Durante una conferenza stampa a Capitol Hill, a Washington, Paris Hilton è tornata al centro del dibattito pubblico non come icona pop, ma come testimone e attivista. Accanto alle deputate statunitensi Alexandria Ocasio-Cortez e Laurel Lee, l’imprenditrice e socialite ha raccontato una ferita personale che affonda nei primi anni Duemila, collegandola direttamente alla nuova emergenza legata all’intelligenza artificiale: la diffusione di deepfake sessualmente espliciti. Hilton ha ricordato che aveva solo 19 anni quando un video intimo privato venne condiviso con il mondo senza il suo consenso. All’epoca, l’episodio fu definito dai media uno scandalo, ma lei oggi ribalta quella narrazione: non fu uno scandalo, bensì un abuso.
In quel periodo, ha spiegato, non esistevano leggi in grado di proteggerla, né un linguaggio adeguato per descrivere ciò che le era stato fatto. Internet era agli inizi, ma la sua crudeltà era già evidente: insulti, derisione, la trasformazione del dolore in merce per ottenere clic, fino all’invito implicito a “esserne grata” per la notorietà ottenuta. Nel suo intervento, Hilton ha raccontato l’impatto emotivo profondo di quell’esperienza: il panico, l’umiliazione, la vergogna e la sensazione di non essere considerata una persona reale, ma un oggetto da sfruttare. Ha spiegato di aver perso il controllo sul proprio corpo, sulla reputazione, sul senso di sicurezza e sull’autostima, e di aver dovuto lottare a lungo per riconquistarli. Per anni aveva creduto che quella fosse la parte peggiore della sua storia, finché l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa non ha aperto una nuova fase di vittimizzazione.
@parishilton When I was 19, a private video of me was shared without my consent — and there were no laws to protect me. What people called a “scandal” was actually abuse, and it’s something survivors are still facing today. That’s why today, I spoke on Capitol Hill with @Alexandria Ocasio-Cortez and #LaurelLee about the DEFIANCE Act 🏛️🩷 This bipartisan bill strengthens legal protections for survivors of AI-generated explicit deepfakes giving people real options to fight back and seek justice when intimate images are shared without consent. Proud to use my voice on this issue and stand up for women and girls everywhere 💗 #DEFIANCEAct ♬ original sound – ParisHilton
Secondo Hilton, la pornografia deepfake è diventata un’epidemia globale. Ha rivelato di essere stata lei stessa bersaglio di oltre 100.000 deepfake a contenuto sessuale, tutti non consensuali. Ogni nuova immagine, ha detto, riattiva la paura che qualcuno, in quel preciso momento, la stia guardando credendola reale. Ma il problema va ben oltre la sua esperienza personale: una ragazza su otto oggi, ha denunciato, sarebbe vittima di abusi tramite pornografia deepfake, e molte adolescenti le hanno confidato di avere paura di andare a scuola perché immagini false di loro circolano online. Hilton ha descritto le conseguenze a lungo termine di questo fenomeno: giovani donne che temono di candidarsi per un lavoro, entrare in politica o semplicemente esprimersi pubblicamente, perché l’abuso digitale diventa uno strumento per umiliare, zittire e togliere dignità.
Per questo ha deciso di usare la propria visibilità per sostenere il DEFIANCE Act, acronimo di Disrupt Explicit Forged Images And Non-Consensual Edits Act. La proposta di legge, di natura bipartisan, mira a rafforzare le protezioni legali per le vittime di deepfake sessuali generati dall’IA, offrendo loro la possibilità di intraprendere azioni legali contro chi produce, distribuisce, richiede o detiene consapevolmente immagini esplicitamente falsificate e non consensuali. A differenza delle normative già esistenti in alcuni Stati, come quelle contro il cosiddetto “revenge porn”, il DEFIANCE Act avrebbe validità a livello federale negli Stati Uniti. Approvato all’unanimità dal Senato, è ora in attesa del voto alla Camera dei Rappresentanti. Il DEFIANCE Act si inserisce in un quadro normativo più ampio che include il TAKE IT DOWN Act, diventato legge nel maggio 2025.
Quest’ultimo obbliga le piattaforme online a rimuovere immagini intime non autorizzate e deepfake una volta segnalati, e entrerà pienamente in vigore a maggio 2026. Come ha spiegato Ocasio-Cortez, il TAKE IT DOWN garantisce la rimozione dei contenuti, mentre il DEFIANCE punta a offrire ricorso legale e risarcimenti economici e reputazionali alle vittime. Hilton ha sottolineato che la questione non riguarda solo la tecnologia, ma il potere: l’uso dell’immagine di una persona per umiliarla e privarla della dignità. Le vittime, ha affermato, meritano più di scuse tardive, meritano giustizia. Pur riconoscendo il proprio privilegio e l’accesso a una grande piattaforma mediatica, ha ribadito che la maggior parte delle persone colpite non ha gli stessi strumenti per difendersi.
Nel contesto internazionale, mentre negli Stati Uniti si discute il DEFIANCE Act, in Europa il Digital Services Act e l’AI Act prevedono alcune tutele, come l’obbligo di etichettare i contenuti generati dall’IA, ma non affrontano in modo esplicito la pornografia deepfake. L’applicazione resta demandata ai singoli Stati membri, e solo alcuni Paesi, tra cui Francia, Danimarca e Regno Unito, hanno introdotto leggi specifiche con sanzioni severe. Infine, Hilton ha annunciato che il 30 gennaio 2026 uscirà nelle sale il suo film Infinite Icon, un progetto che rappresenta per lei un ulteriore tentativo di riprendersi il controllo della propria narrazione. La sua battaglia contro i deepfake, ha concluso, nasce dal passato ma guarda al futuro: trasformare un’esperienza di abuso in uno strumento di consapevolezza e cambiamento per proteggere donne e ragazze nell’era dell’intelligenza artificiale.



