora qui” risuona con una potenza particolare. Un territorio non incorporato degli Stati Uniti, spesso dimenticato nelle conversazioni nazionali, portato al centro del palco mondiale proprio grazie alla sua superstar più luminosa.
Secondo CBS, il Super Bowl Halftime Show di Bad Bunny è diventato ufficialmente il più visto di sempre, superando ogni precedente record. La performance ha incluso una versione salsa di Die With A Smile cantata con Lady Gaga e un’interpretazione elettrica di Lo Que Pasó en Hawaii insieme a Ricky Martin, tratta dal suo album vincitore del Grammy Debí Tirar Más Fotos – il primo disco interamente in spagnolo a vincere l’Album of the Year nella storia dei Grammy. Non è previsto che Bad Bunny torni presto in Canada per concerti, ma in una cover story per Billboard aveva rivelato uno dei suoi ricordi più teneri legati al paese: i pancake. “Giuro che voglio tornare in Canada solo per quei pancake“, aveva dichiarato. Chissà, forse dopo lo shoutout di domenica sera, qualche catena di ristoranti canadese gli invierà una fornitura a vita.
L’halftime show del Super Bowl è sempre stato un termometro culturale, un momento in cui la musica incontra lo sport, l’intrattenimento si fonde con i messaggi sociali. Bad Bunny ha usato quei 13 minuti non solo per consacrare definitivamente la musica latina sulla scena globale, ma per ricordare che l’America, quella vera, quella geografica, è molto più grande di un singolo paese. E anche se il Canada era l’ultimo nome della lista prima di Puerto Rico, per milioni di canadesi quel Canadaaa allungato è suonato come un riconoscimento che aspettavano da tempo.



