Alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 le medaglie non rappresentano solo il punto più alto della carriera di un atleta, ma raccontano anche una storia economica senza precedenti. Nei primi giorni di gara sono già state assegnate numerose medaglie d’oro e, mai come quest’anno, questi oggetti simbolici hanno raggiunto un valore economico così elevato. Non perché siano tornate a essere d’oro massiccio, ma perché arrivano in un momento storico in cui oro e argento hanno prezzi fuori controllo. Le medaglie olimpiche del 2026 sono così diventate le più costose di sempre in termini di valore intrinseco dei metalli.
Dal punto di vista tecnico, le medaglie d’oro olimpiche non sono realmente fatte d’oro. La loro composizione è la stessa delle ultime edizioni: pesano circa 506 grammi e sono realizzate quasi interamente in argento sterling, rivestito da circa 6 grammi di oro puro. È proprio questa struttura a rendere decisive le recenti impennate dei mercati. All’inizio di febbraio 2026, l’oro veniva scambiato a circa 4.889 dollari l’oncia, con un aumento di circa il 70% rispetto a un anno prima e quasi il doppio rispetto ai livelli delle Olimpiadi di Parigi 2024.
Ancora più impressionante è il dato sull’argento, arrivato a circa 77 dollari l’oncia, con un incremento del 138% su base annua e quasi triplicato rispetto a due anni prima. Oro e argento hanno beneficiato del loro ruolo di beni rifugio in una fase storica segnata da forti tensioni geopolitiche, instabilità politica e timori legati all’inflazione e al debito globale. L’oro è stato sostenuto dagli acquisti delle banche centrali e dal ritorno degli investitori verso asset considerati sicuri, mentre l’argento ha visto anche una spinta significativa dalla domanda dei piccoli investitori.
Breezy Johnson has already broken her medal after taking gold in the Women's Downhill 😂👏🏆 pic.twitter.com/nefnE6Xllz
— TNT Sports (@tntsports) February 8, 2026
Secondo i dati FactSet citati da CNN, dalla fine delle Olimpiadi di Parigi nel luglio 2024 i prezzi spot dell’oro sono aumentati di oltre il 100% e quelli dell’argento di circa il 200%. Il risultato di questa dinamica si riflette direttamente sul valore delle medaglie. Considerando solo il prezzo dei metalli, una medaglia d’oro olimpica oggi vale circa 2.300 dollari, più del doppio rispetto a Parigi 2024. Le medaglie d’argento sfiorano invece i 1.400 dollari, circa tre volte il loro valore di due anni fa.
In totale, alle Olimpiadi di Milano-Cortina verranno assegnate oltre 700 medaglie tra oro, argento e bronzo, rendendo questa edizione un primato non solo sportivo ma anche finanziario. C’è poi un elemento distintivo legato alla produzione. Le medaglie di Milano-Cortina 2026 sono realizzate con metalli riciclati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato italiano. Una scelta che guarda alla sostenibilità ambientale e al made in Italy, pur senza incidere sul valore economico dei materiali. Il valore dei metalli, però, è solo una parte della storia. Come oggetti da collezione, le medaglie olimpiche possono raggiungere cifre molto più alte.
Nel 2015, una medaglia d’oro dei Giochi di Stoccolma del 1912 è stata venduta all’asta per circa 19 mila sterline, mentre una medaglia di bronzo delle Olimpiadi di Anversa del 1920, pur priva di valore materiale, è stata battuta per diverse centinaia di sterline solo per il suo legame con l’evento. Secondo gli analisti, infine, il record stabilito a Milano-Cortina potrebbe non durare a lungo. La domanda di oro e argento dovrebbe restare elevata anche nei prossimi anni, alimentata dall’incertezza geopolitica e dall’aumento del debito pubblico globale. Per questo motivo, non è escluso che le medaglie delle Olimpiadi estive del 2028 possano risultare ancora più costose.



