Come in una partita a scacchi dove ogni mossa genera una contromossa, Fabrizio Corona non sembra intenzionato a ritirarsi dalla scena mediatica. Nonostante le denunce, i divieti e le battaglie legali che lo vedono protagonista, l’ex re dei paparazzi ha trovato un nuovo palcoscenico per far sentire la propria voce: il teatro. Dopo mesi di polemiche e blocchi sui social network, il discusso format Falsissimo abbandona il digitale e si prepara a incontrare il pubblico dal vivo, in carne e ossa, sotto le luci della ribalta.
L’annuncio è arrivato il 6 febbraio attraverso un comunicato di Gruppoanteprima: “Fabrizio Corona nei teatri italiani. Falsissimo in teatro“. Un’operazione che trasforma un fenomeno nato online in un evento dal vivo, portando nei teatri italiani quello che Corona definisce un racconto senza filtri sui meccanismi del potere mediatico, dell’informazione e del gossip. Un progetto che ha generato tanto clamore quanto controversie, e che ora cerca una nuova dimensione espressiva lontano dalle piattaforme digitali che lo hanno censurato.

Il tour prenderà il via a maggio 2026 e toccherà cinque città italiane. Si parte da Milano il 7 maggio all’Eco Teatro, per poi proseguire a Catania il 14 maggio al Teatro Metropolitan, Napoli il 21 maggio al Teatro PalaPartenope, Roma il 22 maggio al Teatro Italia e chiudere a Padova il 23 maggio al Gran Teatro Geox. I biglietti sono già disponibili sul circuito TicketOne, segno che la macchina organizzativa è già in moto nonostante l’incertezza che aleggia attorno all’iniziativa.
Resta da capire se anche questa nuova incarnazione del progetto sarà oggetto di stop legali. Del resto, Corona si trova al centro di una tempesta giudiziaria senza precedenti. È stata fissata per il 21 settembre, davanti al Tribunale civile di Milano, la prima udienza della maxi causa civile intentata dal gruppo Mediaset insieme a Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui.
La trasformazione di Falsissimo da format digitale a spettacolo teatrale rappresenta un esperimento interessante nell’era della comunicazione fluida. Nato come serie di video pubblicati online, il progetto aveva raggiunto migliaia di visualizzazioni e generato un dibattito acceso sui confini tra informazione, denuncia e diffamazione. Ora, il passaggio al teatro offre a Corona uno spazio fisico, un pubblico presente, una dimensione performativa che sfugge alla logica algoritmica e ai filtri delle piattaforme digitali.



