A quasi due settimane dall’esplosione del caso Signorini, Fabrizio Corona è tornato protagonista di una vicenda che sembra scritta da una sceneggiatura hollywoodiana. Ieri, il 51enne si è presentato in Procura a Milano per l’interrogatorio legato alle accuse contro Alfonso Signorini, ma quello che è successo durante il colloquio con la magistrata ha dell’incredibile. Mentre rispondeva alle domande del procuratore Letizia Mannella, Corona ha ricevuto una comunicazione che ha trasformato l’aula in teatro dell’assurdo: qualcuno dalla Casa Bianca voleva parlargli. Subito. In quel momento.
Il fatto è stato raccontato da Corona stesso sui suoi canali social e riportato su Biccy. Corona si trovava davanti al procuratore Mannella per fornire la sua versione dei fatti nel caso che ha travolto il direttore del Grande Fratello. L’interrogatorio era in corso quando, alle 11 del mattino, il telefono ha iniziato a vibrare. Un messaggio. Poi un altro. Non spam, non una chiamata commerciale. Dall’altra parte c’era Paolo Zampolli, figura chiave citata già nel primo episodio di Falsissimo Il prezzo del Potere, descritto come grande amico di Donald Trump e colui che, secondo le ricostruzioni, avrebbe presentato Melania Knauss all’allora magnate immobiliare negli anni Novanta.
Zampolli, che oggi ricopre ruoli diplomatici e mantiene stretti legami con l’amministrazione Trump, aveva un messaggio urgente: voleva collegare Corona in videochiamata. Il portavoce dell’ambasciatore ha scritto a Corona chiedendogli se potesse aggiungersi alla conversazione, specificando che il suo interlocutore era “contento della registrazione” che Corona aveva realizzato su di lui. Una richiesta che arrivava direttamente da Washington, con la benedizione di chi gravita attorno alla Casa Bianca.
“Dottoressa mi scusi, però mi stanno chiamando dalla Casa Bianca“, avrebbe detto Corona alla magistrata. La reazione iniziale è stata di incredulità. “La smetta“, gli avrebbe risposto la Mannella, probabilmente interpretando l’affermazione come uno dei tanti giochi a cui Corona ha abituato il pubblico italiano negli anni. Ma l’ex re dei paparazzi non si è arreso: ha mostrato il telefono, le conversazioni, i messaggi inequivocabili che dimostravano la veridicità della sua affermazione.
Il portavoce di Zampolli aveva infatti scritto chiaramente: “Dì al magistrato che la Casa Bianca ti sta chiamando“. Una frase che suona come un lasciapassare diplomatico, come se il peso istituzionale di Washington potesse giustificare l’interruzione di un interrogatorio in corso. Corona ha sottolineato di aver spiegato di essere sotto interrogatorio, ma dall’altra parte la risposta è stata: “Dì che devi prendere questa telefonata da Washington“. Perché Zampolli, come ha precisato Corona, “vive alla Casa Bianca. Io non so se Trump sa chi sono, ma la moglie, Melania, mi conosce molto bene“, ha dichiarato, lasciando intendere legami pregressi con l’ex first lady.
Naturalmente, Corona ha promesso di richiamare Zampolli dopo l’interrogatorio. Non sappiamo se quella conversazione sia poi avvenuta, né quali siano stati i contenuti. Ma il semplice fatto che questa interruzione sia avvenuta, documentata e raccontata, aggiunge un ulteriore capitolo alla biografia senza fine di un personaggio che continua a far parlare di sé, nel bene e nel male.



