X

Acquistare un nuovo smartphone è sempre un momento di entusiasmo. La confezione ancora sigillata, il profumo di elettronica appena uscita dalla fabbrica, la promessa di prestazioni migliori. Eppure, subito dopo l’euforia iniziale, arriva quello: il dubbio. Come faccio a trasferire tutto. E se perdo i contatti. Le foto della comunione di mio figlio sono al sicuro. WhatsApp, poi, quello è un capitolo a parte. La verità è che nel 2025 configurare un telefono è diventato tremendamente più semplice rispetto a qualche anno fa. Che si tratti di un dispositivo Android o di un iPhone, i produttori hanno capito che nessuno ha più voglia di passare ore a capire dove cliccare. La procedura è ormai guidata, intuitiva e soprattutto veloce. Basta seguire alcuni passaggi essenziali, senza saltare quelli relativi alla sicurezza, e in una manciata di minuti il nuovo telefono è pronto all’uso.

Prima ancora di accendere il dispositivo, però, ci sono un paio di operazioni preliminari che conviene fare subito. La prima è mettere il telefono in carica. Sembra banale, ma molti smartphone arrivano con una percentuale di batteria sufficiente solo per l’accensione. Meglio collegarlo alla corrente e aspettare che raggiunga il cento per cento, così da evitare che si spenga nel bel mezzo della configurazione, magari proprio mentre sta trasferendo i dati più importanti. La seconda operazione riguarda la SIM. Se avete una scheda fisica, conviene inserirla subito. Ogni confezione include una spilletta apposita per estrarre il carrellino, che può trovarsi su uno qualsiasi dei quattro lati del telefono. La SIM va posizionata nel verso corretto, ma di solito c’è una guida stampata sul carrellino stesso che rende impossibile sbagliare. Se invece disponete di una eSIM, potrete configurarla direttamente durante la procedura iniziale, inquadrando il codice QR fornito dall’operatore.

memoria telefono piena: come eliminare i file fantasmi
Che cosa sono e come liberare la memoria dai file fantasma – screenworld.it

A questo punto si può accendere il telefono. Basta tenere premuto per qualche secondo il tasto di accensione, solitamente sul lato destro. Una piccola vibrazione conferma l’avvio e dopo pochi istanti appare la schermata di benvenuto. Su Android si parte con la selezione della lingua e della regione, mentre su iPhone compare la celebre scritta Ciao in tutte le lingue del mondo. In entrambi i casi, il primo passo vero e proprio è la connessione a una rete Wi-Fi. Questo passaggio non è opzionale. Collegare il telefono a una rete domestica stabile permette di scaricare eventuali aggiornamenti di sistema e di trasferire i dati senza consumare il traffico dati incluso nell’offerta mobile. Basta toccare il nome della rete Wi-Fi desiderata, inserire la password e attendere la conferma di connessione. A quel punto il sistema verifica se sono disponibili aggiornamenti, operazione che può richiedere qualche minuto ma che garantisce di partire con l’ultima versione del software, più sicura e performante.

Ed eccoci al cuore della questione: il trasferimento dei dati dal vecchio telefono. Qui le cose sono cambiate parecchio negli ultimi anni. Su Android, molti dispositivi supportano ormai il trasferimento rapido tramite cavo USB-C o connessione wireless diretta. In pratica, basta avvicinare i due smartphone e seguire le istruzioni a schermo. Il sistema chiede di accedere all’account Google utilizzato sul vecchio telefono e avvia la sincronizzazione di contatti, email, calendario, app e, in molti casi, anche dei dati interni alle applicazioni. Per chi passa da iPhone ad Android, esiste la possibilità di utilizzare un adattatore o di affidarsi al backup su Google Drive, sempre che il telefono precedente avesse attivato questa funzione. In alternativa, diverse marche offrono app dedicate per facilitare il trasferimento da iOS. Non è un processo istantaneo, ma funziona bene soprattutto per contatti, foto e video.

Uomo disperato con smartphone
Uomo disperato con smartphone

Chi invece rimane nell’ecosistema Apple ha la vita ancora più semplice. Basta avvicinare il nuovo iPhone a quello vecchio e attendere che appaia la funzione Inizia Subito. A quel punto i due dispositivi si parlano da soli, trasferendo tutto: impostazioni, preferenze, app, login salvati. È una delle esperienze utente più curate del settore e nel 2025 è diventata ancora più veloce grazie ai chip più potenti e alla connettività migliorata. Ma che ne è di WhatsApp, l’applicazione che più di tutte genera ansia quando si cambia telefono? Anche qui le cose sono migliorate. Se si resta nello stesso sistema operativo, il backup su Google Drive o iCloud permette di recuperare tutte le conversazioni e i file multimediali. Basta installare WhatsApp sul nuovo telefono, accedere con lo stesso numero e autorizzare il ripristino del backup. L’unico accorgimento è verificare, prima di abbandonare il vecchio telefono, che il backup sia aggiornato.

Passare da Android a iPhone o viceversa è leggermente più complesso, ma fattibile. WhatsApp ha introdotto la possibilità di trasferire la cronologia chat tra sistemi operativi diversi, anche se la procedura richiede un cavo e qualche minuto di pazienza. In alternativa, esistono strumenti di terze parti, ma conviene sempre affidarsi a soluzioni ufficiali per evitare problemi di sicurezza. Una volta completato il trasferimento dati, il sistema chiede di configurare l’account principale. Su Android è l’account Google, su iPhone l’Apple ID. In entrambi i casi è fondamentale inserire le credenziali corrette, perché da quell’account dipende la sincronizzazione di tutto: posta, contatti, calendario, app scaricate, backup automatici. Se non si ricorda la password, meglio recuperarla subito tramite la funzione dedicata, piuttosto che andare avanti e doverla recuperare in un secondo momento.

"È il miglior smartphone al mondo" secondo gli esperti
Anche il prezzo è concorrenziale – screenworld.it

Arriva poi il momento della sicurezza, passaggio che molti sono tentati di saltare ma che invece è cruciale. Configurare un PIN o una password robusta è il primo livello di protezione. Meglio evitare combinazioni banali come 1234 o la propria data di nascita. Subito dopo viene proposta l’attivazione della sicurezza biometrica: impronta digitale, riconoscimento facciale o entrambi. I sensori attuali sono rapidi e precisi, al punto che sbloccare il telefono richiede una frazione di secondo. Attivare queste funzioni non solo rende il telefono più sicuro, ma anche più comodo da usare. Su iPhone, Face ID e Touch ID sono ormai standard e la configurazione richiede pochi secondi. Su Android, la maggior parte dei dispositivi offre almeno il lettore di impronte, spesso integrato direttamente nello schermo. Alcuni modelli di fascia alta dispongono anche del riconoscimento facciale tridimensionale, che funziona anche al buio e con maggiore precisione rispetto alle soluzioni basate sulla sola fotocamera frontale.

A questo punto il sistema propone una serie di configurazioni opzionali ma comunque importanti. La prima riguarda i servizi di localizzazione, necessari per funzioni come Trova il mio dispositivo su Android o Trova il mio iPhone su iOS. Attivare questa funzione significa poter rintracciare il telefono in caso di smarrimento o furto, bloccarlo da remoto o addirittura cancellare tutti i dati per proteggere la privacy. Poi ci sono gli assistenti vocali: Google Assistant su Android e Siri su iPhone. Configurarli richiede di pronunciare alcune frasi per addestrare il sistema a riconoscere la propria voce. Può sembrare una perdita di tempo, ma gli assistenti vocali sono diventati strumenti utili per gestire promemoria, impostare timer, controllare la domotica o semplicemente chiedere informazioni senza dover sbloccare il telefono.

Ragazza stupita guardando il suo smartphone
Ragazza stupita guardando il suo smartphone

Un altro passaggio riguarda il backup automatico. Su Android, Google Drive si occupa di salvare periodicamente una copia delle impostazioni, delle app e di alcuni dati. Su iPhone, iCloud fa lo stesso, anche se lo spazio gratuito è limitato e spesso costringe a sottoscrivere un abbonamento per avere più spazio. In ogni caso, attivare il backup automatico è una forma di assicurazione: se il telefono si rompe, si perde o viene rubato, basta accedere con lo stesso account su un nuovo dispositivo per ritrovare tutto. Terminata la configurazione guidata, il telefono è finalmente pronto. Ma c’è ancora qualche operazione da fare per ottimizzare l’esperienza. La prima è verificare la presenza di aggiornamenti software. Anche se il sistema ha già controllato all’avvio, conviene entrare nelle impostazioni e controllare manualmente, perché alcuni aggiornamenti vengono rilasciati con frequenza e possono contenere patch di sicurezza importanti.

Poi c’è la questione delle app. Molte applicazioni vengono reinstallate automaticamente durante il trasferimento dati, ma non tutte. Conviene fare un giro sullo store (Google Play Store su Android, App Store su iPhone) e scaricare manualmente quelle mancanti. È anche un buon momento per fare pulizia: quante app avevate sul vecchio telefono che non usavate mai. Meglio non reinstallarle e partire con un dispositivo più leggero e ordinato. Per i videogiocatori c’è un passaggio in più. I salvataggi dei giochi non sempre vengono trasferiti automaticamente. Molti titoli moderni offrono il salvataggio su cloud, legato a un account (Google Play Games, Apple Game Center o account specifici del gioco), ma alcuni giochi più vecchi o meno strutturati potrebbero non avere questa funzione. In quel caso, conviene verificare prima del cambio se esiste un modo per esportare i progressi, magari tramite le impostazioni interne del gioco.

smartwatch smartphone xiaomi
Novità tech – Screenworld.it

Infine, la personalizzazione. Android offre una libertà quasi totale: si possono cambiare launcher, installare widget, modificare icone, suonerie, sfondi. iPhone è più rigido, ma anche qui si possono personalizzare la schermata home, creare librerie di app, impostare modalità focus che cambiano le notifiche a seconda del contesto. È la fase più divertente, quella in cui il telefono smette di essere un oggetto anonimo e diventa davvero proprio. In definitiva, configurare un nuovo smartphone nel 2025 non è più il calvario che era una volta. I sistemi operativi si sono evoluti, i produttori hanno investito nell’esperienza utente e le procedure sono diventate fluide e comprensibili anche per chi non è un esperto di tecnologia. Basta dedicare una decina di minuti, seguire i passaggi proposti dal sistema senza fretta e fare attenzione a non saltare le impostazioni di sicurezza. Il risultato è un telefono pronto all’uso, sicuro e con tutti i dati al loro posto. E la soddisfazione di averlo fatto da soli, senza dover chiedere aiuto al nipote smanettone.

Condividi.

Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.