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Diciamolo chiaramente: mentire sulla propria età quando ci si iscrive a TikTok è sempre stato fin troppo semplice. Bastava inserire una data di nascita fasulla e il gioco era fatto. Ma quei tempi stanno per finire, almeno in Europa. ByteDance, la casa madre del social più amato dalla Gen Z, ha annunciato l’introduzione di un sistema di verifica dell’età completamente rinnovato, destinato a rendere la vita molto più difficile a chi cerca di aggirare le regole. L’obiettivo è uno solo: tenere fuori dalla piattaforma chiunque abbia meno di 13 anni. Nessuna eccezione, nemmeno con il consenso dei genitori. Una circostanza, questa, che si verifica più spesso di quanto si possa immaginare. Il nuovo sistema sarà operativo nelle prossime settimane in tutti i territori dell’Unione europea, in Svizzera e nel Regno Unito, al termine della fase di test avviata lo scorso anno.

Ma come funziona esattamente questo nuovo approccio che ByteDance definisce a più livelli? Il primo step rimane invariato: l’inserimento della data di nascita al momento dell’iscrizione. Se l’età risulta inferiore ai 13 anni, il processo si interrompe immediatamente, senza possibilità di ripetere il tentativo. Fin qui, nulla di nuovo. È quello che succede dopo a fare la differenza. Entra in scena una tecnologia basata su intelligenza artificiale che analizza una serie di segnali legati al profilo utente. ByteDance non scende nei dettagli tecnici, ma spiega che il sistema prende in considerazione informazioni associate all’account, i video pubblicati e altri comportamenti sulla piattaforma per stimare l’età reale di chi si trova dall’altra parte dello schermo. Una sorta di detective digitale sempre all’opera, capace di scovare incongruenze che sfuggirebbero a un controllo puramente dichiarativo.

TikTok
Logo di TikTok

Quando l’algoritmo rileva sospetti, scatta una segnalazione verso un team di esperti in carne e ossa. Sì, persone reali che valutano la situazione e decidono quali provvedimenti adottare. La combinazione di automazione e revisione umana rappresenta il cuore del nuovo sistema, progettato per bilanciare efficienza tecnologica e capacità di giudizio che solo un essere umano può garantire. E se il sistema sbaglia? ByteDance ha previsto anche questa eventualità. Gli utenti che ritengono di essere stati erroneamente classificati come under 13 possono presentare ricorso, fornendo prove concrete della loro età reale. I metodi messi a disposizione sono diversi: riconoscimento facciale tramite tecnologia fornita da Yoti, autorizzazione attraverso carta di credito oppure presentazione di un documento di identità rilasciato dal governo.

Già oggi, secondo i dati forniti dalla piattaforma, vengono rimossi circa 6 milioni di account al mese per ragioni anagrafiche. Un numero impressionante che testimonia quanto il problema sia diffuso e quanto ByteDance stia investendo per contrastarlo. Con l’introduzione del nuovo sistema, è lecito aspettarsi che questa cifra possa aumentare ulteriormente, almeno nelle prime fasi di implementazione. La stretta europea arriva in un momento in cui la tutela dei minori online è diventata priorità assoluta per legislatori e piattaforme digitali. TikTok, finito più volte sotto i riflettori per la gestione dei dati degli utenti più giovani, cerca di correre ai ripari con un approccio che ambisce a diventare benchmark nel settore. Resta da vedere se il sistema si dimostrerà davvero efficace o se i ragazzi troveranno nuovi escamotage per aggirare i controlli.

Una cosa è certa: il messaggio di ByteDance è chiaro. L’era in cui bastava dichiarare un’età falsa per accedere al social network è al tramonto. La tecnologia avanza, i controlli si stringono e lo spazio di manovra per chi vuole barare si riduce sempre di più. Per i genitori, potrebbe essere l’occasione giusta per riprendere in mano il controllo su cosa fanno i propri figli online. Per TikTok, è una scommessa sulla credibilità in un mercato che guarda con crescente attenzione alla protezione dei più giovani.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.