C’è un limite oltre il quale persino le figure più abituate alle provocazioni si fermano. Donald Trump, però, quel limite sembra non conoscerlo. E quando lo oltrepassa, qualcuno deve alzare la voce. Lunedì sera, sul palco del Jimmy Kimmel Live, il conduttore televisivo ha sferrato uno degli attacchi più duri mai rivolti a un presidente degli Stati Uniti in carica, definendo “odiose e vili” le parole pronunciate da Trump sulla morte violenta del regista Rob Reiner.
Il caso è esploso nel weekend, quando Reiner e sua moglie Michele Singer sono stati trovati accoltellati nella loro casa di Brentwood. Una tragedia che ha scosso Hollywood e il mondo del cinema. Rob Reiner, 78 anni, non era solo il regista di capolavori come Stand by Me, Harry ti presento Sally e Tutti pazzi per Mary, ma anche una voce critica costante contro Trump. E proprio questa sua posizione politica è diventata oggetto di una delle dichiarazioni più controverse del presidente.
Lunedì mattina, Trump ha pubblicato un post su Truth Social in cui affermava che Reiner sarebbe morto “a causa della rabbia che ha provocato negli altri” attraverso la sua “massiccia, irriducibile e incurabile afflizione con una malattia mentale paralizzante nota come Trump Derangement Syndrome, talvolta chiamata TDS“. Il presidente ha aggiunto che Reiner era “noto per aver fatto impazzire la gente con la sua ossessione furiosa per il presidente Donald J. Trump“. Quando Kimmel ha letto il post durante la trasmissione, la sua voce tradiva un misto di incredulità e rabbia. “Quando l’ho visto per la prima volta, ho pensato fosse falso”, ha raccontato. “Mia moglie me l’ha mostrato stamattina e ho pensato: ‘Anche per lui, questo sembrava troppo’. Ma niente è mai troppo per lui“.
Il conduttore ha poi mostrato al pubblico i filmati della conferenza stampa nello Studio Ovale, dove a Trump era stata data “l’opportunità di comportarsi da essere umano” e ritrattare le sue dichiarazioni. Invece, il presidente ha raddoppiato: “Non ero affatto un suo fan. Era una persona squilibrata per quanto riguarda Trump. Sapeva che erano false accuse. In realtà, è esattamente il contrario. Ha detto che ero un amico della Russia, controllato dalla Russia. Il Russia hoax, sapete. Era una delle persone dietro a tutto questo. Penso che si sia rovinato la carriera da solo. È diventato una persona squilibrata. Trump Derangement Syndrome. Quindi non ero per niente un fan di Rob Reiner. Pensavo fosse molto dannoso per il nostro Paese“.
A quel punto, Kimmel ha pronunciato la frase che è diventata il manifesto della serata: “Quel cervello corroso è responsabile delle nostre vite“. Un’affermazione cruda, diretta, che ha condensato la frustrazione di milioni di americani di fronte a dichiarazioni che, secondo molti, oltrepassano ogni confine di decenza, soprattutto di fronte a una tragedia familiare. “Ciò di cui abbiamo bisogno in un momento come questo, oltre al buon senso quando si tratta di armi e salute mentale, è compassione e leadership. Non le abbiamo ottenute dal nostro presidente, perché non ne ha da offrire. Invece, ci siamo ritrovati con uno sciocco che blaterava sciocchezze“. Il conduttore ha poi rivelato un dettaglio personale: “Posso dire, in base alle mie interazioni personali con Rob Reiner, che lui vorrebbe che continuassimo a sottolineare le atrocità ripugnanti che continuano a uscire dalla bocca di quest’uomo malato e irresponsabile. Quindi lo faremo ancora e ancora, finché tutti noi non ci sveglieremo“.
La tragedia di Reiner ha una dimensione ancora più oscura. Nick Reiner, figlio del regista, è stato arrestato domenica sera e lunedì mattina è stato formalmente accusato di omicidio. Il capo della polizia di Los Angeles Jim McDonnell ha confermato che Nick Reiner è stato arrestato per omicidio, definendo l’episodio “un incidente davvero, davvero tragico“. Le indagini sono ancora in corso e il caso dovrebbe essere presentato al procuratore distrettuale.
Rob Reiner era una figura che andava oltre Hollywood. Figlio del leggendario Carl Reiner, aveva costruito una carriera straordinaria prima come attore in Arcibaldo e poi come regista di film che hanno definito generazioni. La questione della Trump Derangement Syndrome è diventata un’arma retorica nella polarizzazione americana. Trump e i suoi sostenitori usano questa espressione per liquidare qualsiasi critica come irrazionale ossessione. Ma per i critici del presidente, le parole di Kimmel rappresentano un punto di rottura: ci sono momenti in cui il silenzio diventa complicità, e una tragedia familiare non può essere trasformata in una piattaforma per attacchi politici.
